Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Amerigo Vespucci

Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Amerigo Vespucci
Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu
Via Amerigo Vespucci si trova nella zona del quartiere Sant’Elia.
Amerigo Vespucci nacque a Firenze il 9 marzo 1454 in un’importante nobile famiglia. Il padre Anastasio era un notaio fiorentino.
Amerigo fu da subito un navigatore e profondo studioso dei mari. Esplorò gran parte delle coste orientali del Sud America e fu tra i primi a sostenere che Cristoforo Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta per l’Estremo Oriente
La figura di Amerigo Vespucci è controversa. Alcuni sostengono che Vespucci abbia esagerato il suo ruolo e romanzato gli avvenimenti, altri che abbia contraffatto gli originali di altri viaggiatori dell’epoca, in particolare in due lettere che parlano di quattro viaggi in America.
Rimane nelle sue lettere la descrizione, con dovizia di particolari, di nuovi territori, dei popoli visitati, della fauna e la sua consapevolezza che il nuovo continente scoperto non fosse l’Asia. Nel 1489 Amerigo si trasferì a Siviglia e qui conobbe Cristoforo Colombo.

Nel 1508 fu nominato “Piloto Mayor de Castilla”, dal re Ferdinando II d’Aragona. Il titolo permetteva di organizzare le spedizioni nelle nuove terre, formare piloti e cartografi, insegnando l’uso del quadrante e dell’astrolabio.
Nel 1497-1498: Amerigo partecipò al viaggio di esplorazione con Juan de la Cosa famoso cartografo. Fu il re Ferdinando II d’Aragona a volere questa spedizione, per capire la distanza della terraferma dall’isola di Hispaniola Le navi approdarono nella penisola della Guajira (Colombia), perché Vespucci descrive i nativi e il loro uso delle amache che fa pensare agli indigeni Guajiros. Successivamente la spedizione visitò la laguna di Maracaibo e a Vespucci si deve il nome Venezuela perché la paragonò a Venezia.
Al rientro in Europa costeggiarono le coste centro americane e navigarono tra Cuba e la Florida, provando così l’insularità di Cuba. Juan de la Cosa infatti al ritorno dal viaggio successivo del 1499, redasse il primo mappamondo nel quale descrive le coste centroamericane e mostra Cuba come un’isola. Siccome nel viaggio del 1499 non ci fu la circumnavigazione di Cuba, Juan de la Cosa deve averla circumnavigata prima, di ritorno dal viaggio del 1497.
Nel 1499-1500: Vespucci partecipò a una spedizione guidata da Alonso de Ojeda. Toccata terra nell’odierna Guyana, i due si separarono. Amerigo continuò verso sud fino al Rio delle Amazzoni. Analizzando una delle sue lettere, si nota che Vespucci parla di due fiumi la cui acqua dolce viene notata nel mare. Questi fiumi sono le disimboccature del Rio delle Amazzoni, quella nord dove sorge la città di Macapá e quella sud dove sorge Belém. Vespucci fu quindi il primo europeo a individuare l’estuario del Rio delle Amazzoni pochi mesi prima di Vicente Yáñez Pinzón.
Vespucci proseguì verso sud fino a Capo San Rocco. In questo viaggio Vespucci individuò «quattro stelle figurate come una mandorla» che indicavano il Sud, poi chiamate “La Croce del Sud”.
Nel 1501 Vespucci prese parte a una spedizione comandata da Gonçalo Coelho per il Portogallo. La spedizione si fermò nelle isole di Capo Verde dove Vespucci conobbe l’ebreo Gaspar da Gama che gli descrisse i popoli, la fauna e la vegetazione dell’India. Comparando questo racconto con quello che Amerigo aveva visto nel Nuovo Mondo, si convinse ancor di più che le terre da lui visitate non potevano far parte dell’Asia.
La spedizione di Coelho entrò il 1º gennaio 1502 nella baia di Rio de Janeiro. La spedizione, si spinse più a sud quasi all’imboccatura del famoso stretto che sarà scoperto 18 anni più tardi dal portoghese Ferdinando Magellano. In questo viaggio Vespucci menzionò due luminose stelle, Alfa e Beta Centauri, conosciute agli antichi greci ma che divennero invisibili alle latitudini mediterranee a causa della precessione degli equinozi, venendo quindi dimenticate.

Nel suo quarto viaggio nel 1503, sempre per i portoghesi, Vespucci individuò un’isola nel mezzo dell’oceano che fu battezzata Fernando de Noronha, in onore di uno dei componenti dell’equipaggio. Quindi la spedizione continuò verso le coste dell’attuale Brasile, ma non ci furono importanti scoperte.

Vespucci morì a Siviglia il 22 febbraio 1512. Non ebbe discendenza e lasciò i suoi beni alla moglie, l’andalusa Maria Cerezo.