Sardegna nel mondo: visita a Girona

In viaggio per il mondo: storia, curiosità e ricordi fotografici. Girona è una città della Spagna di circa 100.000 abitanti, situata in Catalogna e si trova alla confluenza dei fiumi Onvar, Guell, Galligants e Ter. Guardate la galleria fotografica

di Antonio Tore

Le radici storiche della città di Girona indicano che le prime popolazioni della zona furono gli Iberici, che si stabilirono lungo i promontori più alti che circondano l’attuale città.

La città fu oggetto di varie occupazioni da parte di popoli stranieri a partire dai romani che, comunque, edificarono un oppidum (piazza fortificata romana). L’origine della fondazione di Girona è da ricollegare, pertanto, a delle necessità militari: la piazzaforte eretta da Pompeo venne chiamata, allora, Gerunda.

L’etimologia del nome ancora non è ben chiara, ma l’ipotesi più accreditata è che derivi dal nome più antico della località che in lingua iberica veniva chiamata Undarius da cui deriva anche il nome del fiume della città, l’Onyar.

La sua popolazione nacque dalla fusione degli antichi abitanti del villaggio di Sant Julià de Ramis, costretti a trasferirsi nell’oppidum pompeiano, con i legionari romani presenti in zona e con altri gruppi autoctoni presumibilmente romanizzati.

Tuttora si possono intravedere le parti basilari della città romana: il cardine massimo (la via principale che tagliava a metà le città romane) era situato sopra la traccia della  attuale Carrer de la Força (Via della forza), la strada principale del Call, il quartiere ebraico di Girona, che fino al 1492 ospitò la più importante comunità giudaica catalana.

Il foro romano era nell’attuale plaça de la Catedral. Il tempio della città molto probabilmente si ergeva proprio all’interno del foro, dove oggi si eleva la Cattedrale intitolata a Santa Maria di Girona.

Un altro importante elemento della città è la muraglia. Fu edificata in due fasi, una durante la fondazione della città e l’altra verso il III secolo d.C. Le differenze morfologiche permettono di identificare facilmente i due periodi, dal momento che le pietre appaiono di forme e composizioni distinte. Le muraglie non venivano utilizzate solo a scopi militari, ma servivano anche per definire i limiti dell’urbe e separarla dai territori circostanti.

Dopo i romani, fu la volta del periodo del presidio del vescovato metropolitano di Tarragona che governava nella provincia con l’assistenza dei vescovi di Girona, Empuries, Barcellona, Egara, Lleida e Huesca.

Girona fu conquistata dai musulmani nel 715 anche a causa della scarsa opposizione da parte dei potenti della città, anche se ciò, paradossalmente, consentì la mancata distruzione della città. Il governo musulmano durò fino al 785 quando i nobili locali catturarono i capi musulmani e consegnarono la città a Carlo Magno. Secondo alcuni storici catalani, la nascita della Catalogna è da ricondurre a questo periodo storico, sottolineando l’importanza di Girona all’interno della storia di questa regione.

Il  XIII secolo rappresenta un periodo di splendore per la città, grazie alla comunità ebraica di Girona. La scuola kabalistica di Girona, acquistò un’enorme importanza poiché il rabbino Nahmanides divenne il Gran Rabbino della Catalogna. La comunità giudaica di Girona cominciò la decadenza nel XIV secolo e nel 1492 Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona decretarono  l’espulsione degli ebrei, che non si erano convertiti al cattolicesimo.

Molto caratteristiche di Girona sono le case dai colori pastello che si affacciano sul fiume Onyar. Queste pittoresche abitazioni costruite in diverse epoche storiche, a partire dalla fine del  medioevo, erano inizialmente abitate da pescatori, e si trovavano a ridosso del muro di cinta che finiva direttamente sull’Onyar, erano perciò “pendenti” (penjades) sull’acqua: quindi in una zona degradata, esterna alla città ed a stretto contatto con il fiume. Con successivo allargamento della Rambla e l’abbattimento di quella parte della muraglia, avvenuto in epoca recente, le case vennero inglobate nel centro storico e quindi ristrutturate.

Tra i vari ponti che attraversano il fiume Onyar, ce n’è uno particolare in ferro dipinto di rosso che si trova proprio in corrispondenza delle cases penjades. Il  ponte Eiffel fu chiamato cosi dal nome del  costruttore Gustave Eiffel che dopo qualche anno ideò la torre di Parigi.

