Sardegna nel mondo: visita a Bali

In viaggio per il mondo: storia, curiosità e ricordi fotografici. Oggi parliamo di Bali, un’isola dell’Indonesia che  fa parte dell’arcipelago delle piccole isole della Sonda ed è separata dall’isola di Giava dallo stretto di Bali. Il capoluogo è la città di Denpasar.   

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di Antonio Tore

Bali è un’isola dell’Indonesia che  fa parte dell’arcipelago delle piccole isole della Sonda ed è separata dall’isola di Giava dallo stretto di Bali. Il capoluogo è la città di Denpasar.

La presenza umana nell’isola risale alla preistoria, testimoniato da alcuni reperti risalenti al 3000 a.C. e ritrovati nei dintorni del villaggio di Cekik nella parte ovest dell’isola.

Dopo che una nave portoghese aveva sostato presso la costa di Bukit nel 1585, l’esploratore olandese Cornelis de Houtman sbarcò nel 1597 stabilendo il primo contatto con l’occidente. Gli europei non riuscirono però a stabilire una loro presenza come avevano fatto in molte altre isole dell’arcipelago.

Bali non partecipò direttamente ai traffici commerciali che animavano l’arcipelago, ma divenne esportatrice di cotone, riso, bestiame e selvaggina. La fondazione di Batavia (l’odierna Giacarta) da parte della compagnia olandese nel 1619 e l’apertura del mercato degli schiavi furono un’occasione per i principi balinesi di vendere i loro prigionieri di guerra, fatto che acuì i conflitti interni tra i principati locali.

In quel periodo, l’economia dell’isola era basata essenzialmente sul commercio degli schiavi e l’aristocrazia balinese ne vendeva oltre 2.000 ogni anno, in cambio di armi e oppio di cui vi era un grande consumo. Si dovette attendere il 1840 perché gli olandesi, approfittando delle rivalità tra i regni balinesi, riuscissero con un’operazione congiunta navale e terrestre ad occupare prima la regione di Sanur e poi Denpasar. Gli eserciti balinesi, inferiori sia per numero che per armamenti, lanciarono un definitivo attacco suicida (puputan) che si stima sia costato oltre 4.000 vittime. Il dominio olandese dell’isola, comunque, esercitò sempre un’influenza lieve, consentendo che permanesse il controllo locale sulla religione e la cultura.

Durante la seconda guerra mondiale, Bali venne occupata dai Giapponesi. Durante tale occupazione, l’ufficiale balinese Gusti Ngurah Rai organizzò un esercito di liberazione. A seguito della resa del Giappone dell’agosto 1945, i Paesi Bassi ripristinarono in Indonesia, e quindi anche a Bali, il governo coloniale esistente prima della guerra. I ribelli balinesi si opposero utilizzando le armi abbandonate dai giapponesi. Il 20 novembre 1946 il colonnello Gusti Ngurah Rai scagliò le forze ribelli nella Battaglia di Marga, contro le truppe olandesi. L’esercito balinese venne completamente annientato e terminò così ogni ulteriore resistenza. Nello stesso anno gli olandesi, rispondendo alla creazione della Repubblica di Indonesia capeggiata da Sukarno e Hatta, proclamarono la Repubblica dell’Est Indonesia e Bali divenne uno dei 13 distretti del nuovo Stato.

Il 29 dicembre 1949 i Paesi Bassi riconobbero l’indipendenza della Repubblica degli Stati Uniti di Indonesia e nel 1956 Bali rinunciò all’unione con i Paesi Bassi divenendo ufficialmente una provincia dell’Indonesia. Nel 1963 l’eruzione del monte Agung provocò la morte di migliaia di persone, ingenerando una crisi economica che costrinse molti abitanti a trasferirsi in altre zone dell’Indonesia.

Bali si trova circa 8° a sud dell’equatore. Ad ovest è divisa dall’isola di Giava da un canale largo circa 4 km, mentre ad est è separata dall’isola di Lombok da uno Stretto, attraverso il quale passa la linea di Wallace, il confine tra le regioni biologiche dell’Asia e dell’Oceania. La costa orientale ed il centro sono montagnose, mentre verso sud il terreno forma una piana alluvionale, solcata da fiumi che disseccano durante la stagione secca e esondano nel periodo delle piogge. Il rilievo più elevato è il Monte Agung (3.142  metri s.l.m.), che si trova presso la costa orientale.

Anche il Monte Batur (1.717  metri s.l.m.), al centro dell’isola, è un vulcano attivo: si ritiene che un’eruzione di quest’ultimo avvenuta circa 30.000 anni fa sia stata la più violenta e catastrofica eruzione avvenuta sulla terra. Le strade principali dell’isola percorrono la costa o la tagliano da nord a sud, seguendo le creste delle catene montuose. Non sono presenti ferrovie. Le cittadine principali dell’isola sono:

  • Denpasar, la più popolosa città di Bali e attuale capoluogo della provincia;
  • Singaraja, porto settentrionale e vecchia capitale del periodo coloniale;
  • Seminvak, zona settentrionale di Kuta e centro turistico dell’isola;
  • Ubud, 20 km a nord di Denpasar, centro culturale dell’isola per la presenza di musei, gallerie e mercati d’arte.

