A Settimo San Pietro sabato si conclude “Le Vie del Pane”con i forni che offrono degustazione dei loro prodotti

Redazione

PANE – “Panifici aperti-Le vie del pane”: sabato 7 dicembre l’evento  conclusivo dell’iniziativa regionale per la valorizzazione del pane e dell’arte bianca. Appuntamento ore 10.30 Borgo del Pane a Settimo SanP (CA) per tutela e valorizzazione del pane sardo, degustare ip e ragionare sui dati su produzione, imprese, addetti ec della panificazione in Sardegna.

Iniziativa di ConfartigianatoS  Laore Sardegna e panificatori artigiani sardi.

Saranno i forni del “Borgo del Pane” di Settimo San Pietro (in Via IVN n.2 dalle 10.30), a ospitare sabato prossimo, 7 dicembre, l’evento conclusivo di “Panifici aperti – Le vie del pane”, progettor ideato e promosso da Confartigianato Imprese Sardegna, LaoreS e Associazione Panificatori di Confartigianato Sud Sardegna,bper valorizzare il pane sardo e i territori di produzione, e farc le imprese della panificazione e dell’“arte bianca”.

La giornata di sabato, patrocinata dall’Assessorato Regionale all’Artigianato, Turismo e Commercio che continuerà a supportare l’iniziativa anche in futuro, insieme ai vertici di Confartigianato Imprese Sardegna e Laore Sardegna, con i panificatori della Sardegna ea Amministratori locali, sarà l’occasione anche per rifletteres tematica del pane tipico sardo, sulle sue specificità e potenzialità, e analizzare i dati delle imprese e delle produzioni.

Anche in questa occasione, verranno fatti degustare i prodotti da forno. L’iniziativa proseguirà a livello territoriale anche nella giornata di domenica 8.

In 2 mesi di attività e iniziative nei forni e panifici di Cagliari,nCarloforte, Gonnosfanadiga, Iglesias, Bonorva, Montresta, Oristano,bOrroli, Genuri e Padria, l’iniziativa ha consentito a cittadini,bstudenti e turisti, di visitare numerosi panifici in tutta l’Isola, così il legame tra maestri panificatori e clienti,v le produzioni realizzate con sfarinati sardi,s al consumo di pane fresco a marchio sardo e facendoc numerosi contesti territoriali e culturali. All’interno di ogni laboratorio per ogni pane prodotto, i panificatori hanno proposto le descrizioni storiche e sottolineato le curiosità, ed evidenziato le differenze tra grano duro e tenero, i diversi lieviti e le relativel  la filiera corta e il chilometro zero.

“In questi 60 giorni, inoltre, Laore Sardegna, l’Agenzia Regionale per

l’attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale – afferma il Dottor Antonio Maccioni, Direttore del Servizio Sviluppo della multifunzionalità e valorizzazione dellab – ha portato avanti l’attività de “Le vie del pane”, unas di percorsi realizzati per identificare e valorizzare il pane tipico locale attraverso itinerari turistico-didattici, ideati per ripercorrere le fasi produttive della filiera: dalla coltivazione dei cereali alla produzione del pane. Iniziativa, questa, che, attraversoi laboratori didattici, i percorsi di analisi sensoriale e la visita dei luoghi dove hanno origine le materie prime, hanno evidenziato glia storico-culturali legati agli usi e ai costumi dei territori”.

“Maggiore attenzione per il pane fresco sardo” è l’appello del Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio Matzutzi.

“Nell’Isola abbiamo eccellenti produttori e incredibili qualità dis – continua – a dimostrazione di quanto importanti siano la tutela e la valorizzazione del nostro pane e dei prodotti tipici piùi generale”. “Tante imprese da tempo si muovono con intraprendenza nel settore – riprende il Presidente – proponendo al mercato unprodotto di straordinaria qualità, frutto di un’attenta tutela delle tradizioni sarde, negli ingredienti, tutti rigorosamente locali, en lavorazione, prosecuzione delle migliori consuetudini isolane”.

