I centenari di Villagrande Strisaili

di Annalisa Pirastu

Nel centro dell’Ogliastra, ai margini dei percorsi estivamente turistici c’è il piccolo paese di Villagrande Strisaili.

240 kmq di verde incontaminato, tra pascoli e sorgenti d’acqua purissima, fanno da cornice alla sua unicità. Terzo per estensione fra i comuni della Sardegna-informazione che gli abitanti amano condividere-il territorio sembra sostenere senza esitazioni  il nome ambizioso: Villagrande o Bidda Manna. Il paese è conosciuto sin dall’antichità col nome appunto di  Bidda Manna Tres Ailes, cioè Villaggio grande tre ovili.

Villagrande  è circondato da  montagne che sembrano aprirsi improvvisamente per stupire con la vista sul mare che, a 700 metri di altezza. è facile dimenticare. Spiagge incontaminate e poco frequentate distano però solo pochi chilometri. Il paese è ornato da originali murales in bianco e nero, molti dei quali con i ritratti dei centenari.

La natura selvaggia del luogo si alterna ai segni della civiltà nuragica e pre-nuragica: domus de janas, nuraghi, tombe megalitiche, tombe di giganti e templi dedicati al culto delle acque, abbondano nel territorio. Gli insediamenti più importanti sono:  s’Arcu ‘e is Forros, vicino all’ invaso artificiale dell’Alto Flumendosa che ospita l’unico tempio a megaron presente in Ogliastra, costituito da 4 celle dedicate al culto delle acque, e un nuraghe a pianta trilobata in grossi blocchi di granito e scisto. Altro  sito importante, Sa Carcaredda, in località Funtana ‘e Binu, è composto da 4 tombe di giganti, un rarissimo tempio  in antis cioè con ambiente centrale che può essere prolungato nella parte anteriore e posteriore da due  muri paralleli, e un villaggio nuragico.

Villagrande trasuda di tradizioni agro-pastorali  ed è un luogo unico dove il tempo-è il caso di dire- scorre “galantuomo”. Il paese detiene infatti il primato mondiale della longevità maschile. Nel 2014  è entrato nel Guinness world records per la più alta concentrazione al mondo di ultraottantenni, ultranovantenni e ultracentenari, rapportata alla popolazione totale. Conta il maggior numero di maschi che hanno raggiunto e oltrepassato, la soglia dei 100 anni.
Le aspettative di vita maschili e femminili in questo paese equo  si equivalgono.  Il segreto di questa longevità è facile da carpire: un’alimentazione basata su prodotti semplici locali, fattori genetici generosi e fattori socio-culturali. E vorremmo aggiungere, per spiegare il  mix miracoloso che porta alla longevità, le dosi massicce di disponibilità e gentilezza dei suoi abitanti che, sereni e sicuri della loto identità, guardano con occhi benevoli e non invadenti  i visitatori.

Le aziende del territorio, attive nel settore agroalimentare e ricettivo, lavorano la terra con metodi antichissimi e allevano il bestiame allo stato brado, Ad oltre la metà delle aziende agroalimentari del territorio è stato riconosciuto il marchio De.Co. che certifica l’origine dei prodotti della zona.

La cucina Villagrandese è ricca di piatti a base di patate,  un tempo ingrediente principale poiché a basso costo e sempre disponibile. Il cuore dolce dei culurgiones è fatto con patate, formaggio di pecora e di capra, basilico e strutto. I  gathulis sono ciambelle a base di patate, formaggio, “fisciu”,imparentato al casaxedu, poi  fritte nell’olio d’oliva. Anche il pane pistoccu ha tra i suoi ingrediente le patate. Ma il marchio di Villagrande che dovrebbe comparire nel suo stemma è il prosciutto di maiale. Realizzato con carne di maiali locali, sale, pepe e aceto, profumatissimo ha un gusto in più perchè gli animali pascolano sui  monti del territorio.

Le sagre di Villagrande e il suo patrimonio culturale ne fanno un luogo da assaporare lentamente adeguandosi ai ritmi rilassati e cortesi dei suoi abitanti.
La festa in onore di Santa Barbara è una sagra campestre che si festeggia la seconda domenica di luglio. Alla vigilia della festa, detta “su esperu”, la statua della santa viene accompagnata alla chiesetta campestre: i primi a sfilare sono i cavalieri in costume, seguono i gruppi folk di Villagrande e i gruppi ospiti. Vengono cantati “is goccios”, versi in prosa che raccontano la vita della Santa, interrotti dal suono delle launeddas.
S. Gabriele Arcangelo,  si festeggia il 1 agosto e la festa dura tre giorni a partire dal 31 luglio. Il Santo viene portato in processione e la notte i festeggiamenti continuano in piazza.
Molto sentita anche la festa di Sant’Antonio Abate, che si celebra il 16 gennaio. Gli “obrerisi” accendono un grande falò nella piazza e offrono “sa paniscedda”, un dolce tipico a base di uva passa, mandorle e noci.
Il 20 gennaio si celebra la festa di S. Sebastiano, durante la quale si porta in processione una statua del santo, addobbata con rami e frutti d’arancio.

Da circa 10 anni la Proloco organizza la sagra de is gathulis  e la sagra della pecora arrosto, che richiamano ogni anno migliaia di visitatori.

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