Cagliari: i numeri non premiano Zenga

Il confronto con la gestione Maran non mostra segnali di miglioramento, né come gioco espresso né come rendimento della squadra. La differenza sta nel fatto che Zenga sta facendo debuttare alcuni giovani promettenti che provengono dalla giovanili rossoblù

di Antonio Tore

Nonostante il pareggio interno col Sassuolo, ottenuto più col cuore che col gioco, i tifosi si interrogano sul futuro della squadra rossoblù e sul permanere di Zenga alla guida anche per il prossimo campionato.

Arrivati quasi al termine del torneo, svoltosi in condizioni particolari a causa dell’epidemia, è giusto farsi delle domande sull’andamento ondivago tenuto dalla squadra.

Dopo 24 giornate di campionato, il Presidente Giulini, insoddisfatto del rendimento mostrato dai rossoblù nell’anno del centenario, aveva deciso di esonerare Maran (autore, non si dimentichi, di una striscia positiva di 13 partite utili consecutive) che aveva condotto la pattuglia rossoblù nelle zone nobili della classifica, prima della flessione accusata.

La cavalcata del Cagliari aveva subito una brusca frenata e Giulini prese la drastica decisione dell’esonero. E dopo alcuni giorni di riflessione la squadra è stata affidata a Walter Zenga, ex “Uomo Ragno” dell’Inter.

Ottimo portiere”, hanno pensato tanti tifosi, “ma come allenatore finora è stato una frana…”

Il confronto tra i due periodi, in effetti, fa pendere la bilancia dalla parte di Maran. Vediamo perché.

La posizione in classifica non è cambiata: sia alla 24 giornata che attualmente il Cagliari si trova all’11° posto nella graduatoria (prima del completamento delle altre partite della 34 giornata).

Con Maran i rossoblù avevano ottenuto 8 vittorie, 8 pareggi e subito 8 sconfitte, mettendo in cassaforte 32 punti, con una media punti di 1,33 a partita. Il Cagliari aveva segnato 38 reti, con una media di 1,58 a partita e ne aveva subiti 36, con una media di 1,5.

Zenga è allenatore da 10 partite e ha ottenuto 10 punti, cioè uno a partita. Ha ottenuto 2 vittorie, 3 sconfitte e 4 pareggi, segnando 8 gol (4 solamente col Torino) alla media di 0,8. I gol subiti sono stati 10, con una media di un gol subito a partita.

L’unico punto a favore della gestione di Zenga è, quindi, la media dei gol subiti.

Le difficoltà evidenti, comunque, sono diverse e il Presidente sarà costretto a tenerne conto, in vista dell’ennesima rivoluzione.

Il primo punto da cui non si può prescindere è chi sarà l’allenatore nel prossimo campionato. Zenga è l’allenatore giusto per il Cagliari? Il gioco espresso dalla squadra, pur tenendo conto del lungo periodo di lockdown, non ha prodotto scossoni né bel gioco. I nomi alternativi sono pochi e nell’ambiente si fanno sempre più fitte le voci che vorrebbero Liverani, attuale allenatore del Lecce, sulla panchina rossoblù.

Senza un giocatore carismatico come Nainggolan il Cagliari ha grosse difficoltà e Giulini dovrà pensare per tempo alla sua sostituzione, anche per il carisma e il ruolo ricoperto dal belga.

La partenza del numero 4 mette in evidenza la necessità che si torvi un centrocampista di ruolo che sappia costruire gioco, dettando i tempi degli attaccanti e permettendo a Rog e Nandez di accorciare il territorio di propria competenza, senza costringere i due (se non saranno ceduti per fare cassa…) a fare una spola incessante tra difesa e attacco.

La difesa ha dimostrato difficoltà sia con Maran che con Zenga. Ciò potrebbe significare che non è questione di moduli diversi (difesa a 3 o a 4) ma di giocatori che, forse, non sono adatti a questi schemi o che potrebbero essere arrivati al capolinea con il Cagliari. Occorre, soprattutto, un centrale che permetta a Carboni e Walukiewicz di crescere e maturare senza fretta.

La squadra non ha un giocatore titolare sulla fascia sinistra e con la partenza di Pellegrini sarà necessario trovare un giocatore che sappia non solo attaccare ma anche difendere.

L’attacco si regge, sostanzialmente sulle giocate di Joao Pedro (autore di una annata straordinaria) e Simeone. Le riserve sono, appunto, “riserve” e non hanno le stesse capacità realizzative della coppia titolare.

Saprà il Presidente prendere le giuste decisioni? Si deve pensare al presente, ma anche al futuro della squadra per evitare che ogni anno si debbano fare i conti con i fatidici 40 punti, senza infamia ma anche senza lode.

(foto dalla pagina facebook del cagliari calcio)