Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Baratili San Pietro

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Baratili San Pietro è un comune di circa 1000 abitanti della provincia di Oristano e si trova nella regione del Campidano di Oristano ad una distanza di meno di 10 km dalla costa marina, in cui spiccano incontaminati i paesaggi della penisola del Sinis.

Il nome del Paese è di origine preromana, ma non si hanno notizie certe sul significato del toponimo.

Il territorio fu abitato in epoca fenicia, dipendente da  Tharros. Nel medioevo appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria del Campidano di Oristano, col solo nome di Baratili.

In periodo medioevale il paese appartenne alla curadoria di Campidano Maggiore o di Càbras nel Regno giudicale di Arborèa. Nel 1324 nacque il Regno di Sardegna, aggregato alla Corona d′Aragona, primo alleato e poi nemico del Regno di Arborèa. I rappresentanti di Baràtili San Pietro parteciparono alla corona de curadorìa per l′effimera pace del 1388 fra i due Stati.

Decurtato per guerra il Regno di Arborèa nel 1410, Baràtili divenne un villaggio del Regno di Sardegna. A questa data i paesi della ex curadorìa di Campidano Maggiore, insieme a quelli delle ex curadorìas di Campidano di Simàxis e di Campidano di Milis, furono inclusi nel marchesato di Oristano e concessi a Leonardo Cubello.

All′estinzione dei Cubello, nel 1470, il marchesato passò a Leonardo de Alagòn, al quale fu confiscato il 15 ottobre del 1477 in seguito alla sua ribellione nei confronti del viceré che non considerava legittimo il passaggio del marchesato all′Alagòn. Dopo la battaglia di Macomèr, l′Alagòn sconfitto si diede alla fuga; ma fu consegnato agli Aragonesi e imprigionato a Jàtiva, luogo in cui rimase fino alla morte.

In seguito alla richiesta dei cittadini di Oristano di mantenere unito il feudo, nel 1479 lo stesso re Ferdinando il Cattolico assunse il titolo di marchese di Oristano, e incorporò il feudo definitivamente nel Patrimonio Reale.

Nel 1627 un′invasione di cavallette provocò ingenti danni all′agricoltura e nel 1652 il paese fu colpito dalla peste. A causa di queste calamità, il villaggio rischiò di spopolarsi.

È probabile che il villaggio, in età moderna, sia stato più volte attaccato dai pirati barbareschi che frequentemente penetravano nel Campidano per compiere razzie. Nel XVII secolo, a causa di alcune calamità, rischiò di spopolarsi.

Nel 1767 entrò a far parte del marchesato d’Arcais, formatosi con i territori già facenti parte del marchesato di Oristano. feudo dei Flores Nurra, le cui rendite furono assegnate al nuovo feudatario, Damiano Nurra, unitamente al titolo di marchese d′Arcais. Le nuove condizioni furono particolarmente gravose per i paesi dei tre Campidani (Cabras, Milis, Simaxis), al punto che i vassalli si rifiutarono di pagare i tributi feudali. Alla morte del marchese di Nurra, il feudo passò al nipote Francesco Flores dal quale fu riscattato nel maggio del 1838.

Nel 1864 la denominazione del Comune divenne quella di Baratili San Pietro, in riferimento al santo patrono del paese, festeggiato a fine giugno.

Tra 1927 e 1945 il Comune fu aggregato a quello di Riòla (oggi Riòla Sardo), poi fu di nuovo indipendente.

Nel 1974 al paese venne aggregata una zona staccata dal Comune di Riòla Sardo.

La chiesa parrocchiale di san Pietro fu costruita a croce latina, con campanile coperto da una cupola ‘a cipolla’ ed è il fulcro di un centro menzionato, nella forma Oiratili, sin dalla metà del XII secolo.

Il comune è particolarmente rinomato per la vernaccia, vitigno autoctono (tipico dell’Oristanese) che domina i paesaggi pianeggianti circostanti da cui è prodotto artigianalmente un corposo e delizioso vino bianco, da accompagnare con piatti salati e coi dessert. Alla specialità vitivinicola è dedicato, a inizio agosto, un evento immancabile, la sagra della vernaccia, (a chiudere la festa di san Salvatore), con degustazione accompagnata da piatti tipici. Sono peculiari (e prelibate) a Baratili pietanze a base di agnello e coniglio, insaporite dall vino locale. A inizio maggio altro appuntamento da non perdere, è la sagra degli asparagi.