SCELTI/SCARTATI per VOI su Netflix: The 15:17 to Paris

di Annalisa Pirastu

Solo negli ultimi venti minuti del film Clint Eastwood fa quello che sa fare meglio in vecchiaia: dedicarsi a una storia interessante e raccontarla con un’asciuttezza che quasi la scarnifica ma ne lascia intatto l’impianto più significativo.

Noi scherziamo seriamente sulla recitazione di Raoul Bova perché ci diverte farlo, criticare Clint Eastwood come regista invece ci dispiace molto ma non possiamo che recensire negativamente questo film.

La vicenda è una storia reale di eroismo possente di 3 ragazzi americani che, grazie alla loro amicizia, sono in grado di coordinarsi per evitare una strage sul treno Amsterdam-Parigi. Verranno insigniti della Legion d’onore dal Presidente francese, che puntualizzerà la quantità di munizioni che aveva il terrorista affiliato all’Isis, a riprova delle sue intenzioni di fare un massacro su un treno in corsa con 500 passeggeri.

Nel guardare il film andate direttamente a 1,10 minuti, che è il momento dell’attacco al treno. Skarlatos uno dei tre amici afferra il fucile dalle mani del terrorista e Stone, l’altro eroe lo tiene, immobilizzandolo al collo. Sadler, il terzo protagonista intanto mette in salvo passeggeri e, a sua volta, tiene a bada il prigioniero.

Il resto del film che viene prima dell’assalto al treno è noia. Il regista ci presenta la vita dei ragazzi e la loro amicizia dai tempi delle elementari in una scuola cristiana, come preludio a ciò che succederà. Perfino il viaggio in Europa che poi porterà Stone, Sadler and Skarlatos su quel treno, è una carrellata di immagini di monumenti bellissimi e famosi, presentati da Eastwood senza emozioni.

Le chicche del film sono: che i tre ragazzi interpretano se stessi; che Mark Moogalian, un passeggero ferito dal terrorista, interpreta se stesso; che sua moglie interpreta se stessa; che Chris Norman, il britannico che alla fine dell’attacco lega mani e piedi del terrorista, interpreta se stesso. Persino parecchi impiegati del treno, il team medico, alcuni poliziotti e alcuni passeggeri, interpretano se stessi.

Il film, basato sul libro scritto sempre dai tre ragazzi : The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train and Three American Heroes, ha però senz’altro il merito di far conoscere questa vicenda straordinaria e l’abnegazione di molti americani.

E’ interessante vedere che i tre eroi, in puro stile americano, si presentano alla cerimonia ufficiale della loro premiazione, vestiti casual, con morbide magliette polo su cui appuntano le medaglie, e pantaloni sportivi. Molti americani infatti si agghindano di tutto punto quando per noi europei non sembra esserci nulla che meriti tale formalità, e si presentano con abiti casual quando in Europa ci si vestirebbe in modo formale.