Scelti per voi su Netflix: Jeffrey Epstein: Filthy Rich

di Annalisa Pirastu

La serie non fa sconti. Narra un Epstein genio del male. Si cerca di penetrare i misteri che circondano quest’uomo che dal nulla ha accumulato un’immensa fortuna. Viene fuori l’immagine di un Epstein di un’intelligenza e mancanza di scrupoli al di fuori del comune che, insieme alla sua non comune capacità di persuadere le persone, lo ha portato a relazionarsi con le elitès del mondo. Non sapremo molto di più di ciò che sapevano del riservato Jeffrey Epstein che abbiamo conosciuto solo per la sua parabola discendente.

La serie si ispira al libro Jeffrey Epstein: Filthy Rich, (Jeffrey Epstein: Soldi, Potere e Perversione) di James Patterson e John Connolly con la collaborazione di Tim Malloy. La miniserie si svolge più o meno cronologicamente cominciando da un inquietante testimonianza della giornalista Vicky Ward che ci introduce al mondo dell’occulto. Epstein la minacciò dicendo che avrebbe fatto maledire da uno stregone i suoi due gemelli.

Il documentario ricostruisce le perversioni di Epstein attraverso vari piani narrativi: la testimonianza delle vittime trattate senza facili sensazionalismi e con immagini non esplicite; le testimonianze degli avvocati implicati di entrambe le parti; le testimonianze e le storie di vari giornalisti.
Il collante dei resoconti delle vittime è il lettino dei massaggi che, man mano che viene citato nelle narrazioni, diventa una sorta di surreale simbolo ossessivo-oppressivo anche per lo spettatore.

Non mancano nella serie riferimenti al movimento #MeToo. Il ritmo non è mai pesante, tranne gli ultimi dieci minuti finali che sono ripetitivi e inutili.

E’ il denaro e il potere del denaro collegato alle perversioni, il protagonista della storia. Il concetto che non bisogna tralasciare è che queste adolescenti, che magari a loro volta coinvolgevano sempre per denaro altre adolescenti, vennero trattate a volte sprezzantemente da avvocati e poliziotti che le additarono come prostitute. Il denaro di Epstein, e stiamo parlando di 200 euro, per un uomo che possedeva un’isola era, per queste persone vulnerabili più vincolante di una catena al piede in uno scantinato buio.

Su tutta la vicenda compare quasi a suggello dei momenti più controversi, il ghigno del narcisista Epstein che sembra confermare l’idea che i potenti siano interconnessi e quindi intoccabili.

Epstein non ha rimorsi e in un ultimo atto di vendetta non solo impedisce alle vittime di far sentire la loro voce, sottraendosi al processo col suicidio ma guardate cosa fa del suo denaro due giorni prima di morire.