SCELTI per VOI su Netflix: E respirare normalmente

di Annalisa Pirastu

E respirare normalmente è un film del 2018, scritto e diretto dall’islandese Isold Uggadottir e con protagonisti Kristín Þóra Haraldsdóttir, Babetida Sadjo e Patrik Nökkvi Pétursson. Al Sundance Film Festival, ha conquistato il premio World Cinema Directing Award.

Il primo lungometraggio di questo regista impegnato socialmente e politicamente, racconta le difficoltà del ceto meno abbiente nel posizionarsi in maniera stabile nella società. Nella provincia islandese, la madre single ex tossicodipendente Lara, si arrabatta come può per andare avanti. Trova lavoro come ufficiale di frontiera in aeroporto dove blocca Adja,della Guinea-Bissau per passaporto irregolare, condannandola alla detenzione per accertamenti. Per una serie di circostanze tra le due donne si instaura un rapporto fatto di silenziosa comprensione.

Le due protagoniste rappresentano con tratti di universalità quel microcosmo degli ultimi che, diventato un abitudine della mente per chi ne è fuori, tende a essere dimenticato.

Interessante per noi l’analisi sociale dell’Islanda di provincia che, nell’estrema democrazia che la caratterizza, finisce per essere un Kafkiano labirinto dove una burocrazia che fa sempre la cosa giusta anche quando è sbagliata, non lascia scampo a chi esce, anche solo temporaneamente, dai binari.

Il film sembra perdere l’occasione di penetrare più a fondo nei temi a cui accenna come i rapporti LBGT, l’immigrazione, ma per noi è proprio la sottrazione di tutto il già detto altrove, che fa emergere uno spaccato di realtà che grida a voce più alta di qualunque scena eclatante, gli abissi di disperazione in cui sono in bilico le vite di tanti.

Le emozioni dello spettatore, volutamente ritardate dal regista, attraverso la compostezza delle azioni delle protagoniste, esplodono liberatorie nel finale del film.

Il dramma dell’immigrazione e delle vite “ristrette”, viene stampato a fuoco nelle coscienze dello spettatore e… fa male.