GLI INGUARDABILI di Netflix: Amici come noi

di Annalisa Pirastu

Già il titolo un pò sbattuto a casaccio, dimostra una volontà di impegno che classificheremo pari allo zero. Ci forziamo di guardarlo perchè non possiamo credere che certo cinema italiano trovi finanziatori, pur essendo a un livello più basso dei cinepanettoni.

Pio, che è in procinto di sposarsi e Amedeo, sono due amici. Amedeo si rassegna a gestire da solo il negozio di pompe funebri, nel quale si svolgono scenette che dovrebbero far ridere ma che invece fanno alzare gli occhi a cielo per la banalità. Per esempio il nome dell’esercizio commerciale è Hai l’Under al posto di Highlander.E anche in questo caso non si ride.
I due vanno a Roma perchè Pio annulla il matrimonio, giacchè crede di essere stato tradito dalla fidanzata. Cercano ospitalità da uno zio attaccatissimo a un pappagallo.Il discorso sugli animali esotici addomesticati,evidentemente strappati dal loro habitat naturale, neanche lo apriamo, ma disapproviamo fortemente, e rovina sempre la visione del film.

Il regista esordiente Enrico Lando,sul quale non abbiamo un opinione vista la scarsezza del materiale che è costretto a trattare, viene dall’esperienza alla tv di Taodue, Mtv e da I soliti idioti.I due comici pugliesi noti al pubblico come inviati de Le Iene,sembrano invece la copia fuori fuoco di Ficarra e Picone, che qualche film guardabile l’hanno fatto.

Le battute, incentrate sulla cialtroneria del peggior maschio italiano, sono fatte di doppi sensi volgari, insensati e fuori dal contesto che forse hanno la pretesa di servirsi dell’effetto straniazione, un meccanismo che provoca comicità, ma in questo film non riescono a strappare nemmeno un sorriso.

L’idea portante del film, cioè lo scherzo tra il goliardico e il crudele che Amedeo gioca a Pio,ha l’ambizione di avere un risvolto commovente, che sarebbe continuare a condividere l’amicizia impedendogli di sposarsi, ma scavalca il ridicolo come “movente” del film.

Un prodotto di questo genere andrebbe girato in un garage, con un telefonino e dei cartonati per l’ambientazione, vista la pochezza di contenuti,la recitazione scontata, la banalità dei dialoghi e la non originalità della storia.
La pellicola invece dalla Puglia si allunga fino a Roma e Milano. Scomoda addirittura Amsterdam, con una larghezza di mezzi che ci lascia basiti.

Ridate il cabaret al duo sventurato please, e cambiate programmatore Netflix.