Rubrica ” Una strada un personaggio una Storia”- Cagliari via Paolo Ruffini

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata.Si potranno così scoprire, le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana, tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Paolo Ruffini si trova nel quartiere C.E.P.

Nacque il 22 settembre 1765 a Valentano (Viterbo), dove il padre esercitava la professione di medico. Fu socio e in seguito presidente della Società italiana delle scienze, membro dell’Istituto nazionale napoleonico e di numerose accademie.
Si laureò in medicina nel 1788. Nel biennio allora propedeutico, venivano impartite lezioni di fisica e matematica. Il celebre prof.Cassiani notò le capacità di Ruffini e, nel 1787, quando venne nominato ministro del Consiglio d’economia, indicò Ruffini come suo sostituto.

Ruffini insegnò matematica fino a pochi giorni dalla morte. A partire dal 1791 anno in cui si laureò, lavorò anche come medico. Benchè conservatore, Ruffini accettò il succedersi dei vari governi da quello degli Estensi, al dominio francese, alla Repubblica Italiana al Regno d’Italia e la Restaurazione, mantenendo un certo distacco dalla politica. Quando nel 1798 i pubblici funzionari dovettero prestare giuramento alla Repubblica, poichè era cattolico, gli fu negato di aggiungere la frase «intendevasi rispettata e salvata la Religione», e rinunciò all’insegnamento, ma fu reintegrato l’anno successivo.
Il suo attaccamento alla città d’adozione, lo indusse a rifiutare la cattedra offertagli presso l’Università di Pavia (1802).

Nel 1806, alla Scuola d’artiglieria e genio, Ruffini ottenne la cattedra di meccanica applicata. Con la Restaurazione, Ruffini ne divenne rettore.Ruffini pubblicò due opere didattiche: l’Algebra (1807) e la sua Appendice (1808) ad uso degli aspiranti alla Scuola d’artiglieria e genio di Modena.

Ruffini è noto per i risultati ottenuti in campo algebrico. La sua opera più importante è la Teoria generale delle equazioni, in cui si dimostra impossibile la soluzione algebraica delle equazioni generali, di grado superiore al quarto che, tra l’altro, segnò il suo esordio come scienziato.Gli interessi scientifici di Ruffini non riguardarono solo le equazioni algebriche, ma tutti i rami della matematica, in particolare l’analisi con i suoi fondamenti, la teoria degli infinitesimi e delle serie.

Ruffini ebbe numerosi incarichi tra cui quello di medico della duchessa e, nel 1816, gli fu affidata la presidenza della Società italiana delle scienze.Dal 1803 fu socio dell’Istituto nazionale napoleonico e dal 1806 dell’Accademia di religione cattolica. Egli si spese molto nelle cure dei pazienti, con visite frequenti e impegno anche con i più umili. In campo medico non mostrò quelle doti innovative che espresse in matematica ma, per la sua serietà, non pochi furono i privati e i medici del ducato, che si rivolgevano a lui per ricevere pareri.
Delle lezioni universitarie restano i manoscritti inediti: Medicina pratica, Lezioni di patologia, Lezioni cliniche.

Egli trattò anche questioni filosofiche con l’intento di difendere la fede cattolica

Nel 1817-18 Modena fu colpita da un’epidemia di tifo e nell’esercizio della professione medica, Ruffini fu contagiato e fu in pericolo di vita.

Paolo Ruffini morì a Modena il 10 maggio 1822