Sardegna: Iniziative e promozioni,  molte discutibili, per far crescere il turismo

Sembra sia stia scoprendo il turismo come maggior possibilità di crescita in Sardegna. Forse è diventato un luogo comune ma tanti Assessorati stanno avviando iniziative per lo sviluppo

di Gianfranco Leccis

Quest’ultimo periodo (dopo l’estate) vi sono diverse iniziative nel settore turistico (e oltre), in parte discutibili.

Alcune sono ripetitive, per esempio quelle dell’olio, dello zafferano e delle lumache, ma soprattutto una gran numero di feste locali, sagre religiose, oppure “autunno in Barbagia”. Non manca neppure un cammino religioso.

L’Assessorato al Turismo, pressato dalla mancata  assegnazione dei contributi di cui alla L. 7, ha reso noto che immediatamente prima delle ultime elezioni regionali era stato emesso un bando nel quale venivano promessi  contributi e che erano state presentate numerose domande, per una cifra complessiva attorno ai 15 milioni di euro, assorbendo gran parte delle disponibilità.

Vorrei fare alcune osservazioni: innanzitutto per capire le delibere emesse dalla Regione (finanziamenti e contributi in questo caso, ma più o meno per tutto), occorre una preparazione particolare: i termini usati, l’inte­ro impianto, sono sempre complicati, direi volutamente e inutilmente complicati, in pieno linguaggio burocratico.

A parte questo, sorgono moltissimi dubbi sulla validità di questo tipo di iniziative al fine dello sviluppo turistico. Temo che per la maggior parte servano per poter creare un’occasione di lavoro e guadagno per chi che non ha altre possibilità. E questo rende maledettamente triste discuterne con serenità. Infatti i fondi per la promozione non devono essere spesi né per sostenere le aziende del settore della ricettività né quelle per l’attrazione.

Purtroppo le possibilità di lavoro normali sono modestissime e ci si attacca a quello che si può. Il principio di valorizzare quanto disponibile è valido ed importante, quel che è discutibile è che si tratta di iniziative sparse, non coordinate: è da chiedersi quale sarà il risultato, a chi perverranno le comunicazioni, chi potrà esser indotto a fare un viaggio piuttosto complesso e costoso per una iniziativa che è certamente molto interessante per la popolazione locale ma non certo per turisti che devono arrivare da fuori, da lontano, non credo che si tratti di eventi tali da invogliarli. Per questo appare discutibile che vengano dati contributi per eventi locali e di interesse solo locale. Sono moltissime le sagre locali, feste di paesi, quello  autunnale è il periodo in cui la maggior parte si svolge. Basta guardare le pubblicità delle TV locali.

Ancora, basta con i contributi  a fondo perduto, va bene sostenere le iniziative ma con mutui a tasso agevolato, da restituire, se non si vuole veramente fare solo assistenza.

Un caso molto interessante è “Autunno in Barbagia”, l’evento organizzato da una società della Camera di Commercio di Nuoro in una ventina circa di centri della zona. Ogni domenica in uno o più paesi si svolge una festa per mostrare le più belle caratteristiche locali. Sono molto frequentate, si calcola che vi partecipino almeno 500 mila persone.

E’ una felice iniziativa, il problema è che i visitatori provengono da tutta la Sardegna ma non vi sono, o sono pochissimi, i turisti provenienti da fuori (altre regioni italiane o straniere). C’è stato un tentativo in anni passati di organizzare viaggi completi (volo+auto+sog­gior­no) con un costo molto attraente, che purtroppo ha avuto scarso successo.

Facciamo un altro esempio: pochi anni fa si è svolta in Sardegna parte del Giro d’Italia. Quanto è costato, che contributi ha ricevuto? Quanto ha reso? Altrettanto per vari eventi sportivi e non, o per feste come S. Efisio (con pochissimi turisti, come documentato pochi anni fa). Quando si finanzia un’iniziativa bisogna fare bene i conti, si debbono verificare tutte le varie iniziative di tipo culturale, sportivo o folkloristico  e vedere quali sono stati i risultati. La Regione ha i mezzi per farlo esaminando attentamente le statistiche. Basta volerlo.

Il problema è quello della valorizzazione o forse meglio di un’ampia informazione, che serva a portare qui “turisti” cioè persone che arrechino un beneficio economico, con un’attività efficace e diffusa, Certamente non bastano manifesti o altro negli aeroporti e porti locali.

Recentemente l’Assessorato ha avviato un’iniziativa con l’Unione Camere Commercio proprio per la promozione. In effetti si sta riprendendo una iniziativa del passato con attori diversi. Un tempo vi era l’Esit che soprattutto agli inizi lavorò molto bene, era un Ente autonomo, ben diretto e con personale qualificato. L’Esit venne abolito e creata un’Agenzia  che ha avuto scarso successo e breve durata. Ora si pensa – non è molto chiaro ma sembra essere così – di fare qualcosa di analogo con le Camere di Commercio che in genere sono enti burocratici, e fortemente  politicizzati, non molto competenti (tra essi il Centro Servizi riesumato a Cagliari che, a quanto risulta, non è più operativo da molto). Lo scopo è la partecipazione a Fiere internazionali e la promozione.

Si capisce l’esigenza di fare qualcosa di valido presto ma si dovrebbe chiamare a partecipare all’inizia­tiva giovani, anche privati, anche operatori che dimostrano grandi capacità operative, o di fare dei bandi o un concorso scegliendo persone capaci e e introdotte. Purtroppo in Sardegna sono pochi ma attingiamo fuori se serve. Abbiamo perso almeno una classe di specialisti, ora ricuperare è difficile. L’impressione è che si sia orientati verso ambiti politicizzati o peggio, purché sardi, benché questo da solo non dovrebbe essere un vantaggio.

Un’altra cosa: si è decisamente orientati verso la promo­zione digitale, è inevitabile. Penso però che non si possa rinunciare completamente alla carta stampata, cioè a pubblicazioni ben fatte e non costose, da utilizzare nelle fiere e in ogni occasione (i turisti che sbarcano nei porti sardi con le crociere), qualcosa che resti.

Un fatto positivo è che altri Assessorati si stanno muovendo, svolgendo un lavoro promozionale nell’ambito delle proprie competenze. Ne riparleremo, sperando si tratti di un lavoro coordinato per lo sviluppo del settore.

 

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