Rubrica “Una strada, un personaggio, una Storia”-Cagliari- via Barone Rossi

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è legata.Si potranno così scoprire le persone,molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o italiana, tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Via Barone Rossi è una traversa di viale Bonaria.

Le origini della famiglia Rossi erano calabresi. Salvatore, il barone, nacque a Cagliari nel 1775. Il padre Francesco Antonio, si trasferì a Cagliari dalla Calabria,nella seconda metà del 18 esimo secolo e si sposò con la sarda Rafaela Piras.

Salvatore divenne ai suoi tempi una delle persone più importanti e ricche della borghesia cagliaritana. Venne nominato barone nel 1874 come riconoscimento delle sue capacità imprenditoriali e il documento venne firmato dall’allora Re di Sardegna Carlo Alberto.

Rossi era attivissimo.Aveva avviato un commercio di granaglie e tessuti, gestiva le tonnare di Porto Paglia, Portoscuso e Isola Piana, aveva comprato tre bastimenti, costruito una fabbrica, oltre ad aver contribuito a fondare una banca e un monte di pietà.

Il barone Rossi fu importante per la Sardegna perchè, pur svolgendo le sue attività in un periodo tra i più difficili dell’ economia sarda, riuscì a creare un ingente mole di lavoro.La persistenza del regime feudale, terminato solo nel 1839, pesava come un macigno sullo sviluppo della Sardegna. Rossi, non solo rimpinguò il suo patrimonio personale, ma creò nel contempo occasioni di lavoro che si inserivano al di fuori dai tradizionali settori dell’agricoltura e della pastorizia, allora vigenti in Sardegna.

I vari tentativi operati da altri per impiantare opifici industriali nei settori della lana, del cotone, del sughero, dell’olio di lentischio, fallirono.
Salvatore Rossi invece creò nel quartiere Villanova di Cagliari, una fabbrica di berrette che, malgrado lo scetticismo di molti, ebbe pieno successo. “I manufatti reggono alla concorrenza con l’estero e ne è grande lo smercio in tutto il regno, dove se ne vestono circa 190.000 teste e se ne commerciano annualmente non meno di 150.000″.
L’azienda dava lavoro a 178 persone, tra gli operai nello stabilimento e quelli che lavoravano da casa, con la lana importata da Napoli.

La seconda industria di Rossi è uno stabilimento di tessuti tra Ussana e Monasti, la cui apertura venne procrastinata per la mancanza di acqua corrente e di operai specializzati.Le autorità inoltre non volevano concedere facilitazioni doganali per l’importazione di molti materiali necessari.

Il barone Rossi creò comunque, malgrado quasi insormontabili difficoltà, un ingente patrimonio costituito non solo da denaro ma anche da immobili che, alla sua morte, passarono ai suoi eredi.

Famosi palazzi di Cagliari fecero parte del patrimonio di Salvatore.Il palazzo Boyle,il palazzo di piazza Yenne, il palazzo Rossi di Piazza Martiri. Tra il palazzo Rossi e l’edificio che ora è adiacente, cioè palazzo Asquer, all’inizio c’era un altro immobile appartenente agli Arnoux. Il palazzo degli Arnoux fu inglobato nel palazzo Rossi.
La fabbrica dei Rossi, poi trasformata in  residenza di campagna, conosciuta come Villa Rossi, passò a una discendenza degli Aymerich, che si erano imparentati con i Rossi.

(Nell’immagine monumento funebre di Salvatore Rossi)