“Confartigianato – conclude Matzutzi – da sempre è attenta al settored panificazione, anche attraverso iniziative guidate da esperti del settore che offrono a giovani, e non, l’opportunità di avvicinarsia questa “arte”, di specializzarsi e di farne un’ottima occasione di lavoro”.

“I panificatori sono i custodi di tradizioni preziosissime e millenarie che dobbiamo proteggere, valorizzare e soprattutto farc – commenta Gianfranco Porta, Presidente dell’Associazione Panificatori di Confartigianato Sud Sardegna – e questa iniziativa èbstata un modo per rafforzare la filiera dell’arte bianca, riscoprirnei valori e fare rete tra piccoli produttori”.

Alcuni dati sulla panificazione in SardegnaS l’analisi elaborata dall’Ufficio Studi di ConfartigianatoI Sardegna, su dati Istat 2019, al III trimestre dell’anno in corso le imprese del territorio sardo che producono prodotti di panetteria freschi sono 939, di cui il 78%, pari a 732 unità, sonobartigiane. Nei panifici artigiani dell’Isola sono occupati oltre 3 mila addetti. Negli ultimi 5 anni però i numeri dell’artigianato dels si sono assottigliati, difatti, al III trimestre dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2014 sull’Isola si contano 37imprese in meno.

Sono invece 110mila le tonnellate di pane fresco che ogni anno vengono sfornati  in tutta la Sardegna, oltre 800 i tipi di prodotto che quotidianamente finisce nelle tavole dei sardi: Civraxiu, Coccoi, Moddizzosu ma anche rosette, schiacciatine, baguette, bananine el senza dimenticare il pane alla ricotta o quello con le olive.

I comuni sardi in cui si conta un maggior numero di panifici artigianis  Cagliari, Sassari, Quartu Sant’Elena, Olbia, Oliena, Fonni, Nuoro, Alghero, Carbonia, Desulo e Dorgali.

Per ciò che riguarda la domanda e offerta di lavoro, i panificid su tutto il territorio della Sardegna ricercanoc complessivamente 440 Panettieri e pastai artigianali. Questi nel 36,6% dei casi risultano difficili da reperire.

Le 730.510 famiglie sarde spendono ciascuna ogni mese circa 21 euro per acquistare civraxiu, moddizzosu, pane carasau, etc. Partendo da questo dato è possibile stimare che in media la spesa annua sostenuta da tutte le famiglie dell’Isola per l’acquisto di pane ammonta a 186 milioni di euro.

Laore Sardegna, con una stima effettuata attraverso una serie dii dirette, ha invece analizzato la produzione e il mercatod panifici e pastifici del Sud Sardegna (Parteolla, Trexenta, Campidano e Campidano di Cagliari), e l’attività produttiva dei mulini.

Secondo le stime dell’Agenzia, dalla situazione relativa a123 panificid sud Sardegna, risulta come su circa 66mila quintali di materia prima utilizzati, 44mila siano di farina tipo 00, più di 20mila di semola di grano duro e 1.443 di farina integrale. Il 79% di questih un mercato solo locale, il 18% locale e regionale e solo il 3% locale, nazionale ed estero.

Per ciò che riguarda i pastifici, secondo le stime effettuate su 15 imprese, su 7.867 quintali di materia prima ben 5.912 quintali (75%) sono sfarinati sardi e solo 1.954 (25%) hanno altra provenienza.

Il 50% di questi ha un mercato locale, regionale ed estero, il 25% localee regionale, il 17% regionale ed estero e solo l’8% locale.

Dall’analisi sui mulini e i produttori di semola (12 attività sempre nel sud Sardegna), è emerso come su oltre 238.825 quintali, il 67% (oltre 79mila) siano sfarinati sardi e solo il 33% (più di 15mila) sia di altra provenienza.