Le crêpes, segno di amicizia e alleanza servivano a sfamare i pellegrini francesi

La popolarità  di questo dolce arriva a metà dell’800, quando divenne una moda mangiare, durante la colazione o la merenda del pomeriggio, la Crêpe Suzette  servita con una glassa di zucchero e burro caramellati con  succo e scorza d’arancia e limone e liquore Grand Marinier e fatto flambé

 di Ilaria Todde

Farcita, arrotolata, usata come grossolana sfoglia, dolce o salata sono le crêpes l’argomento del giorno. Emblema della Francia questo piatto è famoso in tutto il mondo, ogni paese ha adattato la ricetta originaria alla propria cultura culinaria, trasformandolo in uno degli a alimenti più versati in assoluto.

La parola “crêpe” deriva dalla parola latina “ crispus ” che vuol dire arricciato, ondulato, infatti in Italia delle volte prende il nome di “ crespella ”.

All’origine di questo dolce è legata una antica storia simbolica, in passato in Francia la crêpe era il segno di riconoscimento dell’amicizia ed alleanza, rappresentava il piatto tipico della festa del 2 Febbraio della Candelora (festa della Presentazione al Tempio di Gesù, nella celebrazione liturgica vengono benedette le candele che sono il simbolo di Cristo, questa festa viene anche chiamata Purificazione della Beata Vergine Maria). La tradizione vuole che si esprima un desiderio quando la crêpe viene voltata nella padella.

Nascono verso il V secolo circa e inizialmente servirono a sfamare dei pellegrini francesi giunti stremati a Roma dopo il lungo viaggio intrapreso per partecipare alla festa della Candelora. Si suppone che fu il Pontefice Gelasio a dare l’ordine ai cuochi di cucinare un cibo rinvigorente d’emergenza fatto con dei semplici ingredienti come farina, uova e latte. Questo piatto diede molto sollievo agli affamati, così la ricetta venne riportata, in seguito diffusa, anche in Francia come un alimento rifocillante per il corpo e l’anima.

Il massimo successo di questo dolce lo si ha verso la metà dell’800, quando divenne una moda mangiare, durante la colazione o la merenda del pomeriggio, la crêpe Suzette. Si tratta di una crêpe servita con una glassa di zucchero e burro caramellati, al quale si aggiungono succo e scorza d’arancia e limone e liquore Grand Marinier e fatto flambé.

Ma  furono tre uomini, grandi viaggiatori, a segnare la svolta preparando le prime crêpes salate. Eliminarono lo zucchero dalla pastello e così facendo ne ottennero una adatta all’accompagnamento di formaggi, salumi e verdure. Questa idea geniale fu un successo senza precedenti, tutti impazzivano per le crêpes salate cucinate al momento.

Si contano almeno 5 tipologie diverse per il confezionamento:

  • A MEZZALUNA, viene farcita con un ripieno che si gonfia durante la cottura
  • A FAGOTTINO, per chiuderlo si usa un filo di porro o di erba cipollina , da un effetto coreografico ed è adatto ai ripieni di consistenza solida
  • A PACCHETTO, la farcitura viene messa nel centro por poi ripiegare la crêpe prima i 2 lembi e poi gli altri 2, è adatto ai ripieni cremosi
  • A CARAMELLA o SIGARETTA, basta spalmare le crêpes con il ripieno scelto e arrotolarle
  • A TRIANGOLO, bisogna piegare la crêpe in 4, prima a metà poi a triangolo è la forma più versatile ed usata

Ricetta base per Crêpes dolci e salate

Ingredienti per 8 crêpe del diametro di 20 cm:

  • 180 g di uova
  • 250 g di farina “00”
  • 500 ml latte
  • Burro o olio d’oliva per ungere la crepiera o papà ladella

Procedimento:

  • Rompere le uova in una ciotola dai bordi alti.
  • Mescolare con una forchetta o frusta e unire il latte.
  • Setacciare la farina e unirla al composti di uova e latte.
  • Mescolare bene assicurandosi che non ci siano grumi e che la farina sia stata ben incorporata.
  • Coprire la ciotola e far riposare in frigo per almeno 30 minuti, questa operazione serve per far assorbire eventuali grumi.
  • Trascorso il tempo mescolare l’impasto per farlo rinvenire
  • Scaldare la crepiera o la padella antiaderente e ungerla con una noce di burro o con dell’olio.
  • Una volta raggiunta la giusta temperatura versare un mestolo di impasto sufficiente a ricoprire la superficie della padella.
  • Far cuocere per pochi minuti prima un lato e poi l’altro lato.