Il nuovo Dpcm: limitazioni meno stringenti in Sardegna

Firmato nella notte il nuovo Dpcm che avrà validità dal 5 novembre al 3 dicembre. Si attendono le decisioni del Ministro della Salute Speranza in merito alla suddivisione delle Regioni in tre fasce di rischio

di Antonio Tore

Dopo la firma del Dpcm da parte del Presidente Conte, si attende la circolare esplicativa da parte del Ministro della Salute Speranza, soprattutto riguardo alla suddivisione delle Regioni in fasce di rischio maggiore o minore al contagio.

Da domani 5 novembre e fino al 5 dicembre, comunque, saranno in vigore alcune norme valide su tutto il territorio nazionale e, quindi, anche in Sardegna:

  • viene instaurato il divieto di circolazione per tutte le persone dalle ore 22 alle 5. Sono consentiti solamente gli spostamenti motivati da esigenze lavorative o di salute: lo spostamento dovrà essere giustificato con una autocertificazione;

  • sono sospese le visite a musei e mostre;

  • è stata istituita la modalità di didattica a distanza (DAD) al 100% per le scuole superiori, tranne che per le attività nei laboratori in presenza, mentre può essere proseguita l’attività in presenza per le scuole elementari e medie ma con l’obbligo dell’uso delle mascherine (ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni);

  • sono sospesi tutti i concorsi, a esclusione di quelli per il personale sanitario;

  • le medie e grandi strutture di vendita saranno chiuse nelle giornate festive e prefestive con la eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all’interno di dette strutture;

  • i mezzi pubblici di trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale non possono superare il coefficiente di riempimento massimo del 50%. A tale propostio Il Dpcm raccomanda fortemente di non spostarsi con mezzi pubblici o privati nell’arco della intera giornata;

  • viene confermata la chiusura di bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie alle ore 18, mentre è consentita la ristorazione con consegne a domicilio e asporto fino alle ore 22;

  • nelle Regioni con il più alto indice di rischio (cosiddette “zone rosse”) è vietato ogni spostamento in entrata, in uscita e all’interno del territorio, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, come, ad esempio, motivi di salute o per accompagnare i figli a scuola; sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità; chiusi i mercati, con eccezioni delle attività dirette alla vendita di soli generi alimentari; sospese le attività sportive anche svolte nei centri sportivi all’aperto;

  • anche nelle “zone arancioni” è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute o di studio – vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, salvo che per comprovate esigenze;

  • è prevista la chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie;

  • è consentito, comunque, svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di indossare la mascherina;

  • previsto anche lo stop dei servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, salvo le crociere in atto entro l’8 novembre. E’ inoltre consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta ‘inoperosa’.

Si attende, ora, la circolare del Ministro della Salute che dovrà tradurre in specifiche istruzioni quanto compreso nel Dpcm e quanto scaturito dall’incontro con i Governatori delle Regioni, i quali chiedono che sia emanato in tempi strettissimi il cosiddetto “decreto ristori” che possa aiutare le attività soggette a restrizioni.

Si pensa che misure anche più stringenti potranno essere adottate dal Ministro nelle Regioni con il più alto rischio di contagio come la Lombardia, il Piemonte, l’Alto Adige, la Valle D’Aosta e la Calabria. Le Regioni, comunque, hanno chiesto che sia lo stesso Ministero ad indicare in quali fasce di rischio ricadano i singoli territori.

Le misure saranno soggette a verifica almeno settimanale da parte del Ministero della Salute per quanto concerne i presupposti che pongono le singole Regioni nello scenario 3 cioè “livello di rischio alto ed elevata gravità” o nello scenario 4, “livello di rischio alto e massima gravità.

Dopo la classificazione delle singole Regioni nelle aree di rischio, è verosimile che il Governatore della Sardegna Solinas emani un proprio Decreto di recepimento delle norme governative e applicazione nel territorio dell’Isola che, comunque, sembrerebbe possa ricadere nella “zona verde”.