CUCINA.EAT

Locale piccolo ma accogliente, Vincitore del premio di Eccellenza 2016.2019.

di Annalisa Pirastu

Locale molto piccolo ma accogliente. Situato in zona piazza Galilei rimane un po’ ai margini della movida e del bailamme notturno della Cagliari estiva. Non si è immersi nella vivacità che ci si aspetta nell’uscire di casa per una serata. A pochi passi per il dopo cena però, una piazza Garibaldi gremita di persone.

Nel locale 2 tavoli da sei e un tavolo per due oltre a una fila di posti al bancone che delimita lo spazio cucina a vista. Nella parete di fronte alla porta d’ingresso una scaffalatura di effetto che riempie tutta la parete con prodotti vari, alcuni acquistabili. In tutto il locale varie nicchie con esposizione di vini e birre di qualità. Il bagno vanta un dispenser con sapone dalla dicitura di classe. Locale raffinato ma che è apprezzabile proprio perché non ostenta.

Veniamo accolti da cameriere premurose che una volta accomodati ci porgono il menu. Ci sono circa due scelte per ogni portata. Le entreès sono invece tre. Si può optare per i vari menu a prezzo fisso che comprendono due pietanze e il dolce, che non scegliamo. Ordiniamo un entrèè di merluzzo in tempura ma quasi subito la cameriera ritorna a scusarsi spiegando che per il merluzzo è rimasta solo una porzione.

Accettiamo un piatto di aringhe ripiene sempre in tempura. Il merluzzo e le aringhe sono cotte alla perfezione. Croccanti e saporiti, poggiati su un denso sughetto di pomodoro aromatizzato che ci spinge a servirci dal cestino del pane. Un pane dai bordi scuri che sembra bruciato. La cameriera spiega che non è bruciato ma cotto con una particolare tecnica che lo rende caramellato. Il pane è delizioso e non sa di bruciato.

I tempi di servizio del secondo sono un po’ lenti perché i clienti sono aumentati e la cucina è piccola. Le alternative sono fusilli integrali con fagiolini e gamberetti o una vellutata di finocchio con panna. Per il secondo dobbiamo un po’ accontentarci perché l’offerta è una tagliata di manzetta o un pescespada con le melanzane. Ci rassegniamo a mangiare pesce anche nella seconda portata. Il locale però va detto offre prodotti freschissimi secondo la disponibilità del mercato e quindi le scelte limitata hanno un loro perché che rende questo locale unico.

Ordiniamo una generica birra 020 chiara che ci viene servita su un bicchiere a stelo che non gradiamo. La cameriera ci spiega la provenienza, ma ha scelto per noi una birra leggermente aromatizzata che seppur buona non è di nostro gusto e che avremmo preferito scegliere.

La vellutata si dimostra squisita ed equilibrata nei sapori. Il pescespada si rivela cotto in modo sublime, morbido e succoso e così pure le melanzane.

Porzioni adeguate a chi ha un palato esercitato. La possibilità di vedere lo chef nelle fasi finali della preparazione dei piatti è un piacevole plus del locale.

Al nostro ingresso la casa ci ha offerto un crostino con mortadella e un centro di spinaci. Molto buono, appropriato e gradito, nell’attesa della prima pietanza. Il crostino, e poi in seguito il pane buonissimo con cui abbiamo i sughetti dei piatti, ci portano però a rinunciare al dolce.

Il conto è di circa 28 euro a testa. Sconsigliato a palati robusti e che non si accontentano della arbitrarietà di quello che di fresco offre il mercato.

Consigliato per la bontà dei piatti veramente di qualità, per il servizio accurato, per l’atmosfera rilassata a cui contribuisce tutto il personale. Ci torneremo e ancora una volta e ci faremo coccolare dalle scelte azzeccatissime dello chef.

Il locale merita senza dubbio il certificato di Eccellenza Vincitore 2016 – 2019.

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