Visti per voi su Netflix:Il Talento di Mr. Rypley

di Annalisa Pirastu

Consigliatissimo

Il film è un remake di Delitto in pieno sole diretto da Renè Clement e interpretato da Alain Delon nel ruolo di Rypley.

Il Talento di Mr Rypley è tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith, anche se questo remake, diretto da Anthony Minghella con Matt Damon nel ruolo di Rypley e Jude Law in quello di Dickie, se ne discosta per qualche personaggio e per la definizione dei protagonisti.

Diciamolo subito, il film è eccezionale; per la trama, e di questo si deve ringraziare la Highsmith, infatti anche il libro è appassionante; notevole per i paesaggi mozzafiato e per le impeccabili interpretazioni e presenza degli attori e attrici.
Travolgente lo statuario Jude Law, morbida con la sua silhouette filiforme ed invariabilmente signorile e spontanea, Gwyneth Paltrow, una sofisticata e straordinaria Cate Blanchett, ancora immatura rispetto al successo di Blue Jasmine, ma già calata perfettamente nel ruolo della povera ragazza ricca, un Matt Damon il cui sorriso sghembo riassume tutta l’ambiguità, il servilismo e la fastidiosità del personaggio, fanno di questo film un capolavoro senza tempo.

Tom Rypley ( Matt Damon), trascina un’esistenza mediocremente desolante, fatta d’impieghi precari e di una quotidianità sbiadita. Durante un ricevimento Tom indossa una giacca universitaria prestatagli da un amico, che trae in errore i coniugi Grreenleaf, due miliardari il cui unico figlio Dickey, che ha frequentato quell’università, è in un esilio dorato a Mongibello, sulla costa amalfitana (località che non esiste, è un’invenzione della Highsmith), e non intende tornare.

I genitori di Dickie si offrono di pagare a Tom il viaggio in Italia, credendolo un suo collega, per convincere Dickie a tornare. Tom finge di conoscere il ragazzo e sceglie di non disingannarli, mostrandoci da subito il suo talento trasformista.
Accetta l’incarico ma, una volta sul posto, dimentica lo scopo della missione affidatagli, abbagliato da Richard e dal suo mondo.
Dopo un breve idillio iniziale Dickie, arrogante e viziato, si stanca ben presto della presenza soffocante di Tom, anche perché ne intuisce le tendenze omosessuali, anche se nel film questo aspetto e più esplicito che nel libro.

C’è un cameo di Fiorello che è protagonista, assieme a Jude Law, di una breve interpretazione di Tu vuo’ fa’ l’americano di Carosone.

La scena finale del film vede Tom rannicchiato sul letto, rassegnato all’idea di dover restar per sempre solo, nei meandri della propria coscienza, davanti a uno specchio che rimanda l’immagine di una personalità patologicamente multiforme che preferisce il male assoluto all’anonimato. Nella consapevolezza angosciante, che permea tutta la narrazione, che ciò che si è fatto non si può disfare