Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Gioviano Pontano

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Gioviano Pontano è una traversa di via Tommaseo e si trova nel quartiere di San Benedetto.

Giovanni Pontano, noto anche come Gioviano, nacque a Cerreto di Spoleto il 7 maggio 1429. E’ considerato il massimo rappresentante dell’umanesimo napoletano del Quattrocento.

Pontano studiò presso l’Università di Perugia e in seguito per gran parte della sua vita, fu al servizio dei sovrani aragonesi, prima a Napoli, presso Ferrante I d’Aragona e successivamente al seguito del principe ereditario Alfonso duca di Calabria, futuro effimero re Alfonso II di Napoli.

Durante la guerra di Ferrara, che vide Napoli alleata a Firenze e papa Sisto IV, contrapporsi a Venezia, riuscì a riappacificare il re Ferrante I di cui fu primo ministro, con papa Innocenzo VIII. Quest’ultimo lo stimava tanto da laurearlo poeta.

Pontano prese parte a varie imprese militari (oltre a quella di Ferrara), tra le quali la battaglia di Troia contro gli Angioini nel 1464 e la riconquista di Otranto nel 1481.

Quando il re Alfonso II fu esiliato da Napoli nel 1494 e, dopo il ritorno degli aragonesi, Pontano fu accusato di aver parteggiato per il re Carlo VIII di Francia, facendo decadere la sua posizione di diplomatico a corte. Riuscì ad evitare una condanna, ma dovette abbandonare l’intensa attività politica.

Pontano si dedicò allora a curare l’edizione delle sue opere e succedette al suo maestro, alla guida dell’Accademia Porticus Antoniana nel 1471, che cambierà il nome in Pontiana in suo onore.

Il Sannazaro lo riconobbe come uno dei più fecondi letterati del Quattrocento e il maestro assoluto dell’Umanesimo napoletano.L’ opera del Pontano spazia su numerosi aspetti della vita culturale e letteraria della sua epoca: dall’astrologia, all’etica, all’analisi della società, alla retorica, alla botanica. Nei suoi componimenti il Pontano canta la bellezza della realtà, la gioia, l’amore, la donna, la natura, rende onore alla sua terra d’origine e alla sua città adottiva, celebra l’amore coniugale come unica fonte dell’umana felicità e canta l’amore per la sposa Adriana Sassone.

Pontano fu un importante studioso dell’antichità classica e un grande interprete della poesia in latino. Eccelse anche nella prosa, sintetizzando la lingua classica con neologismi e termini in volgare, come dimostrò nelle sue opere: Amorum libri del 1455-1458 , Lyra, Versus jambici, Hendecasyllabi, De amore coniugali, Tumuli, Neniae, De hortis Esperidum del 1501.

La più nota delle opere del Pontano di carattere storico, è il De Bello Neapolitano, in sei volumi, che tratta del primo periodo della Congiura dei baroni nel Regno di Napoli. L’opera pur risentendo della necessità di utilizzare toni cortigiani, è di grande spessore umanistico e storico.
Le opere di Pontano, spesso di difficile datazione oltre ad essere numerose ed eterogenee per argomento, furono raccolte da Pietro Summonte e da Jacopo Sannazzaro.

Pontano scriveva principalmente in latino, sia in versi che in prosa, sempre con un’attenzione alla realtà e all’età contemporanea.

Gioviano Pontano morì nella sua amata Napoli, a 76 anni il 17 settembre 1503.