Visti per voi su Netflix: American Son (film)

di Annalisa Pirastu

Che sia basato su un’acclamata opera teatrale di Broadway è subito chiaro dagli spazi angusti e ripetitivi, entro cui si svolgono i dialoghi completamente privi di azione.

AMERICAN SON racconta la storia di Kendra Ellis-Connor (Kerry Washington nominata per gli Emmy), la madre di colore di un adolescente che manca da casa, mentre cerca di rintracciare il figlio, denunciandone la scomparsa alla stazione di polizia nel Sud della Florida.

Steven Pasquale, Jeremy Jordan and Eugene Lee anche loro interpretano gli stessi ruoli che hanno a teatro in questo adattamento che presenta i quattro punti di vista razziali dei protagonisti, contrapposti come i 4 punti cardinali. Marito caucasico e moglie, ripercorrono le dinamiche dolorose delle coppie interrazziali che allevano un figlio bi-razziale, ciascuno capendo soltanto l’etnia a cui appartengono.

Il figlio, che nel dramma non compare, è dilaniato da due mondi contrapposti, in cerca della sua identità che, secondo quanto emerge, viene assimilata sempre e soltanto al suo colore scuro.

Razzismo, incomprensioni, accuse, umiliazioni matrimoniali, burocrazia, tragedie evitabili, sono racchiusi nella magistrale smorfia di dolore che accompagna gli amari interventi della bravissima attrice che interpreta la madre.

Film difficile e soffocante perché ci precipita in situazioni claustrofobiche, create da dialoghi che ci stringono al collo con la loro verità.
Che sarebbe più comodo ignorare.