Il turismo è concentrato prevalentemente nelle aree costiere meridionali, dove sorgono le località di Kuta e Seminvak (a sud-ovest), di Sanur (a sud-est) e di Jimbaran e il nuovo insediamento di Nusa Dua (a sud). Seminyak è la parte più moderna e lussuosa, insieme a Nusa Dua. Kuta è la meta più ambita dai surfisti, mentre Ubud, al centro dell’isola, tra foreste e terrazze di riso, è senza dubbio la capitale culturale di Bali e vi si ritrova la serenità rurale e l’inimitabile spirito balinese. La penisola meridionale di Bukit è la zona più arida dell’isola, ma vanta numerose spiagge nascoste e reef per i surfisti più coraggiosi. Il nord dell’isola è indicato per chi cerca pace e tranquillità, inoltre offre i migliori fondali marini da snorkeling. A est di Bali si trova Nusa Lembongan, tranquilla isola di coltivatori di alghe marine dove si respira ancora un’atmosfera ormai dimenticata.

Grazie alla vita notturna della zona di Kuta, Bali è soprannominata da qualcuno l’Ibiza d’oriente. Vicino a Jimbaran, sull’istmo che collega la parte più meridionale dell’isola, sorge l’aeroporto internazionale Ngurah Rai. Nel 2013 i turisti stranieri sono stati di circa 3,2 milioni, che si aggiungono agli oltre 5 milioni di turisti indonesiani. I più presenti sono stati gli australiani (750.000), i cinesi (350.000) e i giapponesi (190.000). A seguire malesi, sud coreani, taiwanesi.

Secondo le statistiche ufficiali (nelle quali non sono compresi gli immigrati da altre zone dell’Indonesia) il 92% della popolazione aderisce all’Induismo Balinese, combinazione di credenze locali e influenza dell’induismo del sud est asiatico. Altre religioni presenti sono l’Islam (5,7%), il Cristianesimo (1,4%) e il Buddhismo (0,6%).

Oltre ai sopra citati nativi balinesi, molti sono gli indonesiani che si spostano a Bali per lavorare nel turismo, di conseguenza la percentuale di musulmani è in realtà molto più alta. Questo lo si può notare nei giorni finali del Ramadan quando le persone festeggiano nei propri villaggi di origine e Kuta e dintorni si svuotano. Inoltre nella zona più tranquilla ovvero a nord-ovest dell’isola, vista la vicinanza con Giava, sono sempre più numerose le moschee in costruzione.

Bali è famosa per la sua cultura artistica e pittura, scultura e intaglio del legno sono attività artistiche molto sviluppate, soprattutto nell’area di Ubad. La musica tradizionale balinese, il gamelan, così come le danze tradizionali quali il legong, il barong e il kecak, godono anch’esse di grande seguito nella popolazione.

Seguendo la tradizione induista, i balinesi cremano i loro morti. Questa circostanza è l’occasione di una celebrazione che diviene in tutto e per tutto una festa popolare, con una processione all’interno della città, musica di gamelan, offerte di varia natura depositate sul catafalco del defunto, in un’atmosfera gioiosa.

La vita dell’isola è scandita anche da innumerevoli altre cerimonie che, seguendo solitamente il calendario balinese di 210 giorni, sembrano imprevedibili agli occhi dei turisti occidentali. Celebrazioni e feste vengono svolte per innumerevoli dei e negli anniversari di ognuno degli oltre 20 000 templi dell’isola. Il subak, sistema di irrigazione balinese sviluppato oltre 1000 anni fa nelle risaie a terrazza, è diventato sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2012.

Nei dintorni del tempio di Uluwatu a Bali vive la “gang di macachi delinquenti”che passano molto tempo con i turisti, ed è per questo che, secondo i ricercatori, hanno sviluppato delle capacità “criminali” simile a quelle degli uomini. Anche se questo comportamento della mafia delle scimmie era già stato riportato da anni per quanto riguarda primati in cattività, non era mai stata studiato scientificamente in natura.

Le scimmie in questione, che sono macachi cinomolgo  (o macaco di Buffon o macaco di Giava – Macaca fascicularis), rubano degli oggetti di valore ai turisti, come occhiali e macchine fotografiche – o, in un caso, addirittura una mazzetta di denaro – e non le restituiscono fino a che gli umani, quasi sempre il personale del tempio, non pagano un riscatto in natura.

La cucina di Bali si differenzia leggermente dalla cucina indonesiana. L’uso di molte spezie fresche (non secche), cocco, salsa di soia dolce (kecap manis) e arachidi sono i principali ingredienti caratteristici. Il cibo viene marinato quasi sempre con dei pesti di curcuma, zenzero, scalogno, aglio, peperoncino e molte altre spezie per poi essere cotto quasi sempre grigliato o al vapore.

Le bevande tipiche sono l’acqua di cocco, il tè indonesiano e il kopi Bali, ovvero caffè locale in polvere con aggiunta di zucchero. Il vero cibo balinese e indonesiano si può gustare nei numerosissimi warung lungo le strade, oppure delle versioni più moderne nei ristoranti di lusso.

 

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