Visti per voi su Netflix: The Layover

di Annalisa Pirastu

Che sia un film (del 2017), studiato male si capisce immediatamente dalle prime battute, quando le due protagoniste, avendo entrambe perso il lavoro, invece di strapparsi i capelli e pensare come pagare il prossimo affitto, decidono di fare un viaggio.

“‘The Layover’ was clearly conceived and written by men who have no interest in approaching female friendships with any degree of complexity, curiosity, or respect (…) Rating: ½ (out of 4)”
Derek Smith: Slant
The Layover è stato chiaramente concepito e scritto da uomini che non hanno nessun interesse nell’esplorare l’amicizia tra donne usando alcun grado di complessità, curiosità o rispetto . Voto mezzo su 4
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“They run into Ryan at their hotel. It’s a Sheraton, incidentally; if the chain didn’t pay for product placement, its logo and amenities got quite a bit of free play. Given the dimwitted clientele, however, the advertisement may not be such a steal”
Ben Kenigsberg: The New York Times
Incontrano Ryan all’hotel. Che guarda caso è uno Sheraton: se la catena degli Sheraton non ha pagato per pubblicizzare il prodotto, il suo logo, le sue caratteristiche, ha ricevuto parecchio credito gratis. Data però la idiozia della clientela, forse la pubblicità non è stata dopotutto un buon affare.
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“The only thing possibly less pleasant than airport delays and cancellations is watching ‘The Layover’. Second-tier airline safety videos are more entertaining than this fourth-rate comedy.”
Kimber Myers: Los Angeles Times
L’unica cosa che probabilmente è meno piacevole dei ritardi in aeroporto e cancellazione di voli è guardare The Layover. I video di bassa qualità di sicurezza sugli aerei, intrattengono di più di questa commedia di infimo livello.
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“An excruciating, embarrassing, profoundly unfunny, poorly shot and astonishingly tone-deaf screech-fest featuring some of the least charismatic performances (…) Rating: ★ (out of 4)”
Richard Roeper: Chicago Sun-Times
Penosa, imbarazzante, estremamente non divertente, girata male, sorprendentemente incapace di rendere eventi e sentimenti, ospitante le meno carismatiche interpretazioni (…) Voto una stella su 4
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“‘The Layover’ is brainless and insipid, with characters to match (…) A paralyzing bore (…) Some people will do anything for money (…) Rating: 0 (out of 4)”
Rex Reed: The New York Observer
The Layover è stupido e insulso, con personaggi che vanno a braccetto con questa definizione (…) Di una noia paralizzante (…) Alcune persone farebbero di tutto per soldi (…) Voto 0 su 4
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Traduzioni mie.
A me è piaciuto il discorso del direttore della scuola all’inizio del film che per licenziare una di queste due sgallettate (come si dice a Roma), usa un modo molto british per non dire che è lui che la licenzia.

Concordo con i pareri degli esperti ma io ho riso almeno due volte; quando sulla mongolfiera hanno stappato lo champagne e un po’ sul viaggio di andata in aereo. Magistrale e assolutamente sprecata, visto il carente livello di recitazione dei tre protagonisti, l’interpretazione durata un secondo, dello steward all’inizio, e quella durata una manciata di secondi della poliziotta nel finale.

Se vogliamo essere positivi,come quel prete che avendo mangiato malissimo ringraziava per il sale e il pepe, diciamo che questo film è guardabile perché malgrado sia imbarazzante, almeno mantiene un certo ritmo e, dopo aver guardato delle persone che recitano un copione di un’ insipienza traumatizzante, ci si sente più intelligenti.

O no?