Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, Stanislao Cannizzaro

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Stanislao Cannizzaro è una parallela di via Flavio Gioia.

Cannizzaro nacque a Palermo il 13 luglio del 1826 da Mariano, magistrato, direttore generale della Polizia in Sicilia, e di Anna Di Benedetto. Era l’ultimo di 10 figli
Alla morte del padre nel 1836, entra nel Reale collegio-convitto. Viene contagiato durante l’epidemia colerica del 1837 e, ripresi gli studi dopo la convalescenza, si interessa di retorica, filosofia, lettere e matematica.
A 15 anni, si iscrive all’università di Palermo,per laurearsi in Medicina. Frequenta per tre anni un corso di Fisiologia tenuto da Foderaè. Esegue sotto la sua direzione alcune ricerche sperimentali che per mancanza di strutture provano a casa. La fisiologia spinse Cannizzaro verso la Chimica.

Nel 1846 gli viene offerto un posto nel Laboratorio di chimica dell’università di Pisa, per due anni. Durante questo periodo riceve l’intera educazione chimica.

In Sicilia prende parte alla preparazione della rivoluzione del 1848, che accusava la casa regnante di malgoverno e di tradimento della Sicilia, ridotta dopo il Congresso di Vienna a provincia del regno di Napoli, privata dell’indipendenza, e defraudata della costituzione siciliana del 1812, che le garantiva indipendenza, ma anche di quella degli Aragonesi.

E’ nominato ufficiale d’artiglieria nell’esercito del nuovo stato siciliano, è poi eletto alla Camera dei Comuni come deputato di Francavilla.
E’ il più giovane del Parlamento e ne diviene segretario. Richiese una radicale riforma della costituzione con un maggiore coinvolgimento del popolo.
Il Governo rivoluzionario, lo invia nel 1848 a Taormina contro le truppe borboniche. Dopo l’armistizio del 13 settembre, Cannizzaro rimase a Taormina come commissario del governo rivoluzionario siciliano. Quando nel 1849 viene rotto l’armistizio e il suo nome viene iscritto nelle liste di proscrizione e, il 23 aprile 1849, viene condannato a morte e scappa a Marsiglia.
Raggiunta Parigi opera presso il laboratorio di Chevreul e nel 1851 ottiene la cianammide.

Ottiene la cattedra di chimica e Fisica al Collegio Nazionale di Alessandria.Qui, nel 1853, scopre la reazione di Cannizzaro: le aldeidi aromatiche, in una soluzione alcolica “di idrossido di potassio, dismutano in una miscela di acidi e alcoli corrispondenti. Ad esempio, la benzaldeide si decompone in acido benzoico e alcol benzilico.”
Nel 1855 viene nominato all’università di Genova.
Scrive Sunto di un corso di filosofia chimica per chiarire a sé stesso e ai propri studenti concetti e principi sui quali regnava la più assoluta confusione La validità didattica della sua teoria lo spinge a comunicarla al mondo scientifico. L’opera, è un fondamentale contributo alle basi della chimica. Per la prima volta viene formulata una precisa teoria atomica: basandosi sul principio di Avogadro, viene enunciata la regola, ora nota come regola di Cannizzaro, che permette la determinazione del peso atomico di un elemento chimico. Cannizzaro espone in seguito le sue idee sull’atomo e sulla costituzione dei corpi al Congresso di Karlsruhe nel 1860, dove è presente anche Mendeleev.

Nel 1860, dopo l’ingresso di Garibaldi a Palermo, è nominato membro del “Consiglio di istruzione pubblica per la Sicilia”. nell’ottobre 1861 occupa la cattedra di chimica organica e inorganica all’università di Palermo, ed il ruolo di Direttore Gabinetto Qui, per dieci anni, studia i composti aromatici e le ammine.
Nel 1865 diviene socio dell’Accademia nazionale delle scienze.
Dal 1866 al 1868 ricopre l’incarico di rettore dell’Università di Palermo. Durante l’epidemia colerica a Palermo nel 1866-67 è direttore dell’Ufficio Sanitario comunale. Nel 1871 ottiene una cattedra di chimica all’università di Roma e viene nominato senatore per i suoi meriti scientifici e per la causa dell’educazione scientifica in Italia. Diventa vicepresidente del Senato dal 1886 al 1897 e dal 1898 al 1904.
Nel 1870 è tra i fondatori, della rivista scientifica Gazzetta Chimica italiana di cui diviene direttore. Nel 1873 divenne socio dell’Accademia dei Lincei. Nel 1891 vince la Medaglia Copley per i suoi lavori scientifici. Dal 1902 al 1903 è Vicepresidente del Consiglio superiore della pubblica istruzione. E’ direttore dell’Istituto di chimica della Sapienza di Roma e lascia la cattedra universitaria solo nel 1909.

Un cratere lunare è stato battezzato cratere Cannizzaro in suo onore.

Cannizzaro morì a Roma il 10 maggio 1910.