Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Mogorella

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Mogorella è un comune che conta meno di 500 abitanti e si trova a nord est del massiccio del Monte Arci, nell’area geografica denominata Alta Marmilla nella provincia di Oristano ed è posto ad una altitudine di 300 metri ai piedi del monte Grighini.

Il territorio appare diviso in due parti: quella settentrionale è un vero museo geologico all’aperto, con i termini paleozoici del Grighine tra i quali spiccano i calcari a crinoidi dell’Ordoviciano; a sud le colline tondeggianti separate da strette valli solcate da filoni di quarzo che spiccano bianchi sul verde circostante.

Confina con i comuni di Villa Sant’Antonio, Ruinas, Usellus e Villaurbana.

Il toponimo sarebbe da attribuire al diminutivo dell’appellativo sardiano o protosardo mògoro, móguru, mògora, mògola, mógula, cioè  «collina bassa»

L’ambiente naturale circostante, interessante anche dal punto di vista geologico, è caratterizzato dai colori e dai profumi della macchia mediterranea, ricca di mirto, lentischio, corbezzolo, cisto, leccio e roverella, che offre nutrimento e rifugio a piccole volpi, lepri e pernici.

I numerosi resti di nuraghi presenti nel territorio testimoniano che la zona fu abitata fin dall’antichità. Di notevole importanza il protonuraghe Friarosu, il nuraghe Luas e quello Fenogu.

Friarosu è composto da una costruzione bassa e tozza con ingresso architravato aperto verso sud. Di contorno ellittico, si caratterizza per la presenza di tre rozze camere cupolate proprie del nuraghe a tholos, dotate di una copertura a volta di aspetto primitivo. Questo particolare compare anche in altri nuraghi a corridoio.

E’ la prova che già sul finire dell’Eneolitico o nella prima età del Bronzo in Sardegna è presente il modulo costruttivo della tholos, applicato non in tombe, come nelle costruzioni micenee, ma in edifici destinati alla vita quotidiana. L’intera struttura edilizia ha filari a tratti discontinui ed irregolari, con massi di notevoli dimensioni variamente poliedrici, non sbozzati ma ben inseriti e connessi tra loro. L’ingresso stretto e angusto introduce ad un corridoio con copertura a lastroni piatti. Lo schema interno mostra 2 ambienti maggiori di pianta sub-ellitica e un terzo ambiente della medesima forma, forse comunicante col secondo ambiente. Mentre i primi due ambienti hanno funzione di camera, il terzo potrebbe interpretarsi come vano di disimpegno, in cui trovava spazio lo sviluppo della scala conducente al primo piano.

Fra i rari esempi di scultura bronzea di epoca romana, Mogorella può vantare un importante ritrovamento ottocentesco, ora in visione presso il museo archeologico di Cagliari.

Si tratta di un bronzetto nel quale viene privilegiato un aspetto della cultura e della società romana, viene raffigurata in questa statuetta, di quasi otto centimetri, un gladiatore, il secutor, che veniva opposto al reziario e doveva sfuggire alle sue temibili armi, la rete ed il tridente.

Il capo è coperto da un elmo completamente chiuso, tranne che per i buchi per gli occhi, la mano destra sollevata impugnava una corta spada di cui resta solo l’elsa, quella sinistra stringeva sicuramente uno scudo oggi perduto. Il gladiatore indossa il caratteristico perizoma sostenuto dal balteus (cintura tipica dei soldati romani), nonché una protezione per braccio e spalla destra retta da una cinghia che attraversa il torace e il dorso.

Nel periodo medioevale appartenne al giudicato di Arborea nella curatoria di Parte Valenza.

Con la sconfitta dei giudici di Arborea da parte dei Catalani il destino di Mogorella sarà quello di molti paesi dell’isola che furono sottomessi al giogo feudale di numerosi. Ludovico Pontons,  gentiluomo di Barcellona, venne in Sardegna con Martino il Giovane. Nominato nel 1417 governatore di Cagliari e Gallura, si adoperò per punire gli assassini dei De Ligia, approfittandone per ottenere in feudo fra gli altri villaggi anche Mogorella.

Nel 1418 fu nominato viceré di Sardegna ed ebbe un forte contrasto col conte di Quirra. Nel 1421 vendette il borgo ad Antonio Madello. Pietro Joffre, appartenente ad una famiglia di origine catalana presente a Cagliari dagli inizi del secolo XV, dopo la morte di Nicolò Boter (di cui sposò la vedova), nel luglio del 1429 acquistò Mogorella dagli eredi di Antonio Madello.

Nel 1470 Pietro Cardona, rampollo di una importante famiglia catalana, riceve l’investitura, fra le altre, per la villa di Mogorella, dal re Giovanni d’Aragona nella qualità di padre e amministratore dei beni di Caterina Paola, nata dal suo matrimonio con Caterina Joffre. Pietro Joffre, nel luglio del 1436, ottenne il privilegio della successione femminile e cedette il feudo a sua figlia Caterina moglie di Pietro Cardona. Dai due nacquero Paola e Isabella.

Nell’ottobre del 1486 Pietro Besalù, marito di Paola, vendette il feudo di Senis, di cui Mogorella sarebbe entrato a farne parte, a Bernardino Margens. Nell’ottobre del 1544 Senis passò a Francesca Margens moglie di Vincenzo Fogondo la quale, nell’agosto del 1569 lasciò erede suo figlio Monserrato la cui discendenza si estinse nel novembre del 1592.

Mogorella e tutti i paesi del feudo allora furono lasciati in eredità a Elena Fogondo che dovette sostenere una lite col fisco per entrarne in possesso. Nel corso del secolo XVII il carico dei tributi feudali fu aumentato e l’amministrazione spesso venne data in appalto a terzi. Nel 1699 i Nin ottennero il titolo di Conte del Castillo; nel corso del secolo XVIII tentarono senza successo, di impiantarvi la coltivazione del cotone e del gelso e di avviare il popolamento del villaggio di Sant’Antonio. Iniziata la procedura per il riscatto dei feudi la Regia Delegazione riconobbe ai Nin con sentenza del 10 ottobre 1838, diritti feudali per lire 597. I

l 30 agosto del 1841 fu riscattato con una rendita di lire 1295 e Mogorella tornò ad essere una libera comunità.

Un’occasione per visitare il comune è offerta dai festeggiamenti dedicati a San Lorenzo, Il Santo Patrono, che si festeggia il 20 maggio e il 10 agosto, durante i quali, oltre ad assistere alle imperdibili esibizioni dei tradizionali gruppi folkloristici e dei suonatori di Launeddas, si possono anche gustare i prodotti tipici del territorio, offerti in un grande banchetto in piazza.

A Mogorella viene organizzata ogni anno La Sagra della Pecora, la cui data varia di anno in anno, e viene organizzata solitamente nel mese di maggio o giugno, una grande cena in piazza a base di pecora bollita, contorno di cipolle e patate bollite, vino, pane, formaggio e dolci locali.