Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Serrenti

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Serrenti è un comune del Sud Sardegna di quasi 5.000 abitanti e confina con Samassi, Samatzai, Nuraminis, Furtei, Serramanna, Guasila, e Sanluri.

Il toponimo deriva, quasi certamente, dal gentilizio lat. Serrentius. In Sardegna numerosi Romani avevano il possesso di latifondi, che avevano acquistato a basso prezzo dallo Stato e che sfruttavano con coloni e schiavi e che amministravano non direttamente, bensì con liberti, mentre essi continuavano a vivere a Roma o in Italia. E molto probabilmente questo Serrentio era veramente un grosso latifondista, per il fatto che, risultando il toponimo Serrenti anche nei territori di Barumini, Bottidda e Sindia, probabilmente aveva terreni anche lì; a meno che in qualcuno di quei siti non indichi il cognome di un certo proprietario Serrenti, cognome appunto che compare già nel Condaghe di Trullas

L’area fu abitata già in epoca nuragica, per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi.  Il più notevole di questi sono i siti nuragici Nuraxi Oliri e Bruncu su Nuraxi e il tempio del pozzo di Cuccui. Quest’ultimo è circondato da una rigogliosa foresta di querce da sughero estremamente rara nel Medio Campidano. Reperti preistorici di grande interesse sono stati portati alla luce a Sa Tellura. Due grandi affioramenti vicino alla Strada Statale 131, conosciuti come Perda Longa, sono unici.

Nei pressi del paese attuale si trovano, anche, le rovine di antichi villaggi di epoca romana, in località Gutturrosa, Sa Conca Manna e S.Angius.

Durante il medioevo appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria di Nuraminis. Alla caduta del giudicato, nel 1258, passò sotto il dominio pisano, e successivamente, sotto quello aragonese. In epoca aragonese e spagnola divise le sorti con gli altri centri della ex curatoria. Quando nel 1519 Ludovico Bellit fu creato barone di Monastir, il paese fu annesso alla baronia. Successivamente fu concessa in feudo, dal re di Aragona Pietro IV il Cerimonioso, a Francesco di Valguarnera; nel 1436, con l’estinzione del casato, passò attraverso il dominio di varie famiglie di feudatari.

Nel 1736, in epoca sabauda, il paese fu sotto la signoria dei Simon e dei Ricca di Castelvecchio, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

L’economia del paese è prevalentemente agricola. Le coltivazioni tradizionali sono il grano duro, i pomodori, i carciofi. Più recentemente, grazie all’azione di alcune cooperative, è stata avviata con successo la coltivazione dell’asparago. La città trae le sue entrate principalmente dall’agricoltura, coltivando grano duro, pomodori, carciofi e persino asparagi, un raccolto relativamente nuovo nella zona. L’asparago è al centro di un popolare festival di maggio.

La Sagra dell’asparago e de su Pistocheddu de capa è dominata dalla coltura dell’asparago e dall’interesse culinario suscitato dal pistocheddu, ovvero l’autoctono biscotto glassato multiforme che non manca mai nelle tavole della gente del posto.

La spremitura di uve e olive generano rispettivamente ottimi vini e oli, abbinati alle pietanze offerte nel corso de su Fugatoni de Santu Antoni, la kermesse folcloristica che a gennaio vede in Piazza Vitalia l’accensione dei tradizionali falò.

L’attività agricola ha consentito lo sviluppo anche di altre attività correlate, come, ad esempio, la trasformazione dei prodotti agricoli.

Un settore assai importante è la lavorazione della pietra. Serrenti ha cave di trachite di ottima qualità, con la quale sono state realizzate importanti opere, come il Palazzo di Giustizia di Cagliari.

L’area del Comune è sormontata dal pittoresco parco di Monti Mannu. Recentemente riforestato, offre viste sui golf di Cagliari a sud e Oristano a ovest. Il 25 aprile, in vetta alla montagna del parco, i visitatori possono partecipare alle passeggiate ecologiche, alle degustazioni, agli spettacoli musicali e alle competizioni atletiche dell’evento Vivere Serrenti.

Il centro di Serrenti è occupato dalla Parrocchia di Maria Immacolata del XVII secolo. La festa del santo patrono si celebra l’8 dicembre con una solenne processione accompagnata da gruppi folcloristici, gare di musica tradizionale e poesia.

La città ha altre due chiese dedicate a San Giacomo, con una festa a fine luglio, e a Santa Vitalia, che subì il martirio nell’Anfiteatro di Cagliari durante il regno dell’imperatore Adriano. La sua festa è celebrata all’inizio di ottobre ed è molto venerata dalla comunità locale.

Altri importanti siti culturali della città includono il Teatro Municipale, inaugurato nel 2006, l’adiacente Casa Corda e l’ex macello, che ora ospita la biblioteca, eventi e festival.

 

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