Braccianti agricoli esclusi dai sostegni previsti nel decreto di maggio: protesta della Uila Uil

Garau (Uila Sardegna) scrive ai parlamentari sardi: “Si è ancora in tempo per rimediare e garantire ai lavoratori agricoli il giusto sostegno economico”

di Antonio Tore

Mentre l’Italia attende l’uscita del cosiddetto “Decreto di Maggio”, vengono fuori le prime indiscrezioni sulla bozza e sui relativi sostegni economici. In particolare, sulla conferma del bonus di 600 euro, che per i mesi di aprile e maggio sarà incrementato fino a raggiungere gli 800 euro, e dalla cui platea di beneficiari sarebbero esclusi i braccianti agricoli (circa 14 mila in Sardegna).

Si tratta di un danno ingiustificato nei confronti di chi, in questi mesi di emergenza dovuta alla pandemia, ha garantito un servizio essenziale nonostante tutte le difficoltà esistenti permettendo la disponibilità dei prodotti agricoli sulle nostre tavole.

Nel mese di marzo abbiamo raccolto e inoltrato centinaia di domande provenienti dai lavoratori agricoli sardi e in molti ci stanno chiedendo quando sarà possibile inoltrare le nuove domande. Purtroppo per adesso la risposta è negativa”. Così il Segretario Regionale della UILA Sardegna Gaia Garau commenta la decisione del Governo.

L’organizzazione sindacale, che tutela di dipendenti del settore, sottolinea l’iniquità di questa decisione. “E’ assurdo – continua Garau – che da un lato si escludano questi lavoratori dalla possibilità di farne richiesta e dall’altro si confermi tale possibilità per categorie ben più abbienti, senza che vi sia un alcun tipo di controllo sul requisito reddituale o patrimoniale del singolo richiedente e del suo nucleo familiare”.

Per tutte queste ragioni l’organizzazione sindacale sta attuando un’azione di sensibilizzazione in tutti i territori a livello nazionale. “Abbiamo a questo proposito indirizzato una lettera ai parlamentari sardi investendoli del problema per far sì che il Governo capisca la portata di una tale ingiustizia – conclude Garau -. Si è ancora in tempo per rimediare e garantire ai lavoratori agricoli il giusto sostegno economico”.