Visti per voi su Netflix: Into the night(1 parte)

di Annalisa Pirastu

Il Belgio ci ha stupito decisamente con questo prodotto originale del 2020 che fa il suo debutto su Netflix.

Into the Night, è una serie sci-fi adrenalinica che ha molti pregi, non ultimo il numero ristretto di episodi (6) e la loro lunghezza (40 minuti ciascuno)
.
Interessante la trama anche se si rifà a scenari da fine del mondo già sperimentati. Eccellente il ritmo che rimane sostenuto lungo tutto il racconto, accompagnato da musiche martellanti. La serie creata da Jason George, parte da una misteriosa catastrofe naturale che obbliga un gruppo di viaggiatori a unirsi per sopravvivere.

Malgrado la cornice usurata, la trama si sviluppa in maniera originale, sottraendo dal racconto invece che aumentando ed esagerando, alla maniera americana. Anche la recitazione rimane sempre misurata e composta, quasi ad evidenziare una caratteristica belga. Chi ha visitato questo paese forse sarà d’accordo con me.

La serie è avvincente e glissiamo sulle capacità irreale dei personaggi di avere sempre l’expertise appropriata al problema da risolvere: la guidatrice di elicotteri che pilota l’aereo di linea, l’infermiera che compie un’operazione ecc. (Curioso l’errore filmico della donna che ha donato un rene ma mostra una cicatrice sulla pancia)

I pochi passeggeri che si sono imbarcati sul volo subito chiuso da un militare armato che si impossessa dell’aereo perché è al corrente che al sorgere del sole ogni essere vivente inspiegabilmente morirà, consente di concentrarsi sulle loro storie, senza allargare troppo il racconto.Ogni episodio porta il nome di un personaggio e la sua storia ci viene appena accennata con una serie di flashbacks.

La notte infinita che i protagonisti inseguono affannosamente spostandosi sempre ad ovest, cercando di battere sul tempo l’arrivo dell’alba, è costellata di problemi materiali, etici, di convivenza, di scelte difficili, in una corsa contro il tempo che, seppur angosciante e coinvolgente, non ci lascia atterriti.