Il Cagliari non c’è più: anche il Napoli passa alla Sardegna Arena

Dopo la rocambolesca sconfitta con la Lazio, la squadra sembra sfiduciata e scarica, come se non avesse più alcuna motivazione. Con il Napoli, i rossoblù hanno giocato spesso con passaggi orizzontali o, addirittura, con passaggi all’indietro. Contestati i giocatori

di Antonio Tore

Sembra inutile raccontare la cronaca della partita, iniziata con la Curva Nord che invitava i giocatori a tirare fuori gli attributi.

Ma la squadra è apparsa subito in soggezione rispetto al fitto palleggio dei partenopei e i rossoblù si sono trovati senza idee, costretti a ricorrere al gioco orizzontale e, spesso, fatto di passaggi all’indietro.

L’idea di Maran di schierare Pisacane sulla fascia difensiva destra non sembrava priva di logicità, visto che proprio in quel ruolo il numero 19 ha giocato per lungo tempo. Ma la sua trasformazione in centrale difensivo ha creato non pochi problemi di precisione nei movimenti e nei lanci verso i compagni più avanzati.

Certamente non possono essere attribuite tutte le colpe a Pisacane, ma certamente è mancata la copertura sulla fascia destra dove il solo Nandez ha dovuto tamponare e proporre, lavoro sfiancante condotto con l’apporto del solo Cigarini, inspiegabilmente sostituito da Birsa, impiegato nel ruolo di regista  che certamente non è il suo.

La squadra ha subito il fitto palleggio dei giocatori del Napoli, che, comunque, non ha prodotto grandi pericoli, ma ha posto i rossoblù in condizioni di inferiorità in diverse zone del campo.

Il Cagliari, ormai, non sembra avere più la brillantezza e grinta per imporre il proprio gioco e anche le assenze di Naiggolan e Rog non giustificano l’involuzione attuale e la mancanza di vittorie comincia  a farsi preoccupante.

Occorre rimboccarsi le maniche, tutti quanti, a cominciare dalla società, passando dall’allenatore per finire a tutti i giocatori. Servono coraggio, grinta, decisione e velocità, doti che tutte le squadre cosiddette provinciali dovrebbero avere nel proprio Dna in ogni partita.

C’è ancora tempo per riprendere il cammino interrotto, abbandonando i sogni di gloria, ma dedicandosi alla costruzione di un gioco che sembra smarrito. Ed è necessario riconquistare, con la qualità delle prestazioni, il feeling con il pubblico che, ieri sera, è sembrato in frantumi.