Visti per voi su Netflix : Shut In

di Annalisa Pirastu

Shut In è un film del 2016 diretto da Farren Blackburn.

Spoiler spoiler spoiler spoiler spoiler
Consigliato strettamente ai nemici.
Soprattutto a quelli miopi perché tutto il film, tranne alcune scene, sono girate in una penombra impossibile da penetrare. Ma questo è solo il peccato veniale.

Richard con il problematico figlio adolescente Stephen, si recano in auto alla nuova scuola di Stephen per ragazzi difficili. Contrariato (per usare un eufemismo), da questa decisione più del padre che della madre, il giovane ragazzo lotta col padre e l’auto si scontra con un Tir.

Grazie a una semplice ed economica scritta sullo schermo, sei mesi dopo gli avvenimenti Mary, ormai vedova, accudisce il figliastro Stephen, in stato vegetativo (deglutisce, è su un letto normale, viene accudito in tutto e per tutto dalla piccolissima attrice, che la dice lunga sulla serietà delle ricerche fatte per presentare il personaggio). Mary, psichiatra, riceve i suoi clienti nella villa isolata nei boschi del Maine dove, oltre ad accudire totalmente Stephen, a lavorare a tempo pieno, la vediamo anche stirare.

E’ suo paziente Tom, un bambino sfigato perchè a nove anni è sordomuto, orfano e non trova famiglia perché ha comportamenti violenti.
Un giorno Tom si presenta inaspettatamente a casa di Mary ma poi scappa (sordomuto, orfano, violento e anche un po’ indeciso pare). Mary informa lo sceriffo e il bambino viene cercato senza risultato (un esito non realistico perché nella realtà invece…).

I giorni successivi la donna avverte delle presenze in casa e più volte si trova ad affrontare un’entità che non riesce ad identificare. Si rivolge al dottor Wilson, suo amico, che le consiglia di effettuare delle analisi perché le diagnostica allucinazioni causate da stress e stanchezza (da buon medico post coronavirus senza averle neanche fatto dire ahhh con la lingua fuori). Le consiglia anche di mandare suo figlio in un istituto, e lei prende in considerazione l’idea.

Le analisi dimostrano che Mary ha preso medicinali senza prescrizione. Alle accuse dell’amico medico, Mary stizzita sostiene di non aver preso alcun medicinale, si allontana e, con un colpo di culo credibilissimo, lascia la webcam accesa. Il dottore, vede una figura all’interno della casa e capisce che Mary non aveva delle allucinazioni. Tenta di contattarla ma non riuscendoci si mette in macchina non potendo contare sul pronto intervento, perchè i soccorritori non sono scemi e, con una terribile tempesta in arrivo, non si sognano nemmeno di uscire.

Intanto Mary, cercando la causa dei rumori si reca in cantina, trovandovi il piccolo paziente. Nella scena successiva è nuda, legata e imbavagliata nella vasca. Stephen, che non mostra più alcun handicap fisico, le spiega come la morte del padre sia stata da lui architettata e di essersi finto un vegetale per poter vivere solo con lei. L’arrivo di Tom, il piccolo paziente e l’idea di finire in un istituto, lo hanno portato a voler uccidere il bambino che però non ha ancora trovato a casa dove si è nascosto. Un po’ come quando non sappiamo dove mettiamo gli occhiali insomma.

Mary riesce a liberarsi e corre fuori in cerca di Tom, inseguita da Stephen, pazzo di gelosia. (E diamogli torto! Si preoccupa solo del ragazzino!)
Nel frattempo il dottor Wilson arriva a casa e Stephen lo pugnala mortalmente. Mary, che speriamo si facesse pagare poco perché non doveva essere una psicologa molto abile, ha bisogno del consiglio del morente Dottor Wilson che le dice di assecondare lo psicopatico Stephen (3 o 6 anni di laurea buttati nel cesso perché glielo avrei saputo dire anche io che ho solo il diploma di perito industriale).

Lei ferisce Stephen e fugge col piccolino ma l’ex vegetativo si riprende. Come in Fatal Attraction il regista non ha intenzione di finire il film anche se tutti abbiamo capito dove andrà a parare, e si inventa un ulteriore inseguimento nella neve. Qui Stephen (che è di coccio), prova ad affogare Tom nel vicino laghetto. Mary colpisce Stephen che precipita in acqua e non riesce ad esalare l’ultimo respiro perché muore annegato.

Mary adotterà il piccolo Tom che non è minimamente traumatizzato da tutto quello che gli è successo e chiede, con un disegno, di avere un cane.

Naomi Watts & company vergogna!