Visti per voi su Netflix: YOU

di Annalisa Pirastu

Guardatelo ora che avete tempo perché non riuscirete ad interrompervi.

You è un thriller psicologico di una serie televisiva statunitense, basata sul romanzo omonimo You (Tu), col suo seguito Hidden Bodies,(Corpi celati), entrambi scritti da Caroline Kepnes.

Joe, è un sensibile e apparentemente innocuo venditore di libri antichi e preziosi, appassionato di letteratura, colto, e dai modi da gentiluomo. La serie è attraversata da citazioni letterarie e cinematografiche dotte.

Joe si innamora di una giovane donna di nome Guinevere Beck, una sua cliente, aspirante scrittrice in cerca di sé stessa. Il suo amore si rivela una vera e propria ossessione: cerca notizie su di lei in Google, spia il suo Facebook, prende informazioni nel modo romantico 2.0. E’ questa dedizione assoluta per la sua amata che trasforma Joe in un insospettabile e composto killer.

Il modo casuale con cui sin dall’inizio delle riprese è indaffarato a liberarsi del primo cadavere, ci fa sperare che si tratti di un fraintendimento. La sua fragilità anche fisica, intenerisce lo spettatore che cerca subito prove che smentiscano la sua colpevolezza. Ma non le troverà.
Apprezzabile il tocco leggero del regista sulle uccisioni e sul trattamento delle vittime.Unica pecca narrativa: con tutti i cadaveri che gli si accumulano sul curriculum Joe, non essendo un criminale professionale, viene dotato, nel corso della narrazione, di molto più di un pizzico di fortuna per farla franca.

La serie è stata accolta positivamente dalla critica. Su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 91% con un voto medio di 7,33 su 10. 40 milioni di abbonati l’hanno vista nelle prime quattro settimane di permanenza sulla piattaforma.

Joe Goldberg è interpretato da Penn Bagdley che, pur nell’orrore delle sue azioni, rimane adorabile con il suo monologo interiore nettamente in contrasto con i suoi enunciati verbali. Le sue azioni ci confondono perché, anche se non abbiamo dubbi che siano atti criminali,tutto viene trasmesso da Joe come un romantico atto di cavalleria. E se la sua infanzia drammatica con un uomo sadico che l’ha cresciuto al posto dei genitori ci impietosisce, il messaggio finale che lo condanna, non sembra essere accettato da coloro che giustificano gesti estremi con frasi tipo “pazzo d’amore” o “amava troppo”.

L’originalità, la genialità, il rischio e le polemiche per questa serie che la rende unica, sta proprio nel presentare un assassino come figura romantica.

Il numero di donne affascinate dalla personalità di Joe ha raggiunto numeri preoccupanti tanto che, l’attore stesso, è dovuto intervenire per chiarire che è sbagliato essere attratti da un assassino. Per alcuni ci sono criminali affascinanti e Penn ha lo stesso fragile fascino del famigerato Ted Bundy e di tutti gli altri criminali che ricevono in prigione lettere di donne innamorate.

Ben vengano le polemiche e le discussioni sulla serie per chiarire.