RICAMI: le idee dei cittadini per una Cagliari migliore

Le 400 proposte pervenute hanno interessato diversi settori con una prevalenza alle tematiche degli spazi, della sostenibilità e della mobilità

di Antonio Tore

“E‘ davvero un successo di partecipazione l’iniziativa dell’Amministrazione – sottolinea il sindaco Paolo Truzzu – con oltre 400 contributi sui vari temi scelti dai cittadini che hanno inviato le proprie proposte rispetto al testo base RICAMI”.

“Attraverso queste proposte – prosegue il sindaco – emerge il desiderio di avere una città ancora più vivibile, con meno traffico e più mezzi elettrici per le strade per abbattere l’inquinamento, ma anche l’esigenza di spazi, piazze, vie, più curati e più verdi”

Le 400 proposte pervenute hanno interessato diversi settori con una prevalenza alle tematiche degli spazi, della sostenibilità e della mobilità.

Nel dettaglio, il 22% dei suggerimenti sono relativi ai tempi, spazi e servizi: aumento delle aree per locali e ristoranti, nelle piazze e nelle vie e tavolini all’aperto.

L’esigenza di un approccio più marcato all’urbanistica e all’architettura contemporanea, che significa piazze con verde urbano, arredi funzionali e aree pedonali. Negli spazi sono comprese le proposte che riguardano l’attività sportiva all’aperto. Qualcuno si sofferma anche sulla creazione di orti urbani.

Il 21% delle proposte è relativo a sostenibilità, mobilità ed economia circolare: quasi tutti spingono per la creazione di percorsi che agevolino la micro-mobilità elettrica, car e bike-sharing, trasporto pubblico locale su corsie preferenziali e rotaie. Molti cittadini chiedono il rafforzamento del trasporto verticale, quindi ascensori funzionanti per raggiungere le parti alte della città. Ma anche parcheggi sotterranei per liberare la superficie e avere meno macchine in circolazione. La necessità di un collegamento con gli altri comuni integrati nella città metropolitana, sempre per avere meno traffico.

Il 17% è relativo alla Cultura: si chiedono fondamentalmente musei attrezzati e una buona offerta culturale.

Ma anche e soprattutto attività all’aperto: rassegne, concerti, cinema, teatro, arte, prove per gruppi, soprattutto ora in considerazione del post-Covid.

Favorire gli scambi con la grande cultura internazionale e attività di promozione all’estero.

Alcuni suggeriscono un Polo della moda: formazione di base, sostegno alle nuove aziende della moda, ricerca, rapporti con gli stilisti più importanti, sfilate, Museo della moda del mediterraneo.

In generale si chiede la nascita di un grande Polo della creatività: moda, design, musica, arte, scrittura a tutti i livelli, comunicazione, cinema (in particolare, l’Accademia di musica per il cinema, progetto in collaborazione con il Centro sperimentale di Roma).

Molto richiesto il recupero dell’Anfiteatro e degli altri luoghi storici da valorizzare.

Proseguendo, il 16% riguarda l’economia: rimettere in moto le attività attraverso gli investimenti pubblici, soprattutto per ciò che riguarda i cantieri e l’edilizia pubblica (oltre ai punti citati prima).

Il 12% si sofferma sulla Governance: l’esigenza di focalizzare l’attenzione sugli elementi che danno risalto alla città e che creano valore: storia, cultura, enogastronomia, archeologia. Rafforzare i tratti identitari di Cagliari a cominciare dai quartieri storici, ognuno portatore di culture specifiche.

E infine un 12% offre qualche spunto in tema di lavoro, sottolineando il rischio di puntare troppo sul turismo e sulla necessità di avviare anche altri percorsi, sebbene già conosciuti e sperimentati, come l’innovazione tecnologica, il manifatturiero, la stessa cultura.