Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Suni

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Suni è un comune della provincia di Oristano di circa 1000 abitanti e confina con Bosa, Flussio, Modolo, Pozzomaggiore, Sagama, Sindia e Tinnura.

Si trova sull’altopiano basaltico della Planargia, in posizione dominante sulla vallata di Modolo.

Non si hanno fonti certe sul significato del toponimo.

Secondo una leggenda, Suni sarebbe nato da “sa Idda Ezza” (il vecchio paese), dove sono emersi resti nuragici, tra cui la tomba di Giganti di Chighentolu. Il villaggio si trova vicino a un monastero dei monaci cistercensi del XII secolo.

In realtà, l’area attorno al paese reca segni di insediamenti umani ancora più antichi, sin dal Neolitico.

Le eredità preistorica più importanti sono custodite dentro il parco archeologico di Suni che comprende il protonuraghe Seneghe, il nuraghe complesso Nuraddeo e le domus de Janas di Chirisconis.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria della Planargia. Alla caduta del giudicato venne governato dai Malaspina e, successivamente, entrò a far parte del Giudicato di Arborea . Intorno al 1420 passò sotto il dominio del Regno di Sardegna aragonese e divenne un feudo concesso alla famiglia Villamarina, per poi essere incorporato, nel XVIII secolo dai Savoia insieme a Flussio nel marchesato della Planargia, feudo dei Paliaccio. Fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

L’abitato si sviluppa intorno alla chiesa di san Pancrazio (del XV secolo) e della chiesa parrocchiale di Santa Maria della neve. Il santo è festeggiato a metà maggio con processioni, canti e balli tradizionali e un’ardia e la patrona a inizio agosto con la festa del folclore. A fine giugno, c’è la festa di san Narciso, nella suggestiva chiesa campestre a lui dedicata, mentre a fine settembre si celebrano i santi Cosma e Damiano.

Nel centro storico si trova una dimora che ha conservato l’antica architettura originale ed è diventata “casa-museo Tiu Virgiliu” (ultimo proprietario della casa museo), segno ‘vivente’ della cultura popolare.

Una parte dell’esposizione è destinata alle attività del mulino e del frantoio come testimoniano il complesso di macchinari ancora oggi visibili.

Sono inseriti anche gli allestimenti della bottega del fabbro e del maniscalco, e quelli relativi alla fienagione dove si conservano i diversi attrezzi agricoli e pastorali. Trovano spazio anche la bottega del calzolaio assai ricca di strumenti e l’angolo della cardatura, filatura e tessitura della lana e del lino.

Un’altra parte della casa- museo ospita ambienti allestiti secondo uno scenario domestico, a vocazione prettamente femminile. Vi si conservano oggetti e pezzi d’arredamento della cerchia familiare. Notevole la contrapposizione tra la semplicità delle pareti del piano terra e la vivacità di colori del piano superiore, impreziosito dalle decorazioni floreali delle piastrelle dei pavimenti.

Vera fucina è il piano terra, originariamente destinato all’esercizio di molitura di grano e olive e dove ancora oggi trovano spazio il molino e il frantoio perfettamente conservati e funzionanti e le botteghe del fabbro, del maniscalco e del calzolaio. Fra questi s’inseriscono, nel rispetto della tradizione contadina, altri elementi quali l’aratro, il giogo e le attrezzature per attività come la trebbiatura, la produzione dell’olio e del vino e la setacciatura della farina. Il piano superiore, “su palattu ”, invece, era destinato interamente alla vita familiare e alle attività femminili. Il primo nucleo abitativo della casa nasce dall’ampliamento di una vecchia abitazione dell’Ottocento formata da due ambienti, secondo il modello diffuso della “ domo ” (cucina) e “ camera ” (camera da letto)


Vicino al parco risplende lo stagno Pischina ‘e Paule,abitato da numerose specie animali. Da qui ci si può avventurare in percorsi panoramici naturalistici attraverso luoghi in cui nidifica il grifone.

Il comune di Suni fa parte dell’organizzazione “La strada del vino e della Malvasia di Bosa”, sostenuta e promossa dalla Comunità Montana del Marghine e Planargia per valorizzare la pregiatissima produzione enologica della zona.