Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Magomadas

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Magomadas è un comune di circa 600 abitanti della provincia di Oristano, nella antica regione della Planargia.

Il toponimo deriva dalla radice punica Magom adasht, che significa città nuova, e riflette la fondazione del paese da parte dei Punici. Un’altra ipotesi, più fantasiosa, invece lega l’origine del nome alla grande produzione di uva da vino della zona: il toponimo significherebbe “pane con uva bianca” e deriverebbe dal greco “maghis” (pane) e “mados” (uva bianca).

Magomadas si sviluppa sulla sommità di una collina a pochi chilometri dal mare, su cui si affaccia con circa 2 km di spiagge bianche e coste molto suggestive. Da questo poggio si apre oltretutto un panorama mozzafiato che spazia dall’incantevole valle di Modolo all’azzurro mare di Bosa.

Negli ultimi anni ha preso vigore l’indirizzo turistico grazie a splendide e candide spiagge, aspre scogliere e acque incontaminate e di un azzurro profondo. Nella frazione di Santa Maria del Mare, a tre chilometri dal paese, sorge la chiesetta omonima, risalente al 1635, un tempo detta de s’Istella, dove nella terza settimana di maggio e di agosto si svolgono le due celebrazioni – processione e concerti in piazza – più sentite dalla comunità magomadese e coinvolgenti per gli ospiti, grazie alla concomitanza con la sagra della malvasia.

Il pittoresco abitato è caratterizzato da vecchie case ed è circondato dai colori delle vigne sparse nella campagna, da cui si produce un’ottima Malvasia. L’economia del paese è prevalentemente di tipo agro-pastorale, ma negli ultimi anni si sta orientando in senso turistico anche grazie al suo territorio così suggestivo e alle sue coste, che attirano ogni anno un numero sempre crescente di visitatori. Magomadas è diventata, infatti, dopo Bosa e Porto Alabe (Tresnuraghes) il terzo centro della Planargia per presenze turistiche.

L’area fu abitata già in epoca prenuragica e nuragica per la presenza sul territorio di numerose testimonianze archeologiche, tra cui un pozzo sacro in località di Puttu e varie torri nuragiche, tra cui spicca il nuraghe Sebe, posto alla periferia del paese, a dominio ‘strategico’ della valle attorno.

In tutta la zona si possono trovare antichissimi monumenti funerari, le famose Tombe dei Giganti dell’età nuragica.
Si caratterizzano per i grandi monoliti in pietra piantati nel terreno che possono arrivare anche a essere alti 4 metri; la camera invece misura anche 30 metri e sono coperte da terreno con un’ entrata a semicerchio che termina con una muraglia.
Erano in definitiva degli ossari dedicati al culto del toro, per questo hanno la forma di una testa taurina.

L’insediamento originario di Magomadas sorse in epoca punica e in seguito l’antico abitato cartaginese vicino al mare, fu trasferito su una collina vicino agli attuali ruderi della chiesa di san Nicola per difendersi dalle incursioni saracene (XIV secolo).

Questa terra, come molte altre del Mediterraneo, è stata bersagliata in passato da invasioni e saccheggi di popoli stranieri e, in particolare, dei saraceni, motivo per cui è stata eretta una torre di avvistamento che si trova nella vicina località di Tresnuraghes.

Si tratta della Torre Columbargia eretta nel XVIII del periodo aragonese spagnolo e costruita su un piccolo promontorio naturale: ancora oggi adorna questa parte di mare con le sue antiche mura erose dal tempo e dalla salsedine.

Ai suoi piedi una piccola baia, la spiaggia “Sa corona niedda” riparata naturalmente dalla piccola penisola dove sorge la torre, e che presenta acque limpidissime e piccoli scogli che la eleggono ad angolo di mare dai fondali profondi, particolarmente indicato per chi vuole stare lontano dal caos, visto che non è facilmente accessibile.

Tra le varie calette che si possono visitare ricordiamo: Cumpultitu, Cala e Moro,Tentizzos, Managu, S’abba Druche, Torre Argentina che sono tutte da visitare e ammirare per la loro straordinaria bellezza tra mare e coste affascinanti.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria della Planargia. Alla caduta del giudicato venne governato dai Malaspina e successivamente entrò a far parte del Giudicato di Arborea. Intorno al  1420 passò sotto il dominio aragonese e divenne un feudo, concesso inizialmente alla famiglia Villamarina, per poi essere incorporato nel XVIII secolo dai Savoia insieme al marchesato della Planargia, feudo dei Paliaccio. Fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839  con la soppressione del sistema feudale.

Nella zona si trova anche il Castello di Serravalle edificato dai Marchesi di Malaspina, con funzione difensiva, contro i pirati e le incursioni saracene del 1200.

Nel 2003, secondo una legge regionale che ha ridefinito le circoscrizioni delle nuove province sarde, Magomadas è passato dalla provincia di Nuoro a quella di Oristano.

È uno dei borghi autentici d’Italia ed è inserito tra le città del vino e, non a caso, fa parte della ‘Strada della malvasia di Bosa’. A testimoniarlo, in un edificio del XVI secolo nel centro storico, c’è il museo del vino, excursus storico sulla vinificazione della Planargia, ed enoteca, con degustazioni di vino abbinato a piatti tipici.

Nel centro di Magomadas si trova la chiesa parrocchiale di san Giovanni battista, edificata a inizio XVII secolo, in tardo stile gotico-catalano (poi restaurata). L’impianto a navata unica è interrotto da un arco trionfale a forma ogivale in trachite rossa che immette nel presbiterio. Di particolare pregio al suo interno sono tre altari settecenteschi.

Da visitare anche la chiesa di santa Croce, risalente a fine XIV-inizio XV secolo, che custodisce un bellissimo Cristo ligneo con gli arti superiori snodati, protagonista del rito de s’Iscravamentu durante la Settimana Santa.

Magomadas è famosa anche per l’artigianato locale che sfoggia un vero talento artistico manifatturiero: tappeti, ceramiche, cestini in vimini intrecciati sapientemente. Di grande effetto sono anche i gioielli in corallo o fatti in filigrana d’oro: uno spettacolo per gli occhi.