Cagliari, Teatro Lirico: lettera aperta del segretario Uilcom al sindaco Truzzu

“Investire nella cultura valorizzando le maestranze per creare un polo industriale che sia punto di riferimento per tutti i teatri minori d’Europa”

di Antonio Tore

Il Teatro Lirico di Cagliari può diventare un hub che possa fornire servizi ad altri teatri minori di tutta Europa capitalizzando il suo consistente patrimonio di conoscenze: un’industria di produzione culturale che dobbiamo solo aprire al resto del mondo per farne un polo di formazione di eccellenza”. E la sfida che il segretario generale della UilCom Sardegna, Tonino Ortega, lancia all’amministrazione comunale di Cagliari con una lettera aperta indirizzata al sindaco Paolo Truzzu, alla vigilia della nomina del nuovo Soprintendente dopo le dimissioni anticipate di Claudio Orazi.

In qualità di segretario della Uilcom e di garante del ruolo di un’organizzazione che da sempre ci vede impegnati con grande senso di responsabilità in tutte le vicende legate al settore culturale e alle sue importanti ricadute occupazionali – scrive Ortega, chiedendo a Truzzu un incontro nell’auspicio di un “dialogo sindacale trasparente e costruttivo per la sopravvivenza di uno dei più importanti Teatri d’Italia”- ritengo necessario e costruttivo porre alla Sua attenzione di Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, alcune riflessioni  che ci è d’obbligo rilevare in merito all’attuale situazione sul Lirico di Cagliari, viste le dimissioni del Sovrintendente”. Nella lettera il numero uno della Uilcom sarda evidenzia le problematiche scaturite dalla nuova legge sullo Spettacolo (160/2016) che prevede parametri restrittivi perchè le Fondazioni Liriche ricevano i finanziamenti nazionali (senza i quali la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari sarebbe declassata a Teatro di Tradizione con la conseguenza di un contributo dal Fondo Unico molto inferire rispetto a quello riservato alle Fondazioni Liriche).

Per evitare scenari drammatici – sia per i lavoratori occupati che per l’offerta culturale che sarebbe impoverita qualora i sardi fossero obbligati ad andare alla scala di Milano o all’opera di Roma per assistere ad un’opera lirica (a Cagliari ogni spettacolo lirico viene visto da circa dieci mila persone tra abbonamenti e biglietti staccati) – la Uilcom sarda fa dunque una proposta concreta.

L’opera non può essere un lusso per pochi cittadini benestanti, ma deve essere strumento di arricchimento per l’intera società – scrive Ortega -. Bisogna cambiare il modo di investire sulla cultura. Esiste l’opportunità di creare ricchezza da questa realtà cittadina, perché con il grande investimento fatto dall’amministrazione sul Parco della Musica esistono volumetrie immense ancora vuote, come i laboratori e l’arena, che attendono solo di essere messe a reddito. Come Uilcom crediamo che il sapere delle maestranze che dietro le quinte costruiscono giorno per giorno con competenza e passione il successo del teatro lirico di Cagliari, diventino protagonisti di un polo di industria culturale, che in sinergia con le scuole e l’università, trasferisca uno dei pochi mestieri che nessun robot o computer potrà mai sottrarci: la passione, l’esperienza, la competenza, la bellezza”.

Ecco l’esigenza di valorizzare i maestri d’arte e le maestranze tecniche che contribuiscono a dar vita agli spettacoli: dal laboratorio scenografico, alla falegnameria, dall’officina meccanica alla sartoria, dal “trucco e parrucco” al magazzino costumi, dal calzolaio fino all’allestimento scenico vero e proprio, agli attrezzisti ed agli elettricisti. “Noi oggi abbiamo già un’industria di produzione culturale che dobbiamo solo aprire al resto del mondo, per farne un polo di formazione di eccellenza – afferma Ortega -. Un luogo dove non solo si apprende l’arte della produzione teatrale in ogni suo aspetto, e si formano i giovani, ma un Hub che possa fornire servizi e competenze ad altri teatri minori di tutta Europa, capitalizzando il già esistente patrimonio di abiti, scenografie, calzature, esportandole, affittandole, o producendone di nuove su commissione. Questo progetto virtuoso – conclude il segretario generale della Uilcom Sardegna – farebbe dei soldi pubblici fino ad oggi spesi un vero investimento e le maggiori risorse così ottenute permetterebbero ad un numero maggiore di cittadini di poter fruire di questi spettacoli a prezzi agevolati. La diffusione della cultura diventerebbe un fatto concreto che ricordiamo è un obiettivo Costituzionale che il nostro Parlamento e soprattutto il Sindaco di Cagliari in qualità di Presidente della Fondazione deve difendere e promuovere a fianco ai lavoratori”.

 

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