Rubrica: “Una strada, un personaggio, una Storia”-Cagliari- via Enrico Endrich

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana, tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Enrico Endrich è una parallela di Viale Regina Elena.

Enrico Endrich nacque  a Meana Sardo il 17 ottobre  1899. Dopo la laurea divenne avvocato penalista. Endrich si impegnò in politica e dopo iniziali simpatie sardiste, fu tra i primi ad aderire al fascismo, così come molti sardisti dopo di lui.

Nel 1928 fu nominato podestà di Cagliari. Fu durante il suo incarico di podestà che Endrich commissionò all’architetto razionalista Ubaldo Badas, molte opere. Lo fece assumere anche all’ufficio tecnico del comune.
Endrich mantenne l’incarico al comune fino al 1934. Durante il suo mandato dimostrò  decisionismo, non adeguandosi sempre al volere del governo centrale. Fu grazie alla lungimiranza e autonomia di giudizio di Endrich, che Cagliari  conservò l’assetto del proprio centro storico invece di subire una trasformazione che l’avrebbe snaturata, come accadde invece per molte città italiane. Nel periodo in oggetto il monumentalismo urbanisticio, fiore all’occhiello della propaganda di regime, venne rigettato da Endrich.

Dal 1934 al 1940 Endrich ebbe l’incarico di  segretario federale del Partito Fascista Nazionale di Cagliari. Nel 1939 fu Consigliere della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
Nel 1943 fu nominato prefetto a Cosenza  e  il suo operato fu talmente apprezzato che il governo Badoglio, durante il post regime, lo mantenne  al suo posto.Anche il Governo Alleato Militare, con l’entrata in città degli angloamericani, gli riconfermò l’incarico in prefettura.

La coerenza politica di Endrich non vacillò mai e nel dopoguerra aderì al Movimento Sociale Italiano. Nel  1951 divenne consigliere provinciale di Cagliari. Nel 1953  fu eletto deputato alla Camera, nel collegio unico nazionale.
Due anni dopo diede le dimissioni come protesta perchè il Parlamento  approvò il vitalizio per gli ex parlamentari. Endrich era consapevole che le sue dimissioni  lo avrebbero privato del vitalizio in quanto decadevano per lui i requisiti per ottenerlo.Fu l’unico nella storia d’Italia ad aver rinunciato al vitalizio.

Nel 1972  fu eletto senatore per il MSI-DN nel collegio Sardegna, e ricoprì l’incarico fino al 1976.
L’integrità morale di Endrich era tale che persino alla sua morte, la moglie rifiutò la reversibilità, in coerenza con le posizioni espresse dal marito vent’anni prima sul vitalìzio.

Oltre alla sua intensa carriera politica Endrich fu anche esperto d’arte e pittura e collezionò importanti  opere d’arte. Nel 2008 è stata pubblicata una raccolta dei suoi articoli sull’arte.

Endrich morì a Cagliari il 5 dicembre 1985.