Rubrica:” Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Vittorio Angius

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Vittorio Angius è una traversa di via Sanjust nella zona di Monte Urpinu.

Vittorio Angius nacque a Cagliari il 18 giugno del 1797, da un’agiata famiglia che gli garantì un’ottima formazione.
Giovanissimo divenne sacerdote dell’ordine degli Scolopi, del quale nel 1829 divenne prefetto. Nello stesso anno fu socio di filosofia e docente di retorica presso l’Università di Sassari. Il suo impegno fu però molto più vasto, si occupò di storia, geografia, folclore, statistica, scienze naturali, economia ed agraria.
Fu anche un proficuo scrittore tra le sue opere troviamo romanzi, novelle, poemi, inni e liriche.

Spesso però, la qualità delle sue opere non fu all’altezza dell’impegno. Molte tesi rimasero solo abbozzate e talune completamente infondate per aver utilizzato le false Carte d’Arborea. Tuttavia il suo impegno fu ripagato quando decise di collaborare con Goffredo Casalis al monumentale Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Egli si occupò dei tre volumi riguardanti la Sardegna effettuando ricerche d’archivio per quanto riguarda l’epoca medievale. Curò inoltre tutta la parte riguardante l’isola e dal 1832 al 1848 la percorse tutta appuntando la storia tramandata oralmente, le leggende, le credenze, le feste, la geografia di ogni singolo villaggio.
La forma di tale opera è quella di un resoconto di viaggio nel quale sono trascritti minuziosamente tutti gli aspetti della Sardegna. Ancora oggi quest’importante opera rappresenta una fonte indispensabile per gli studiosi della cultura sarda.
Nel 1838 Angius fondò “La Biblioteca sarda”, il primo giornale scientifico-letterario della Sardegna e nel 1840 collaborò al “Promotore” e alla “Meteora”.

Lasciati i panni sacerdotali nel 1842, divenne deputato nella I (1848) e nella nella IV legislatura (1849-1853) alla Camera subalpina, ottenendo anche nella politica dei risultati apprezzabili sebbene non fosse particolarmente apprezzato dai colleghi a causa delle sue posizioni conservatrici e per i suoi eccessi polemici.

Fu l’autore del testo del Cunservet Deus su Re S’hymnu sardu nationale, l’inno della Sardegna sabaudo, il quale fu eseguito per la prima volta il 20 febbraio 1844, al Teatro Civico di Cagliari.

Il 19 marzo 1862, ormai dimenticato, Vittorio Angius morì a Torino in miseria.