Lasciare tutto per attraversare il Sud- est asiatico: coppia in viaggio sulle orme di Terzani

Aprite i porti, non c’è da avere paura”

Agenzia Dire – www.dire.it
ROMA – Abbandonare la quotidianità, il proprio lavoro e gli affetti più cari per inseguire un sogno che unisce fascino e avventura, chilometro dopo chilometro. Unviaggio a basso budget verso il sud est asiatico, senza l’ausilio di aerei, ripercorrendo le orme degli scritti di Terzani.
Federico e Sofia sono i due protagonisti della storia, due under 30 che un giorno decidono di attuare quello che molti sognano ma pochi realizzano: staccano la spina della routine e attivano quella della conoscenza e del viaggio. Il più lontano possibile, dove culture e tradizioni sono totalmente ignote. Federico, romano, lavora da due anni in una nota multinazionale della ristorazione; Sofia, piemontese, e’ infermiera. Lui si licenzia, lei prende un’aspettativa. Poi la partenza. Da fine gennaio sono in viaggio e loro stessi ignorano una data per il ritorno. Sui social aggiornano parenti, amici o semplici curiosi sui loro spostamenti.

Come è nata l’idea di questo viaggio?
Mi e’ sempre piaciuto viaggiare e girare il mondo, ho conosciuto Sofia in Giamaica quando lavoravo ancora per i villaggi turistici, mollai tutto per tornare da lei. Convivevamo da due anni ma eravamo stressati da lavoro e dalla routine, specialmente da quello che gli altri si aspettavano da noi. Così le ho fatto questa proposta, ce l’avevo in testa da un po’ di tempo.

Il tuo progetto è stato subito condiviso?
No. Ci ho messo un po’ di tempo per convincere anche Sofia, ma alla fine ci sono riuscito. Il tempo di documentarci e siamo partiti.

Avete una tabella di marcia?
Non abbiamo un itinerario prestabilito, abbiamo solamente scelto gli Stati da visitare e l’ordine. Poi, una volta sul luogo, decidiamo come muoverci. Il nostro obiettivo e’ vivere alla giornata, senza tabelle.

Viaggiare ‘alla cieca’ non deve essere facile…
Sì, l’unica cosa a cui badiamo e’ la scadenza del visto. In quel caso ci dobbiamo trovare in un luogo vicino al confine terrestre dello Stato successivo.

Vi siete imposti delle regole per il viaggio? 
Fondamentalmente due, che finora siamo riusciti a seguire alla lettera. Per prima cosa abbiamo previsto un budget massimo giornaliero di 30 euro in coppia, 15 a testa, ma spesso spendiamo molto meno.

La seconda regola?
Quella è nata dopo aver letto un libro di Terzani:sono vietati gli aerei. Ci spostiamo solamente via terra e via mare. Quindi utilizziamo mezzi locali, bus, treni, barche e autostop.

Finora quali stati avete visitato?
Il viaggio è cominciato il 29 gennaio in Thailandia, da Bangkok. Abbiamo attraversato la Thailandia del Sud, il Myanmar, la Thailandia del Nord, il Laos, la Cambogia ed attualmente ci troviamo in Vietnam.

È prevista una data per il rientro?
Inizialmente avevamo previsto dieci mesi di viaggio, ma ci stiamo rendendo conto che abbiamo vissuto più in questi sei mesi che nei restanti anni della nostra vita. Quindi viviamo alla giornata, nemmeno sulla data del rientro c’e’ certezza.

Avete avuto problemi o disavventure?
Gli intoppi in un viaggio del genere sono all’ordine del giorno, non sai mai cosa ti può succedere e devi essere sempre pronto a cambiare i tuoi piani. Per esempio in Cambogia ho preso la febbre dengue e sono stato ricoverato otto giorni a Phnom Pehm, la capitale, in un ospedale fantastico. Per fortuna prima di partire abbiamo stipulato un’assicurazione  sanitaria che ci ha tutelato.

Qual è l’aspetto più umano che state scoprendo in questi mesi?
Qui la gente è sempre disposta ad aiutarti, anche se non ti ha mai visto prima. Se sei in difficoltà, anche le persone più povere vengono in tuo soccorso. Un’umanità che ci ha più volte commosso.

Sono solidali con voi?
Assolutamente sì. In un giorno di grandi piogge siamo stati accolti in casa da alcuni bambini che non avevano davvero nulla. Eppure erano disposti a dividere con noi l’unica ciotola di riso che avevano.

In Occidente si chiudono i porti e si alzano i muri, lì pare il contrario…
Non si deve aver paura degli altri. Anzi si può imparare da tradizioni che non sono le nostre. In questo viaggio moltissima gente ci ha aiutato senza volere nulla in cambio, e’ finora l’insegnamento più grande che abbiamo ricevuto. Noi abbiamo tutto, e forse per questo siamo diventati egoisti. Vogliamo sempre di più e arriviamo perfino a disprezzare gli altri, ripetendo slogan come pappagalli.

Federico e Sofia proseguono il loro viaggio, le future mete sono ancora sconosciute. Per il momento continuano a deliziare i loro contatti Facebook grazie alla pagina “A head full of travels – Un modo diverso di viaggiare”, dove postano frequentemente foto da ogni angolo del sud est asiatico.

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