Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” Assolo

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Assolo è un comune della provincia di Oristano che conta meno di 400 abitanti. Confina con Senis, Nureci, Albagiara, Villa Sant’Antonio e Genoni.

Assolo si trova nella zona della Marmilla, ai piedi dell’altopiano della Giara, con un’altitudine di circa 275 metri, sul versante che va da Scala Margiani, al confine con Nureci, fino a Corona Arrubia con Albagiara, in una zona ricca di boschi di leccio, con una natura circostante piacevole e suggestiva.

L’area fu abitata già nel Neolitico come attestano la presenza sul territorio di oltre 25 nuraghi, tra cui si possono citare Mammuzzola, Moro, Planu, Narbonis, Sassaioni, visibili percorrendo i sentieri che conducono alla Giara oltre ai nuraghi Giuerreddu e Giuerreddu Mannu.

La leggenda narra che in una cavità di un grosso nuraghe, conosciuta come “Sa Rutta”, si nascondeva un terribile bandito, forse Agrippino Maxia di Senis, che finì impiccato. La leggenda dice che “su bandìu” aveva nascosto nel tronco cavo di un ulivo un tesoro di monete d’oro: per scoprirlo basta attendere che i raggi del sole al tramonto si riflettano sul metallo prezioso, rischiando di provocare l’ira di Gruppìu ed era meglio, quindi, abbandonare la ricerca.

Nella valle circostante il paese si possono ammirare i nuraghi San Pietro e Santa Lucia, quest’ultimo, in prossimità dell’omonima chiesetta campestre, poco distante dal centro abitato.

Nell’area attorno alla chiesa di Santa Lucia sono stati recentemente ritrovati interessanti reperti risalenti alle’epoca romana.

Nel medioevo appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Parte Valenza, in seguito indicata come Valenza- Brabasciana, che oggi, non si sa per quale motivo, ha preso il nome di Sarcidano che include solo in minima parte l’antica regione.

Alla caduta del giudicato passò sotto il dominio aragonese e vide il susseguirsi di diversi signori, tra i quali Luigi Ludovico Pontons, signore di Senis, nominato direttamente dal re Alfonso V, il Magnanimo. Dal 1432 fu unito alla baronia di Senis.

Passò poi sotto la signoria di diversi feudatari, fino al 1839 quando fu riscattato agli ultimi signori, i Nin Zatrillas, con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale

Nel centro storico dell’abitato, a testimonianza delle abitazioni tipiche di questo territorio, è possibile trovare le tradizionali e caratteristiche case campidanesi “a corte”, con antichi e maestosi portali, ancora oggi intatti, ed ampi cortili interni (cortis) e loggiati (lollas).

I più importanti edifici di culto sono: la chiesa parrocchiale di san Sebastiano, edificata nel 1683 e l’antica chiesetta campestre di santa Lucia, poco distante dall’abitato.

Come in tutti i paesi della Sardegna, anche ad Assolo si svolgono feste in onore di santi o in occasione di varie ricorrenze:

  • Festa di san Sebastiano, 20 gennaio. Dopo la messa mattutina e la processione, la festa prosegue con balli e musiche tradizionali in piazza.
  • Festa di sant’Isidoro, 15 maggio. La celebrazione si tiene nella chiesa parrocchiale. La processione religiosa si svolge lungo le vie del paese ed è accompagnata dalle “traccas”, i carri addobbati trainati da buoi o da trattori. La festa dura due giorni.
  • Festa di santa Lucia, 17 settembre. È una festa campestre che si svolge in parte in campagna e prosegue nel centro abitato. È caratterizzata dalla sfilata delle “traccas” e da prove tradizionali di abilità equestre. Durante la sera, concerti e balli in piazza. Vicino all’omonima chiesetta campestre sono stati ritrovati anche interessanti reperti di epoca romana. Scavi recenti hanno rivelato le rovine di un abitato romano, del quale si conservano frammenti di mosaico, ceramiche, bronzi, monete, resti di una necropoli e di una struttura termale, nonché un’iscrizione del I secolo.
  • Sagra de Sa fregua (sagra della fregola). Organizzata dalla Pro loco di Assolo.
  • Festa dell’emigrato, in estate.
  • Presepe vivente: Sulla Via della Cometa. È una rappresentazione teatrale (ideata e realizzata dalla locale Associazione Culturale Bentu ‘e Jara), che ha lo scopo di simboleggiare, con l’impiego di figuranti umani, la nascita di Gesù. La scenografia viene costruita per le vie del centro storico di Assolo.

Intorno al paese i boschi lasciano spazio a piccole strade, come le scale Cabirada e Argiolas, che conducono all’altopiano, riserva naturale famosa per i rarissimi cavallini della Giara. In una valle situata tra Giara e la collina di Giuerri, scende la suggestiva cascata di sa Caddaia, il cui salto è incorniciato dal rigoglio di una valle sempreverde, dove le donne del paese si recavano a lavare i panni. Attorno, tante sorgenti: Abamasoisi, Genna Sobi, Cabirada e Barracca ‘e Chiccu Soi.

Il toponimo, anche se da alcuni viene interpretato come un riflesso di una voce fenicia “hescel”, nel senso di ‘bosco alberato’, ‘luogo selvoso’, è di etimologia oscura e probabilmente di origine protosarda.

 

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