Sardegna nel mondo: visita a Miami

In viaggio per il mondo: storia, curiosità e ricordi fotografici. Oggi parliamo di Miami che  è situata sulla costa sud-orientale dello Stato della Florida (Usa), mentre la sua area urbana si trova approssimativamente tra il fiume Little River a nord, il Miami River a sud e si affaccia sulla baia di Biscayne ad est e confina ad ovest nelle Everglades (vaste distese paludose subtropicali). Guardate la galleria fotografica

di Antonio Tore

Quando si  parla di Miami, il pensiero va immediatamente al mare, alle spiagge, al caldo, alle palme e, sostanzialmente, alle vacanze in relax.

Si fantastica sui meravigliosi grattacieli, con i colori tra il celeste e il verde; sui canali che passano attraverso le abitazioni; sui lunghi e larghi viali alberati da palme altissime.

Ma non si conosce la sua storia, né se ci sono monumenti o parchi da visitare.

E pensare che Miami fu fondata ufficialmente il 28 luglio 1896 con una popolazione di circa 400 abitanti, mentre oggi sfiora i 500.000 e, se si considera l’intera area metropolitana raggiunge abbondantemente i 6 milioni.

Miami è situata sulla costa sud-orientale dello Stato della Florida, mentre la sua area urbana si trova approssimativamente tra il fiume Little River a nord, il Miami River a sud e si affaccia sulla baia di Biscayne ad est e confina ad ovest nelle Everglades (vaste distese paludose subtropicali).

Miami è caratterizzata da un clima praticamente tropicale con estate particolarmente piovosa, con temporali pomeridiani abbastanza frequenti ed intensi ed esposta, tra il 1º giugno e il 30 novembre, al rischio di uragani. I mesi invernali, soprattutto gennaio, sono invece caratterizzati da una minore piovosità e da temperature medie massime intorno a 25 °C e minime di 15 °C.

L’origine della parola Miami è incerta. Una delle possibili radici potrebbe essere un’espressione dei nativi americani per indicare l’acqua dolce. La zona è, infatti, ricca d’acqua. Un’altra teoria è che il nome provenga dal lago Mayaimi (ora denominato lago Okeechobee, che significa “l’acqua grande”), chiamato così per la tribù Mayaimi, che un tempo abitava sulle sue rive.

La zona fu occasione di diverse guerre tra i nativi americani, insediatisi circa 10.000 anni fa, che ingaggiavano violente battaglie contro gli europei, soprattutto spagnoli,  che intendevano colonizzare i territori, ma furono costretti a spostarsi più a nord. Nel 1743  gli spagnoli costruirono un forte e molti coloni edificarono le loro case e fattorie lungo il corso del Miami e sulla baia di Biscayne.

Durante gli anni successivi si scatenarono molte battaglie tra gli stranieri e la popolazione dei Seminoles, culminate in ben tre guerre che causarono la perdita quasi totale della popolazione della zona. Alla fine della terza guerra, nel 1858,  i soldati si stabilirono a Miami, mentre i Seminoles rimasero nelle Everglades.

Lo sviluppo di Miami fino alla seconda guerra mondiale fu esponenziale:  all’inizio degli anni ‘20, le autorità legalizzarono il gioco d’azzardo e non applicarono mai troppo rigidamente il Proibizionismo. Questo fece sì che migliaia di persone emigrassero a Miami dal nord degli Stati Uniti, generando una crescita nell’edilizia che non aveva precedenti.

A seguito della rivoluzione cubana del 1959 che destituì il dittatore Batista  e portò al potere Fidel Castro, gli esuli cubani cominciarono ad arrivare in Florida in massa. Nel solo 1965, più di 100.000 cubani arrivarono con i “voli della libertà”, effettuati due volte al giorno, fra L’Avana e Miami.

Nel 1980 Miami fu protagonista del più grande esodo della storia americana: un’unica flottiglia di piccole imbarcazioni approdò sulle rive della Florida trasportando 150.000 esuli provenienti da Cuba.

Nei secondi anni ‘90 Stati Uniti e Cuba firmarono degli accordi tesi a normalizzare il flusso migratorio fra i due paesi: si ottenne l’ufficializzazione della nuova politica americana nei confronti dei rifugiati e l’impegno da parte di Cuba a fermare le eventuali imbarcazioni dirette in Florida e a non perseguire i rimpatriati.

A causa della instabilità politica, anche dal Venezuela arrivarono, negli anni 2000, circa 100 profughi alla settimana e si stabilirono in una piccola cittadina che si trova dietro l’aeroporto di Miami.

Miami ospita la più ricca comunità italiana degli Stati Uniti, molto attiva nel campo della moda e nella produzione di barche. Senza contare le persone di origine italiana (circa 300.000) sono circa 45.000 coloro che, nati in Italia, risiedono nella maggiore città della Florida.

Nell’Area Metropolitana di Miami sono molto frequentate le spiagge della vicina South, mentre altre località balneari si trovano a sud di Miami lungo le  Florida Keys, da Tequesta a Key West.

Nei pressi di Miami si trovano poi l’Everglades National Park e la Riserva Nazionale di Big Cypress.

A Miami, data la forte migrazione cubana seguita da quella venezuelana, la lingua più parlata è lo spagnolo,  seguito da italiano, greco e cinese.

Il porto di Miami, che è sorto sulla Baia di Biscayne che si affaccia sull’oceano Atlantico, è collegato con Downtown Miami dal ponte chiamato “Port Boulevard”. Il porto è conosciuto come il “Cruise Capital of the World” (La capitale mondiale delle crociere)  per il fatto che  è il porto al mondo dove transita il maggior numero di passeggeri/crociere. Il porto è anche conosciuto come “Cargo Gateway of the Americas” (Porta del carico merci delle Americhe).

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