Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Giudice Chiano

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Giudice Chiano si trova nel quartiere San Benedetto dove sono raggruppati molti dei Governatori dei Giudicati sardi.

Il giudicato di Calari, impropriamente chiamato Giudicato di Cagliari, era uno Stato sovrano ed indipendente che nel Medioevo si estendeva nella parte meridionale della Sardegna. Compren-deva l’attuale basso e medio campidano, il Sulcis Iglesiente, l’Ogliastra, parte della Barba-gia, Cagliari e il circondario e il nuorese. Erede diretto del regno unitario sardo da cui si staccarono successivamente gli altri giudicati, conservò durante i 300 anni di vita, lingua e costumi greco-bizantini.

Durò dal X-XI secolo al 1258. A capo del regno altrimenti detto “logu” vi era il giudice, coadiuvato da un consiglio deliberativo chiamato Corona de Logu. Il centro amministrativo più importante era ubicato a Santa Igia, rasa al suolo nel 1258. I resti sono visibili nella parte occidentale di Cagliari.
Le prime notizie ufficiali sul giudicato di Cagliari fanno riferimento all’elezione a giudice di Maria-no I Salusio I, della dinastia dei Lacon-Gunale. Mariano I viene considerato il primo sovrano di Ca-gliari, anche se probabilmente ve ne furono altri prima di lui.

Vari giudici si succedettero alla guida del logu e, alla morte della Giudicessa Benedetta, nel 1233 le succedette il figlio Guglielmo II. Egli era troppo giovane per regnare e quindi venne supportato dalla zia Agnese, madre di Adelasia di Torres, e dal suo secondo marito, Ranieri della Gherardesca di Bolgheri. Nel 1235 divenuto maggiorenne Guglielmo II sottomise volontariamente il giudicato ai pisani. Questa decisione gli garantì una reggenza senza guerre essendo egli totalmente sotto il dominio di Pisa. Il territorio fu di fatto amministrato dalle famiglie pisane dei Visconti, dei della Gherardesca e dei conti di Capraia.

Erede di Guglielmo II fu il figlio Giovanni Torchitorio V detto Chiano.

Il suo regno fu breve ma importante in quanto impresse una svolta decisiva nella storia del giudi-cato. Insofferente delle scelte del padre riguardo l’ingerenza di Pisa negli affari interni del giudica-to, Chiano chiese aiuto alla Repubblica di Genova. Nel febbraio del 1256 inviò due procuratores a Genova con l’incarico di firmare un patto, che fu ratificato il 25 maggio, che vedeva il giudicato di Cagliari alleato a Genova contro i Pisani.

Alla guida di Chiano il giudicato sardo stipulava un accordo di affiancamento a Genova, che si impegnava a dare assistenza militare in tutte le guerre. In quell’occasione Chiano divenne cittadino genovese. Il trattato concesse privilegi a Genova inaugurando l’esportazione del sale senza tasse. Chiano fece inoltre dono di Castel di Castro ai genovesi.

Accortisi dell’accordo, i Pisani reagirono con Gherardo e Ugolino della Gerardesca, a cui furono inviati rinforzi su otto navi.
Da Genova intanto, partirono per la Sardegna ventiquattro galere. Lungo la rotta la flotta ligure fu in grado di catturare alcune navi pisane, ma giunse a Cagliari troppo tardi. Chiano dunque venne sconfitto e catturato.

Successivamente Chiano fu assassinato da un pisano a Santa Igia, in data non certa, ma collocabile tra il 17 luglio e il 15 ottobre del 1256.