Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, piazza Amedeo Nazzari

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Piazza Amedeo Nazzari è nel quadrilatero che circonda il Conservatorio di musica Porrino.

Amedeo Nazzari, il cui vero nome era Amedeo Carlo Leone Buffa, nacque a Cagliari il 10 dicembre del 1907. Amedeo prese il nome d’arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, presidente della Corte d’appello d Vicenza trasferitosi a Cagliari.

Amedeo rimane orfano del padre a 6 anni e la famiglia si trasferisce a Roma. Compie gli studi dai Salesiani e già si intravvede la sua vocazione dalle prime recite scolastiche. Lasciati gli studi di ingegneria, si dedica interamente al teatro.
Nel 1935 Elsa Merlini gli offre una parte in Ginevra degli Almeri. Sfortunatamente il pubblico non apprezza l’opera e Amedeo torna al teatro.
Poi la svolta con Anna Magnani. L’attrice, moglie del regista Alessandrini, chiede al marito di inserire Amedeo nel cast di Cavalleria. Sarà proprio la presenza fisica dell’attore, esaltata dalla divisa, che decreterà buona parte del successo del film. La pellicola, presentata a Venezia alla Mostra del Cinema e poi proiettata in tutte le sale d’Italia, diventerà uno dei maggiori incassi del 1936.La carriera dell’attore è tutta in ascesa. Nel 1938 Nazzari recita ancora in divisa in Luciano Serra pilota, con la regia di Alessandrini, e viene acclamato dal pubblico.

Le offerte di lavoro aumentano ma Nazzari è un attore difficile ed esigente. Discute con i produttori per modificare i dialoghi dei suoi personaggi e spesso suggerisce cambi di sceneggiature.

Nel 1941 alla IX Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia il conte Volpi gli consegna la Coppa del Ministero della Cultura Popolare, come migliore attore per il film Caravaggio: il pittore maledetto, sempre con Alessandrini.
L’anno dopo, La Cena delle Beffe lo consacra definitivamente come divo del cinema. La rappresentazione è parte di una memoria collettiva degli italiani per vari motivi. Il film presenta per la prima volta nella storia del cinema italiano una scena di nudo femminile a cui seguirà la condanna delle autorità ecclesiastiche. L’inquadratura dura solo una mancata di secondi con Clara Calamai a seno nudo. Il film sarò vietato ai minori. Un’altra peculiarità memorabile del film è che i due giovani amanti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, anni dopo saranno accusati dai partigiani di collaborazionismo. Celeberrima, e passata anche nella storia della lingua italiana ordinaria, la battuta di Nazzari “…,peste lo colga”, per l’interpretazione intensa e esagerata di Nazzari. Ma soprattutto per il marcato accento sardo con cui venne pronunciata. Nazzari infatti, come molti sardi, non si libererà mai completamente dell’accento isolano e sbaglierà la dizione delle parole. La frase pronunciata erroneamente diventerà un tormentone.
Nazzari interpreta tre film in Spagna. In Argentina gli propongono la parte di un italiano criminale e corrotto ma Nazzari rifiuta per non diffamare l’Italia. Evita Peron prende ufficialmente le difese dell’artista.

Nel 1949 l’attore recita accanto agli emergenti Vittorio Gassman, Silvana Mangano ed Yvonne Sanson, nel dramma Catene che ottiene il maggiore incasso della stagione cinematografica 1949-50.
Il film fu il primo di una lunga serie di pellicole strappalacrime che appassionarono il pubblico italiano negli anni 50, rivitalizzando il melodramma popolare, molto amato in Italia ai tempi del cinema muto e rivalutato dalla critica negli anni 70.

Nel 1957 Fellini ormai affermato, lo vuole ne Le notti di Cabiria. Nel 1957 Nazzari sposa Irene Genna, attrice italo-greca.

Negli anni 60 cominciano ad arrivare le delusioni: il ruolo del principe Salina nel Gattopardo proposto a lui, va a Burt Lancaster per ottenere finanziamenti americani; nel remake La Tempesta il personaggio di Pugacev che era suo, non gli viene assegnato. Gli viene proposto un film con Marylin Monroe, ma rifiuta per la difficoltà di recitare in inglese e per non doversi esibire con canto e ballo.

Durante la stagione della commedia all’italiana, salvo qualche eccezione, Nazzari si rifiuta di interpretare tali copioni, per rispetto verso sé stesso e verso il pubblico.

A partire dagli anni 70 dirada gli impegni per una forma di insufficienza renale con dialisi settimanali.
Muore a Roma il 5 novembre 1979, per collasso cardiocircolatorio. ed è sepolto al Verano con il nome Amedeo Buffa.