Associazioni di volontariato in difficoltà per il Coronavirus

Una riflessione su alcune conseguenze provocate dal Corona virus. Moltissime attività svolte dai volontari di tutta Italia sono state inesorabilmente bloccate dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri

di Antonio Tore

La situazione che ha costretto tutti a mutare le proprie abitudini, ha trovato il Governo costretto a prendere decisioni impopolari, ma necessari per la tutela della salute pubblica.

In Italia circa 7milioni di persone dedicano parte del proprio tempo agli altri (che hanno necessità di essere assistiti in molteplici situazioni di difficoltà) o in difesa e valorizzazione dei beni comuni.

Di questi, oltre 4 milioni sono inseriti in Associazioni organizzate e circa 3 milioni svolgono attività assimilabile al volontariato, ma a titolo individuale.

Il mondo del volontariato spazia in diversi ambiti: si pensi a coloro che, con i propri mezzi, supportano le strutture sanitarie del 118 nel trasporto di persone malate o vittime di incidenti stradali; si pensi a coloro che forniscono aiuto alla Protezione civile in casi calamità; si pensi ai tanti che prestano assistenza ai malati negli ospedali; si pensi a coloro che si dedicano all’accoglienza dei migranti o a quelli che agiscono all’interno delle Caritas a favore di quanti non hanno cibo o un letto dove dormire.

L’evolversi in senso negativo del Corona virus ha sbaragliato le abitudini e le consuetudini di queste 7milioni di persone e degli altri milioni che si sono abituati ad usufruire dei servizi prestati da i volontari. Lo stesso Governo, probabilmente sorpreso dalla situazione virale improvvisa, non ha avuto il tempo di pensare a regolamentare anche le attività di volontariato.

Dopo l’ultimo DPCM, viene a mancare la possibilità di mobilità e, quindi, l’esercito dei volontari ha dovuto fermare le proprie attività, ad iniziare da coloro che agivano all’interno delle strutture sanitarie in supporto al personale medico e infermieristico.

Si sono fermate anche molteplici attività svolte dalle Cooperative sociali a supporto di persone non autosufficienti e/o ragazzi con varie problematiche e assistiti anche al proprio domicilio.

In questo momento in cui molte persone avrebbero necessità di esprimere le proprie preoccupazioni, è in grave difficoltà anche l’attività svolta dal Telefono Amico Cagliari, ai cui volontari è vietato spostarsi dalla propria abitazione per rispondere alle telefonate in quanto lo spostamento non rientrerebbe tra quelle consentite dal DPCM e, in particolare, non ricorrerebbe lo stato di necessità.

Il Forum del Terzo Settore ha rivolto un appello al Presidente Conte affinchè alle attività di volontariato sia consentito di riprendere le proprie attività, con la possibilità dei volontari di spostarsi dal proprio domicilio.

In questa situazione, la Presidente Nazionale del Forum del terzo Settore, Claudia Fiaschi, reduce dall’incontro di ieri con la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, ha dichiarato di aver avuto rassicurazioni dal Governo circa la possibilità di spostamento dei volontari. I relativi provvedimenti potrebbero essere emanati quanto prima.