14 milioni di spese autorizzate dal Cipe per i servizi per l’infanzia in Sardegna

Asili nido, 14 milioni di spese autorizzate dal Cipe  per la ripresa dei servizi dedicati alle strutture per l’infanzia. Solinas: “Le strutture per l’infanzia sono un sostegno fondamentale per le famiglie” 

di Antonio Tore

“Difendere le strutture per l’infanzia significa sostenere le famiglie in questa fase difficile. Il Governo ha riconosciuto la validità della nostra proposta che punta a difendere l’intero sistema dei servizi educativi per l’infanzia. Preservare le strutture per la prima infanzia, pubbliche e private, significa garantire che i territori e le comunità dell’Isola non perdano servizi indispensabili per le nostre famiglie”.

Il Presidente Christian Solinas commenta con soddisfazione la decisione del Cipe, che ha accolto la richiesta della Regione sarda di poter utilizzare le risorse ancora disponibili, circa 14 milioni di euro destinati ai servizi di cura per l’infanzia per la fascia d’età 0-3 anni, per finanziare interventi a sostegno dei nidi colpiti duramente dagli effetti negativi dell’emergenza sanitaria. “Un programma che si inserisce in una cornice di interventi a tutto campo – prosegue il Presidente – che abbiamo portato avanti per garantire ai sardi una ripartenza che non lasci nessuno indietro. Sviluppo economico, lavoro e famiglia sono pilastri che abbiamo il dovere di sostenere e su cui poggia il futuro della nostra Isola”.

Soddisfazione anche da parte degli assessori della Programmazione, Giuseppe Fasolino e dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Mario Nieddu: “Una riprogrammazione dei fondi che ritenevamo necessaria per rispondere alla situazione d’emergenza determinata dalla pandemia”.

Tre gli indirizzi d’intervento individuati dalla Giunta e approvati da Roma: supporto ai Comuni in cui si trovano le strutture per la prima infanzia, pubbliche e private, attraverso un contributo destinato alla copertura dei costi di gestione, compreso il costo del personale; progettazione di servizi educativi di supporto alla famiglia, con particolare attenzione ai bambini disabili; investimenti per l’ampliamento e ristrutturazione degli spazi per garantire il distanziamento, anche nei nidi domiciliari. “Nell’attuale contesto sociale ed economico della Sardegna – concludono gli assessori – dare sostegno ai servizi per la prima infanzia, significa dare un segnale forte contro lo spopolamento del nostro territorio”.