Rubrica”Una strada,un personaggio, una Storia-Cagliari-Via Andrea Vesalio

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata : si potranno conoscere così le persone,molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna e Italiana, tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Vesalio si trova all’inizio della zona urbana di Pirri.

Andrea Vesalio nacque a Bruxelles nel 1514. Fu un innovatore e fondatore dell’anatomia moderna che, nella ricerca teorica precedente, non si basava sulla dissezione dei cadaveri. Per tredici secoli l’anatomia era stata condotta secondo gli scritti anatomici di Galeno, che si fondavano sulla dissezione e vivisezione di animali e su sporadiche osservazioni  sul corpo umano.

Il De humani corporis fabrica libri septem, che Vesalio pubblicò nel 1543,  fu il risultato del suo processo di revisione di queste “conoscenze”, oltre a essere una delle pietre miliari dell’editoria cinquecentesca.

Vesalio si formò a Bruxelles e Lovanio e studiò  medicina a Parigi negli anni 1533-36, con i medici umanisti. Vesalio operò varie dimostrazioni anatomiche sui cadaveri e analizzò reperti anatomici grazie alla disponibilità del Cimitero degli Innocenti. Si laureò a Lovanio nel 1536, essendovi tornato a causa della guerra scoppiata tra Francesco I e Carlo V. La sua dissertazione di laurea fu pubblicata nel 1537 e, nello stesso anno, Vesalio ottenne il dottorato a Padova. Qui gli fu conferito l’insegnamento di Chirurgia e le Letture d’anatomia.

Nel 1538  pubblicò  un’edizione emendata delle Institutiones anatomicae secundum Galeni sententiam, e le Tabulae anatomicae sex, sei grandi silografie di anatomo-fisiologia umana, come corredo illustrativo del testo di Winther. Queste pubblicazioni dimostrano il distanziamento di Vesalio dall’anatomia galenica. Tra il 1540 e il 1542, Vesalio si dedicò alla redazione della Fabrica, perseguendo, l’attività d’insegnante d’anatomia, a Padova e a Bologna.

Nel 1540 le sue dimostrazioni anatomiche a Bologna lo portarono a duri scontri con gli illustri anatomisti del tempo. A Padova, fece parte dell’Accademia degli Infiammati, che raccoglieva i personaggi più autorevoli della cultura  in campo umanistico e scientifico, coi quali ebbe  rapporti duraturi.

Nel 1542 completò il  De humani corporis fabrica libri septem dedicata a Carlo V, dove attaccò criticamente i testi anatomici galenici riscrivendoli in base alle evidenze empiriche raccolte. Sottolineò il fatto che Galeno non aveva mai dissezionato corpi umani e attaccò i suoi colleghi contemporanei accusandoli di ripetere come cornacchie, un sapere teorico fondato sui testi classici e non sull’osservazione.

Nel  frontespizio del libro, l’anatomista è al centro del teatro anatomico  mentre disseziona un cadavere. Nell’iconografia anatomica precedente a Vesalio,l’anatomista veniva rappresentato mentre leggeva un testo che era ciò che avveniva durante la lezione d’anatomia. La Fabrica, con oltre trecento immagini con figure di ossa e  muscoli, è anche un capolavoro della silografia rinascimentale. Le tavole furono realizzate a Venezia da un artista che operava nella bottega di Tiziano, sotto la supervisione del Vesalio. Vesalio pubblicò inoltre un compendio in cui la descrizione dell’anatomia umana era riassunta in poche pagine e le silografie potevano essere ritagliate e incollate insieme per creare un modello anatomico cartaceo.

La pubblicazione di Fabrica destò polemiche e controversie. In un libello del 1551 lo stimato Jacques Dubois accusò Vesalio d’ignoranza, empietà e follia.

Nel 1544  Vesalio fu nominato alla cattedra di anatomia di Pisa che Cosimo de’ Medici intendeva rinnovare. Praticò  alcune dissezioni davanti al duca, alle élites culturali e politiche fiorentine, ma dovette rinunciare all’incarico per raggiungere, come chirurgo militare, le truppe Asburgiche che combattevano la Francia.

Rimase al servizio degli Asburgo sino alla morte: prima come medico militare, poi come medico di corte di Carlo V e, dopo l’abdicazione nel 1556, di Filippo II. Vesalio praticò la medicina anche privatamente, prima a Bruxelles e, dal 1559 a Madrid  dove seguì l’imperatore.

Andrea Vesalio morì a Zante nel 1564 durante un naufragio, mentre tornava da un pellegrinaggio a Gerusalemme.