Cagliari: con Degustibus gli  chef  hanno  valorizzato  la Sardegna e i suoi prodotti

La manifestazione è stata organizzata  Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio, all’interno della struttura erano presenti degli stand che proponevano prodotti tutti d’origine sarda. Per poter mangiare i piatti preparati dagli chef  era necessario acquistare dei token (simili a dei ticket) nelle apposite casse

di Ilaria Todde

Degustibus lo streetfood che diventa gourmet, ecco lo spirito di questa manifestazione che si è svolta il fine settimana sul lungomare Poetto di Cagliari.

La manifestazione è stata organizzata in due date Sabato 18 Maggio e Domenica 19 Maggio, all’interno della struttura erano presenti degli stand che proponevano prodotti tutti d’origine sarda. Per poter mangiare i piatti preparati dagli chef  era necessario acquistare dei token (simili a dei ticket) nelle apposite casse.

Con Degustibus sono emerse le interessanti prospettive degli chef, che mirano a valorizzare la Sardegna usando i prodotti del territorio per poter realizzare i loro piatti, dando così più visibilità alle aziende e alla presentazione degli stessi prodotti.

Secondo lo chef Luigi Pomata “La cucina nasce dallo street food”,  il nuovo street food è un’evoluzione che gli chef  hanno portato avanti all’interno delle loro cucine, cercando di trasmettere la passione attraverso questo modo di creare il cibo. Insomma  un concetto alternativo per portare le cucine al di fuori dei ristoranti e  questo progetto permette a tutti di potersi fare una cultura gastronomica, per trovare un nuovo approccio con i clienti.

Lo chef Leonardo Marongiu racconta del progetto “H”, iniziativa mandata avanti appunto dall’associazione H. È stato aperto un ristorante, Hub, nato come centro di scambio che per ora punta sul business lunch creando un qualcosa più alla portata di tutti per avvicinare la gente comune alla cucina. Lo Chef Giuseppe Falanga (napoletano che si è stabilito in Sardegna da 7 anni)   non ha dubbi: “L’abbinamento giusto tra un napoletano e un sardo é la cultura della tavola”.

Nella realizzazione dei suoi piatti, ha deciso d’usare quattro qualità di riso (Venere Nero, Apollo, Carnise, Rosso Ermes)  dell’azienda agricola “iFERRARI”.  Questo chef unisce la sua filosofia mediterranea alle materie prime che lui stesso definisce tesori che vengono trattati nei migliore dei modi.

Per lo Chef Federico Ravot lo street food “E’ molto importante perché basta un  piccolo piatto e una persona può mangiarlo e ammirare la città, o farsi una passeggiata con i propri amici”.

Ravot Propone una crema di pane civraxiu con le patate, nel quale viene adagiato un uovo morbido cotto a vapore per 13 minuti a 70º. La nota croccante del piatto si realizza  dalla crosta del civraxiu che viene fatta saltare con del guanciale, delle alici e delle erbe che vengono poi frullate.

“Norma Sfizzietteria” usa dei prodotti tipici sardi che unisce a prodotti importanti della penisola e, mentre la gente si spinge sempre più all’estero,  i titolari hanno  deciso di prendere tutto quello che riguarda l’Italia con i prodotti più famosi e migliori  mettendoli tutti nello stesso locale.

Ma Degustibus non è solo cibo, hanno partecipato anche diverse cantine del territorio come la Cantina Sociale di Dolianova che nasce nel 1949 e   la Cantina Lilliu, che cerca il giusto compromesso tra le necessità della vite e la richiesta di produzione del vino adoperando le tecniche della coltivazione sinergica in modo tale da poter dare alla pianta ciò di cui ha bisogno.

Per chiudere la serata in dolcezza, si sono potuti  assaggiare i gelati dello chef Fabrizio Fenu, che unisce la tradizione con l’innovazione proponendo dei gusti classici come la stracciatella o il cioccolato ma anche un po’ più moderni come il gelato all’olio d’oliva, alla crema di vernaccia oppure alla pardula.

Ma se si vuole qualcosa di più leggero si può acquistare “ Sa Carapigna” di Sebastiano Pranteddu che per poterla produrre utilizza ancora un’antica arte che va a perdersi nel tempo, usando il ghiaccio, il succo di limone e tanto olio di gomito riuscendo così  a creare un’alternativa fresca.

 

 

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