Cagliari si è vestita di arcobaleno per l’ottava edizione del “Sardegna Pride”

Alla giornata dell’orgoglio hanno aderito  movimenti, partiti e associazioni che sostengono e condividono il documento politico che cita: “ Siamo le lesbiche, i gay, le persone bisessuali, transgender, intersessuali” .

Il corteo per i diritti civili è partito da piazza Michelangelo dove ad attendere i manifestanti erano presenti 5 carri che hanno animato la serata ripercorrendo la storia della musica emblema della lotta per i diritti, dagli anni Sessanta ad oggi, per poi arrivare in piazza Yenne.

 di Ilaria Todde

Con lo slogan “ Siamo ovunque. Ovunque siamo”  ieri sabato 6 Luglio, le vie di Cagliari si sono colorate d’arcobaleno per l’ottava edizione del Sardegna Pride, per celebra

La manifestazione quest’anno celebra i cinquant’anni dei Moti di Stonewall, la storica rivolta del 28 – 29 Giugno del 1969 della comunità gay e lesbica di New York, considerati simbolicamente il momento della nascita del movimento per i diritti delle persone LGBT e QUEER.

Alla giornata dell’orgoglio sono state invitate tutte quelle persone, movimenti, partiti e associazioni che sostengono e condividono il documento politico che cita: “ Siamo le lesbiche, i gay, le persone bisessuali, transgender, intersessuali, siamo tutte le lettere che compongono le sigle delle persone discriminate per orientamento sessuale e identità di genere. Siamo le bambine e i bambini senza famiglia, le coppie di serie B e le persone migranti rimpatriate in paesi di guerra. Siamo ovunque. Ovunque siamo”.

Il corteo per i diritti civili è partito, nel pomeriggio, da piazza Michelangelo dove ad attendere i manifestanti erano presenti 5 carri che hanno animato la serata ripercorrendo la storia della musica emblema della lotta per i diritti, dagli anni Sessanta ad oggi, per poi arrivare in piazza Yenne.

La manifestazione è riuscita a cancellare le distanze, con l’organizzazione di pullman privati provenienti da Sassari o dal Sulcis – Iglesientes, sono accorsi in tantissimi da tutte le parti della Sardegna a sostegno degli ideali. Al corteo non ha partecipato solo la comunità LGBT e QUEER, e Rainbow Family (famiglie arcobaleno) ma anche chi dalla società viene comunemente definito come eterosessuale.

In mezzo alla folla era presente anche Marco Pusceddu ventunenne che, il 24 giugno, è stato aggredito sul tram di Milano. Il motivo dell’aggressione è stata la sua omosessualità. Uno  sconosciuto, probabilmente ubriaco, dopo aver infierito con frasi offensive su Marco, che non cede alle provocazioni ma è molto  preoccupato e   continua ad usare il cellulare,   si alza, si avvicina al ragazzo per dargli un violento ceffone in pieno volto accusandolo di averlo fotografato.

Nonostante l’accusa falsa lo sconosciuto, durante la discesa dal tram, lancia una bottiglia in direzione del ragazzo fortunatamente senza colpirlo. Nessun italiano è intervenuto per aiutare Marco, nemmeno quando alla fermata successiva, una vota sceso dal tram, ha denunciato l’accaduto ai poliziotti, l’unica persona a sostenere la storia del ragazzo è stato un signore immigrato d’origine marocchina. Marco racconta la sua storia su Facebook, il suo post ottiene più 645 “mi piace” e viene condiviso più di 130 volte. Invita tutte le vittime a denunciare, difendersi e a essere forti, non bisogna nascondersi.

Tantissimi gli slogan riportati su striscioni, fogli, magliette o cartelloni presenti alla manifestazione di Cagliari a sostegno del movimento LGBT e QUEER e delle Rainbow Family ( famiglie arcobaleno ) come ad esempio: “ Famiglia è dove c’è amore”, “ Tranquilla mamma sono al pride non alla manifestazione pro-lega”, “ L’amore è uguale per tutt* ” “ Love is Love” , “ Human rights are mi pride” , “ Love is a human right” e tanti altri.

Va ricordato che per tutte quelle persone meno fortunate, che vivono una situazione di abbandono da parte della propria famiglia, esistono anche in Italia i centri di ascolto, accoglienza o rifugi LGBT che offrono un supporto con figure specializzate come: psichiatra, psicoterapeuta, psicologi esperti in disturbi della sessualità con l’obbiettivo di dare una mano. Nei casi più estremi viene fornito un rifugio, temporaneo, per chi è vittima di maltrattamenti in famiglia o semplicemente non ha più una casa.

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