Riflessioni e pensieri di Luca Ronconi a Sassari e Cagliari

Gianfranco Capitta presenta Teatro della conoscenza. Fondazione di Sardegna Sassari, 4 dicembre 2019, ore 18 – Cagliari, 5 dicembre 2019, ore 18. “Teatro della conoscenza”(editore Laterza) raccoglie riflessioni e pensieri di Luca Ronconi

di Antonio Tore

È un lascito artistico e una chiave di memoria per i suoi indimenticabili spettacoli, riordinati e fotografati nel ricordo di uno spettatore professionista. La mappa del teatro di Ronconi, condivisa e approvata dallo stesso regista. Il 21 febbraio del 2020 saranno trascorsi cinque anni dalla morte di Luca Ronconi. La scomparsa del più grande artista della scena italiana, che lungo mezzo secolo ha trasformato non solo il linguaggio del teatro ma anche il rapporto con il pubblico dei suoi spettatori, resta una mancanza molto profonda. Sono cambiati con lui aspetti fondamentali di ogni rappresentazione teatrale: il testo che andava fuori spesso dalle comuni conoscenze e abitudini, il rapporto con lo spazio scenico che poteva dilatarsi o restringersi o direttamente trasformarsi per trasferirsi altrove, l’interpretazione da parte degli attori chiamati a sostenere nuovi ruoli e voci o addirittura trasformarsi essi stessi in nuova e sorprendente e nuova presenza sulla scena. Proprio su questi aspetti innovativi e davvero extra-ordinari per il teatro (non solo italiano) Luca Ronco-ni, negli ultimi anni della sua vita ha voluto soffermarsi. Sono raccolti in una testimonianza scritta, nata dalle conversazioni con Gianfranco Capitta, giornalista e spettatore, sardo, che di lui aveva seguito i primi spettacoli fin dall’adolescenza, e che aveva quindi conosciuto e rincorso le sue creazioni. Innumerevoli, nei teatri e fuori di essi: a cominciare dall’Orlando Furioso (1969) nelle piazze e nei palasport, e poi La Torre e Ignorabimus dentro il Fabbricone tessile di Prato trasformato in sala teatrale modello poi imitata ovunque. E ancora il Pasticciaccio, capolavoro di Gadda letteralmente “rovesciato” dentro il teatro Argentina, il percorso scientifico di Infinities nei depositi dei costumi del Teatro alla Scala, il grido contro la guerra di Karl Kraus negli Ultimi giorni dell’umanità sviluppato nella ex sala presse del Lingotto a Torino, tra navi, treni, trincee belliche, tipografie e persino il Ring viennese. Come altri innumerevoli testi trasformati dal suo intuito in capolavori sorprendenti: circa 130 regie teatrali, 125 allestimenti di opere liriche. Testi famosissimi oppure mai sentiti prima, tratti dagli scaffali delle sue onnivore conoscenze, dal teatro barocco a quello romantico, dalla fantascienza a Shakespeare. Riletti e resi vivi da un genio incontenibile di cui non solo si sente la mancanza, ma che andrebbe conosciuto e approfondito da nuove generazione di artisti della scena. Teatro della conoscenza (titolo scelto dallo stesso Ronconi) raccoglie quelle sue riflessioni: una sorta di lascito artistico e anche una chiave di memoria per i suoi indimenticabili spettacoli, che nel libro sono stati riordinati e impressionisticamente fotografati da una memoria di spettatore, una “mappa” che lo stesso regista aveva condiviso e approvato. Del libro si parla, anche con citazioni di immagini e filmati, con una anteprima del docufilm che Gian-franco Capitta,con Simone Marcelli che ne firma la regia, sta realizzando sull’opera di Luca Ronconi.

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