Il campionato riparte, Cagliari al palo

Il campionato del Cagliari è ripreso come si era concluso prima dello stop per il coronavirus e cioè con una sconfitta. Amaro debutto per il nuovo allenatore Zenga

di Antonio Tore

Dopo tanti mesi e il cambio di allenatore i tifosi speravano che il Cagliari riprendesse la corsa delle 13 partite utili consecutive del girone di andata.

La realtà è stata ben diversa. Il cambio di allenatore non ha prodotto l’auspicato cambio di passo e di gioco e non si possono invocare nemmeno le importanti assenze.  Certamente non si possono regalare agli avversari giocatori del calibro di Joao Pedro e Nainggolan, ma, considerando le tante partite ravvicinate che ci saranno da qui al termine, bisogna fare di necessità virtù e anche le riserve dovrebbero calare l’elmetto e andare alle ultime 13 battaglie con il coltello tra i denti.

Sembra impossibile pensare che il Cagliari abbia giocato un lungo tempo in superiorità numerica, senza riuscire a infrangere la barriera eretta del Verona nella propria metà campo.

Non c’è stata la sferzata che, di solito, segue il cambio di allenatore. Il gioco, ha latitato: lanci lunghi e passaggi soprattutto orizzontali sono lontanissimi dall’idea di calcio moderno. Il  54% di  possesso palla dei rossoblù non ha prodotto grandi pericoli al portiere avversario che, al pari di Cragno, è rimasto inoperoso per tanto tempo, attento ai cross che arrivavano senza, tuttavia, portare i giocatori del Cagliari a creare vere occasioni da gol.

Ci sarà molto da lavorare per Zenga che, a giudicare dai commenti sui social, non sembra godere di molte simpatie tra i tifosi, i quali si erano creati altri scenari dopo la prima parte del girone di andata del campionato.

Ma dovranno lavorare tantissimo anche i giocatori, alcuni dei quali, forse, sono distratti dai contratti in scadenza o dalle voci di mercato che li vorrebbero lontani da Cagliari.

Sarà necessario che la Società tenga ben salde le redini di tutto l’ambiente per evitare che la costruzione del giocattolo si interrompa prima di vederne la conclusione.