La realtà in uno scatto: la torre Carcangiolas e i Cormorani

Ogni settimana vogliamo salutarvi e ringraziarvi per essere sul nostro giornale, pubblicando una foto della realtà che ci circonda.

di Annalisa Pirastu

Poetto di Quartu. Finita la stagione propriamente estiva, si riunisce da tempo su questa torretta d’avvistamento, una colonia di circa 9 cormorani, per asciugarsi durante le pause della pesca. La torretta Carcangiolas, in pietra calcarea e granito, è stata edificata sicuramente ancor prima del 1591, ed è stata riutilizzata durante l’ultimo conflitto mondiale. Fa parte di quelle torri di avvistamento visibili anche tra loro, per comunicare eventuali pericoli. Nel 1979 è stata rovesciata da una forte mareggiata. Ipotesi sul suo recupero sono ancora in corso.

I cormorani ne hanno preso possesso per riposarsi. Gli occhi dei cormorani sono provvisti di una terza palpebra che funge da maschera subacquea nelle immersioni. Il cormorano può restare un minuto sott’acqua e non vi rimane più a lungo perché l’acqua penetra nel piumaggio poco impermeabile, infatti la ghiandola  che secerne il sebo è atrofizzata. Il cormorano è costretto a effettuare lunghe soste con le ali  spiegate, per far asciugare il piumaggio.

Incredibilmente la permeabilità delle piume è un vantaggio per le immersioni. L’aria imprigionata tra le barbe del piumaggio,  diminuisce a causa dell’umidità, e quindi non sospinge più il corpo verso l’alto, permettendo al cormorano di “scendere” anche fino a 9 metri.

Questi uccelli non hanno bisogno di dedicare molto tempo alla ricerca del cibo- anche se consumano dai 400 ai 700 gr di pesce al giorno-perché sono pescatori eccezionali. Non sanno lanciarsi in picchiata dall’alto dentro l’acqua, ma afferrano la preda con una rapidità strabiliante.

E così, in perfetta armonia, condividiamo il Poetto.