All’interno della fitta rete di stradine medievali del Barri Vell, si trova il ghetto giudeo, El Call, dove visse fino alla fine del XV secolo la comunità ebraica cittadina. Si tratta di uno dei nuclei medievali meglio conservati in tutta Europa. Nel Centro Bonastruc Ça Porta, si trova l’antica sinagoga, oggi trasformata in un centro studi dell’università di Girona. Al lato nord del centro si incontra il Montjuïc, o monte dei giudei.

La Cattedrale o Santa Maria, chiesa a pianta basilicale con la navata gotica più larga del mondo (22,98 metri); è anche la seconda più grande di qualsiasi stile, dopo quella di San Pietro a Roma.

Nella parte esterna la cattedrale conserva il portico gotico di San Miguel, situato a nord, ed il portico degli Apostoli a sud. Tra i doccioni della cattedrale ce n’è uno, l’unico che rappresenta una figura umana: precisamente una strega (La strega della cattedrale). Secondo la leggenda, viveva a Girona una donna che si dedicava all’arte della stregoneria, che, per dimostrare il suo odio nei confronti della religione, aveva l’abitudine di tirare delle pietre contro il tempio. Un giorno per opera divina venne trasformata in pietra ed i cittadini la inserirono nella costruzione della cattedrale affinché dalla sua bocca non uscissero più maledizioni ed insulti ma limpida acqua piovana.

Oltre ad altri edifici civili come la Casa de l’Ardiaca e il palazzo episcopale, il Barri Vell include anche altre importanti costruzioni religiose: la Chiesa di Sant Pere de Galligants e la Basílica de Sant Feliu.

Questo tempio venne iniziato al principio del XII secolo, sopra la tomba di San Felice l’africano.  All’interno si trova la cappella di San Narcís dove sono conservate le spoglie del santo, nell’altare maggiore una pittura barocca rappresenta il miracolo delle mosche, compiuto dal santo per cacciare via i francesi che nel 1285 assediarono la città. Nella chiesa è conservata anche la tomba di Alvarez de Castro, il generale che contribuì alla difesa della città durante la guerra di indipendenza combattendo fino alla morte contro le truppe napoleoniche.

Di fronte alla scalinata di questa chiesa si trova la Lleona, il simbolo di Girona. Si tratta di una statua di origine medievale rappresentante una leonessa arrampicata su una piccola colonna.

Una leggenda tradizionale della città dice che ogni abitante di Girona, prima di partire per un lungo viaggio, ha il dovere di baciare il posteriore della leona, compiendo la promessa di fare ritorno alla cittadina catalana: la promessa è valida anche per i viaggiatori che si apprestano a far ritorno alle loro case. La scultura esposta è una copia dell’originale che attualmente si trova nel Museo d’Arte di Girona.

Il Monastero di Sant Pere de Galligants è una delle più importanti costruzioni del romanico-catalano. In origine era una monastero benedettino, posto all’esterno del recinto urbano. All’interno del monastero e del piccolo chiostro è stato allestito un museo archeologico nel quale sono conservati molti reperti dell’antica Gerunda.

Nel cuore storico di Girona si trovano ancora segni tangibili della multiculturalità. Meritano una visita i Bagni Arabi, costruzione adibita a terme e bagni pubblici sulla scia di quelli romani, con elementi architettonici tipicamente orientali.

I Bagni Arabi furono costruiti alla fine del XII secolo, con una struttura che ricorda gli analoghi bagni diffusi nel mondo arabo di quel tempo. L’architettura venne ristrutturata circa un secolo dopo, in seguito all’assedio subito da Girona nel 1283.  Caratteristica nei bagni arabi è la cupola sormontata da un suggestivo lucernario che ne illumina gli ambienti.

In primavera si svolge l‘Esposizione dei Fiori. Si tratta di una festa recente, di carattere promozionale, turistico e commerciale. Venne istituita nel 1955 con una semplice esposizione di fiori dalla chiesa di Sant Domènec (l’attuale Teatro Municipale), organizzata dalle donne della città.

Col passare del tempo la mostra cominciò ad evolversi, fino a trasformarsi in una mostra di creazioni artistiche floreali allestite nella stessa chiesa sconsacrata. Verso la metà degli anni novanta, il municipio decise di convertire quella mostra focalizzata a Sant Domènec in un’esposizione allargata a tutta la città: ai monumenti ed ai cortili interni (aperti al pubblico per l’occasione) più belli del centro storico, nacque così l’attuale “Temps de flors de Girona“. Gli allestimenti vengono creati direttamente da artisti locali, con delle vere e proprie opere scenografiche presenti nei vari luoghi storici della città.

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