Appello dei Pediatri Sardi alla Regione: “Il Pediatra Di Famiglia E’… Uno Di Famiglia

Partire dal diritto alla salute dei bambini per evitare l’estinzione della Pediatria di Famiglia”: Comunicato stampa della Federazione Italiana Medici Pediatri

redazione

La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ribadisce l’importanza del ruolo e delle attività del pediatra di famiglia, riconoscendo la valenza del rapporto di fiducia con le famiglie che rappresenta “un elemento irrinunciabile che contraddistingue la Pediatria nell’ambito delle Cure Primarie”.

Il Segretario regionale FIMP Basilio Mostallino: “nella nostra Regione, la Sardegna, si tenta di risparmiare sulla pelle dei bambini e degli adolescenti, favorendo il progressivo smantellamento dell’assistenza pediatrica di base negli ambulatori dei pediatri di famiglia e l’estinzione del medico pediatra di libera scelta”

Negli ultimi anni l’universo delle Istituzioni e della Politica ha cercato di sminuire il ruolo del pediatra di famiglia, considerandolo come una figura della quale si può fare a meno.

In questo quadro, la Politica Regionale, di fatto, ha cercato di spostare l’assistenza dei bambini da 0 a 14 anni verso il medico di Medicina Generale”.

La denuncia sulla mancata riarticolazione del sistema di offerta e delle risorse necessarie al mantenimento ed al potenziamento delle cure pediatriche territoriali, in barba alle promesse elettorali, è del Segretario Regionale della Federazione Italiana Medici Pediatri, Basilio Mostallino che prosegue: “Di ciò ne è testimonianza la situazione di carenza assistenziale in diversi territori che hanno perso il pediatra di famiglia per pensionamento o trasferimento con ritardi nella sua sostituzione o addirittura cancellazione della sede. Sono del tutto evidenti i gravi disagi dovuti al trasferimento per una banale visita con viaggi anche di 50 km di sola andata o, ancora peggio, la negazione della assistenza pediatrica ai bambini con età maggiore di sei anni”.

La continuità dell’assistenza pediatrica – sottolinea Mostallino – non si basa esclusivamente su criteri numerici, massimali o rapporti ottimali che tengano conto solo dei bambini al di sotto dei sei anni, considerati il flop della natalità e l’allarme spopolamento in Sardegna. Ci sono altre cose: la continuità dell’assistenza, l’opera di prevenzione e di screening che viene fatta negli Studi Pediatrici e che è specifica, il colloquio e il rapporto diretto con la famiglia che comincia dal giorno della prima visita e prosegue per tutto l’arco di vita del bambino e che coinvolge tutto l’ambito familiare.

E ancora – afferma Lino Argiolas, componente FIMP Sardegna del Comitato Permanente Regionale per la Pediatria di Libera Scelta – “le misure di politica sanitaria regionale per l’assistenza pediatrica di base non garantiscono ai pediatri di famiglia la possibilità di utilizzare nel proprio ambulatorio le metodologie e gli strumenti finalizzati all’erogazione delle prestazioni fondamentali, (esami diagnostici di primo approccio, screening uditivi, visivi ed ortopedici, bilanci di salute, vaccinazioni), individuate nei Contratti Collettivi per la Pediatria, negli ambiti della prevenzione della salute del bambino, della sicurezza del paziente e della gestione del rischio clinico”.

L’utilizzo di tali strumenti, che supportano il medico nella sua attività clinica, – ribadisce Argiolas – è indice di qualità di servizio offerto al bambino ed al genitore, che ne ricevano un vantaggio anche in termine di spostamenti, tempi di attesa e traumaticità dell’intervento.

Siamo seriamente preoccupati – aggiunge Osama Al Jamal, componente della Consulta Pediatrica Regionale – sia per l’inesorabile declino del ruolo della Pediatria di Famiglia, sia per la criticità dell’assistenza pediatrica di base in un periodo in cui ci accingiamo ad affrontare una stagione critica, dove il territorio deve giocare un ruolo determinante per arginare le sindromi pseudo-influenzali, l’influenza, eventuali recrudescenze di Covid-19 e continuare contemporaneamente con la gestione globale della salute dei nostri bambini”. Il mancato riconoscimento del diritto e dovere del pediatra di famiglia ad eseguire le prestazioni aggiuntive (quali ad esempio: PCR, Tampone faringeo per la ricerca dello Streptococco, es. urine multistick, glicemia capillare) incide negativamente sia sulla gestione delle malattie acute sia sulla prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie croniche non trasmissibili, quelle metaboliche e del neuro-sviluppo. 

Il Presidente della SIMPE Sardegna Gabriele Putzolu sottolinea che tutto ciò qualifica il Pediatra di Famiglia non solo come gestore dei bisogni clinici del bambino e della famiglia, ma anche come garante della salute dei bambini durante tutta l’età evolutiva.

È necessario fare assoluta chiarezza – sottolinea il Vicepresidente della SIMPE Sardegna, Mario Moi – sulla necessità di una buona programmazione per salvaguardare la peculiarità della Pediatria di Famiglia. Questa specificità, che non ha riscontri in altri Paesi, ha rappresentato un’opportunità di crescita per la sanità italiana e per la sua organizzazione. A questo i Genitori non possono e non vogliono rinunciare, ed i Pediatri non vogliono abdicare a questo ruolo, “sarebbe come togliere il pallone a un bambino al momento del tiro in porta”.

Il tentativo di sostituire i pediatri di famiglia con i medici dell’Ospedale o del Pronto Soccorso, anche solo per un banale controllo di routine – prosegue Moi – appare oltre che sbagliato anche controproducente dal punto di vista economico, visto che il ragionamento aritmetico sembra occupare il primo posto nella gestione della Sanità Sarda. La popolazione pediatrica deve godere degli stessi diritti degli adulti e le stesse opportunità di assistenza.

Rileviamo ancora una volta con rammarico – dichiara Argiolas – la negata convocazione del Comitato Regionale con cavillosi pretesti e l’assoluta mancanza di confronto con l’Azienda per la Tutela della Salute (ATS) della Sardegna. Crediamo più che mai necessario e strategico il nostro coinvolgimento in tutti i tavoli di coordinamento”.

Siamo pronti ad un confronto nei tavoli della Regione e dell’ATS Sardegna dedicati alla Pediatria, e disponibili a fornire il nostro supporto – conclude Il Segretario Regionale FIMP – lo chiedono con la massima urgenza i pediatri, lo chiedono le famiglie, ma ne ha bisogno anche il Servizio Sanitario Regionale perché sia davvero efficiente, uniforme ed in grado di rispondere alle esigenze del territorio ed ai nuovi bisogni dei soggetti in età evolutiva e delle loro famiglie”.