Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Morgongiori

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Morgongiori è un comune della provincia di Oristano di circa 600 abitanti e confina con i comuni di Curcuris, Masullas, Marrubiu, Santa Giusta, Pompu, Siris e Ales. Il paese è situato a 351 metri sul livello del mare.

Il nome Morgongiori fa riferimento alle pareti rocciose che lo circondano fra le quali la bellissima scultura naturale (Testa del guerriero), modellata dal tempo e dagli agenti naturali di “Conca Mraxi”.

La presenza umana nel territorio ha origini remote, testimoniato dai diversi siti archeologici sparsi nel territorio comunale oltre alle diverse officine per l’estrazione e la lavorazione dell’ossidiana, che è un elemento caratteristico del paese e hanno portato l’Unesco a definire l’area Patrimonio d’interesse Internazionale e alla individuazione dell’Area 1 del Parco Geominerario della Sardegna.

Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Arboreae fece parte della curatoria di Parte Montis. Alla caduta del giudicato entrò a far parte del Marchesato di Oristano e, alla definitiva sconfitta degli arborensi, passò sotto il dominio aragonese e fu incorporato nell’Incontrada di Parte Montis, occupato dalle truppe del feudatario di Quirra Berengario Bertran Carroz, che sposando Eleonora Manriquez ne ottenne ufficialmente dal re il controllo fino all’estinzione dei Bertran Carroz.

Nel 1603  fu incorporato nel marchesato di Quirra, feudo prima dei Centelles, poi dei Català e infine degli Osorio de la Cueva. Il paese fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839, con la soppressione del sistema feudale

Morgongiori è caratterizzato da un’economia agricola con produzione di grano e altri cereali, olive e uva da vino. Morgongiori , altresì, noto e apprezzato per la realizzazione di bellissimi tappeti e di raffinati tessuti orditi a mano dalle donne del paese con gli antichissimi telai orizzontali.

La presenza dell’uomo nel territorio ambientale è testimoniata da piccole chiesette campestri nate in conformità al rispetto del panorama.

Il centro storico sorge attorno alla chiesa di Santa Maria Maddalena, costruita, come testimonia una pietra scolpita in una delle cappelle laterali, nel 1673. La struttura architettonica di questa chiesa presenta una pianta a croce latina con una splendida volta a botte. All’interno della chiesa si trovano numerose statue rappresen­tanti alcuni tra i Santi più cari alla popolazione, la cui impor­tanza è più culturale e storica che artistica. Oltre che per ricchezza architettonica, la chiesa è importante come testimone storico, in quanto custodisce un importante archivio documentale su Morgongiori.

Nella zona è possibile percorrere diversi itinerari.

Nella località di “Is Benas”, ad esempio, è possibile ammirare una fresca e limpida sorgente e la bellissima pineta di Morgongiori e boschi di sugherelle, lecci e di macchia mediterranea.

Altre località interessanti dal punto di vista naturalistico sono Brunc’a Mutzius e Trebina dove è possibile effettuare ascensioni su vie non attrezzate, di sviluppo oltre i 30 metri.

La località Prabanta è uno dei si­ti archeologici più interessanti della zona, pres­so cui si trovano tre impor­tanti monumenti dell’età neoli­tica, vale a dire “Su Furconi”, uno straordinario ed originalis­simo menhir, “Sa sala” e “Su for­ai de Luxia Arrabiosa”, due domus de janas.

Nel corso del tragitto è possibile ammirare il nuraghe S’Omu è S’Orcu ed un caratteristico laghetto collinare artificiale; sono inoltre presenti delle pareti di roccia basaltica non attrezzate dove è possibile cimentarsi in arrampicate in stile clean-climbing in fessura.

L’artigianato di Morgongiori è noto per l’arte tessile che conserva ancora particolari caratteristiche di lavorazione al telaio che appartengono alla tradizione del passato.

La Mostra-Museo Vivente dell’arte tessile è un  museo situato nei locali del vecchio Municipio, che custodisce arazzi e tappeti realizzati anche con telai antichi. Le tecniche usate sono le stesse che nei secoli sono state tramandate da madre in figlia: vari tipi di un particolare procedimento da cui si ottiene un certo tipo di disegno chiamata lavorazione “a briabi” e ancora una lavorazione più elaborata, detta “a lauru”, che da la possibilità di riprodurre fedelmente i disegni variopinti presenti negli arazzi e nei tappeti più antichi.

Sono ricorrenti, soprattutto, motivi come quello floreale, la rappresentazione delle scene di caccia e degli animali che popolano il Monte Arci.

Una specialità della cucina di Morgongiori sono le “Lorighittas”, un prodotto unico in assoluto che si presenta in forma simile ad un orecchino e consistenza dura al tatto.

La peculiarità di questa produzione è sostanzialmente riconducibile alle modalità di manipolazione e lavorazione della pasta fresca, ed in particolare nella particolare manualità e bravura di persone che hanno acquistato esperienza nel tempo. L’intera lavorazione viene realizzata manualmente senza alcuna attrezzatura, con l’utilizzo  di semola di grano duro di media grandezza, sale e acqua.

Gli ingredienti vengono prima assemblati e lungamente manipolati fino all’ottenimento del cosiddetto “spaghetto” di pasta. A questo punto inizia il porzionamento e la creazione delle tipiche figure di pasta fresca. Lo spaghetto viene infatti fatto avvolgere per due giri intorno a tre dita (indice, anulare e medio) della mano destra, poi spezzandone il capo e comprimendo i due fili recisi tra l’indice e il pollice della stessa mano, con un rapido movimento simile a quello compiuto per dar la corda all’orologio, i due fili si attorcigliano acquistando la forma di un anello oblungo.

La tradizionale festa delle lorighittas si svolge ogni anno  all’inizio del mese di agosto.